Esistono i castighi di Dio?

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Nel marzo del 2011 Roberto de Mattei, durante una trasmissione su Radio Maria, parlando della “provvidenzialità del male”, ha scatenato una serie di polemiche da parte di chi attendeva una sua esternazione non “politicamente corretta” per riuscire a estrometterlo dalla vicepresidenza del CNR. Quando lo studioso ha tentato di rispondere che si semplicemente era mantenuto fedele alla dottrina tradizionale della Chiesa, non sono mancati i "cattolici" che si sono schiarati contro le sue affermazioni (ad esempio il quotidiano Avvenire e la stessa rivista “La Civiltà Cattolica”, contraddicendo se stessa). Il caso che ha fatto molto clamore è stato ricostruito da Fede & Cultura in un istant-book dal titolo Il mistero del male e i castighi di Dio, che comprende non solo gli interventi 
di Roberto de Mattei,ma anche un insieme di articoli di personalità autorevoli della cultura cristiana (padre Serafino M. Lanzetta F.I., mons. Antonio Livi, Corrado Gnerre, padre Giovanni Cavalcoli O.P., Cristina Siccardi) che approfondiscono un punto centrale della teologia e della filosofia cristiana della storia. Il Male, infatti, nella prospettiva cristiana non può essere considerato come una “distrazione di Dio”, ma deve essere necessariamente inserito in una prospettiva provvidenziale che a noi, sul breve periodo (anche di secoli) sfugge, ma che ha una ragione nella mente (imperscrutabile, appunto) di Dio.

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