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Dieci brevi lezioni di filosofia

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E' uscito per l’editore Gondolin, Dieci brevi lezioni di filosofia, di Francesco Agnoli, giornalista e scrittore trentino.
Nel giorno dei morti, riportiamo due pagine del libro, quelle in cui Alain Turing discute, in un dialogo immaginario con Tommaso d’Aquino, dell’immortalità dell’anima.
Nella storia delle macchine il fisico e matematico Alain Turing (1912-1954) è un nome imprescindibile.
Nel 1931 l’autore di The bomb, una macchina elettromeccanica capace di decifrare il codice segreto tedesco Enigma, e l’ideatore della “macchina universale di Turing“, scrive un saggio, Nature of spirit per la madre di un caro amico defunto, Christopher Morcom.
In questo saggio Turing nota che “noi possediamo una volontà capace di determinare, probabilmente in una piccola porzione del cervello, possibilmente su tutto il cervello, l’azione degli atomi. Il resto del corpo agisce in modo da amplificare questa volontà“.

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Scegliendo Fede & Cultura si attinge a una fonte antica di 2.000 anni, a differenza di chi spaccia novità e segue mode destinate inesorabilmente a tramontare: solo così potremo tutelare i valori e le convinzioni in cui abbiamo creduto fino a oggi e ritrovare le certezze necessarie per costruire il nostro futuro.
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Questo sconto è valido fino a domani 31 agosto 2018.

Immortale Odium

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Una serie di omicidi legati da un grave movente vendicativo, due indagini che partono da opposte direzioni e che si intrecciano indissolubilmente, inseguimenti e società segrete, cunicoli sotterranei e ville esoteriche, esorcismi e antiche sette… Rino Cammilleri riesce a creare un thriller di grande tensione che non è semplice intrattenimento, ma che contiene interessanti (e, per il grande pubblico, inedite) informazioni sui lati nascosti del Risorgimento italiano. Pur essendo fiction allo stato puro (e l’autore tiene a precisare di non aver voluto scrivere un romanzo storico, evitando di dare una data precisa all’azione, che potrebbe svolgersi indifferentemente tra il 1890 ed il 1910) ciò che viene descritto è pienamente verosimile. 

La matematica, via allo splendore del trascendente

di Alessandra Scarino
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Considerato da molti il più grande matematico del XX secolo, Alexander Grothendieck appartiene a quella luminosa schiera di geni del secolo scorso che, operando nei più diversi ambiti della scienza, seppero intuire gli inscindibili legami tra fede e scienza e ricercarono nel campo loro proprio una visione unitaria della molteplicità della vita nelle sue componenti materiali e spirituali. Una visione contraddistinta da un’apertura, a partire dalle cose create, allo “splendore che ci trascende”.

Quale futuro per la vecchia Europa se la culla rimane vuota?

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Un tempo si diceva che il Mediterraneo, e più in generale l’Europa, è stata la culla della civiltà. Ma cosa succede se quella culla rimane vuota? Con regolarità vengono pubblicati dati che registrano il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione. L’ultimo è l’Ageing Report della Commissione Europea che dipinge un quadro preoccupante: se oggi per ogni pensionato ci sono 4 lavoratori attivi, nel 2050 saranno solo in 2 a garantire la pensione per ogni over 65. L’Italia in questo panorama ha raggiunto un infelice record: 509mila nascite l’anno scorso, il picco più basso dall’unità del 1861. 

Il rischio di toccare la liturgia

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"Ora posto che la liturgia è la sede più pertinente del dogma, tanto che, lo ricordiamo, possiamo ben asserire che il dogma è la sua forma, il dogma è la forma della liturgia, e per ciò stesso , la liturgia è quel luogo dove meglio e con più proprietà è spiegata dalla Chiesa la Sacra Scrittura, toccare la liturgia è cosa che, già di estrema delicatezza per la rischiosità che ciò comporta in sé, moltiplica il rischio a dismisura".

Premiata ditta Dumas & C.

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Simpaticamente spaccone come D’Artagnan, gaudente come Aramis, corpulento come Porthos e via dicendo… in sintesi: Alexandre Dumas! Andiamo a far visita all’intramontabile scrittore francese per il quale l’avventura era gioco nell’ultima sua dimora terrena, in quel Panthéon di Parigi che, sorto come chiesa dedicata alla patrona della città santa Genoveffa, divenne il luogo laicizzato in cui riposano i grandi personaggi della patria: immenso e austero mausoleo sormontato da una cupola che ricorda, nel suo aspetto, quella della cattedrale di San Paolo a Londra. Qui il

Perché bisognerebbe leggere "Rob Roy" di Walter Scott, un romanzo veramente moderno

di Paolo Nardi

Forse qualcuno avrà familiarità con il film Rob Roy con Liam Neeson e Jessica Lange, che talvolta la televisione ripropone, una sorta di Braveheart ambientato nel Settecento che vede fieri scozzesi in kilt combattere contro i cattivissimi inglesi capeggiati dall’odioso Tim Roth. Non molti sanno che Robert “Rob Roy” MacGregor è stato un bandito e un razziatore, e contemporaneamente un patriota e un giacobita, che si guadagnò la fama di Robin Hood scozzese nel periodo di agitazione politica conseguente all’unione della Scozia con l’Inghilterra che portò alla fine del mondo dei clan (tutte cose tornate recentemente di moda grazie al successo della serie televisiva Outlander, tratta dai romanzi di Diana Gabaldon). I suoi luoghi sono stati Loch Lomond, il Parco Nazionale dei Trossachs e Aberfoyle, che ancora oggi ne conserva la memoria ma che purtroppo si è trasformata in un fiorente centro turistico per escursioni con pub, salumerie e negozi di oggettistica, ben diversa al borgo tribale del XVIII secolo.

In guardia! Ritorna l’eroe! - Il cavaliere di Lagardère

Chi non si ricorda del cappa e spada? Quel genere reso celebre da libri e film ambientati a cavallo tra XVII e XVIII secolo, soprattutto in Francia, con cavalieri intrepidi (spesso mascherati) sempre in sella e sempre pronti a duellare di lama, dame da salvare e briganti smargiassi e spacconi (solitamente bearnesi e guasconi) ma dal valore cristallino e dal cuore d’oro? Con quelle trame costituite da un’impresa da compiere per una nobile causa contro un nemico spietato e risoluto e una variegata schiera di bravacci e tagliagole prezzolati? Dispiace essere brutali, ma del cappa e spada oggi non si ricorda proprio nessuno: sebbene talvolta molti dei suoi

Ci siamo spostati dopo 13 anni

Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...