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“Il cardo e la croce”. Ovvero la lezione di libertà dei cattolici scozzesi

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di Aldo Maria Valli, 30 novembre 2019
Cari amici di Duc in altum, oggi, nel giorno di sant’Andrea, parliamo di un bel libro dedicato alla Scozia, la terra della quale Andrea è il patrono. Il libro, Il cardo e la croce (Fede & Cultura, 192 pagine, 19 euro) è opera di un profondo conoscitore della storia scozzese, Paolo Gulisano.

Paolo, il sottotitolo del tuo libro Il cardo e la croce, dedicato alla Scozia, è Una storia di fede e libertà. Una storia nella quale i cattolici hanno giocato un ruolo decisivo, pagando un prezzo salatissimo in termini di martirio e persecuzione. Perché questo odio costante contro i “papisti”?

La Scozia è una piccola, magnifica terra, con un passato glorioso e doloroso e un presente e un futuro in incerto divenire. È una nazione con un forte senso di identità, che si è forgiato a partire dalla Fede cristiana. Non per niente la sua bandiera è una croce di sant’Andrea (il patrono della Scozia) bianca in campo blu. Il grande Chesterton – un inglese che tuttavia aveva anche un po’ di sangue scozzese – scriveva nella sua Storia d’Inghilterra: “I preti cattolici della Scozia diventarono il partito patriottico e anti-inglese; atteggiamento che poi dovevano conservare anche durante tutta la Riforma”. L’introduzione della Riforma in Scozia, nella sua versione calvinista, fu violentissima. A partire dalla seconda metà del Cinquecento si scatenò un’implacabile caccia al cattolico. Eppure l’antica Fede seppe resistere, in particolare nelle Highlands, le “terre alte” nel Nord del Paese, dove, nonostante le limitazioni imposte dalla legge, restò in vita un piccolo gregge.

Il grande, potente e ingombrante vicino della Scozia, l’Inghilterra, ha sempre guardato a quelle terre come a un bottino da arraffare. In che modo la religione è stata utilizzata a questo scopo?

Un  paese come la Scozia, che nel Medioevo diede numerosissimi monaci evangelizzatori dell’intero continente, teologi come Duns Scotus e Riccardo di San Vittore, cavalieri crociati che partirono dalle brume delle Highlands per morire sulle sabbie torride della Palestina, ha conosciuto come pochi altri e con largo anticipo la crudezza della persecuzione religiosa, il cui obiettivo fu l’eliminazione della Libertas Ecclesiae, che è poi lo scopo di ogni rivoluzione, di ogni tentativo di esercizio arbitrario e totalitario del potere. Si colpisce la Libertas Ecclesiae perché laddove la Chiesa è libera nell’adempimento della sua missione –  ossia andare con Cristo incontro agli uomini –,  laddove c’è libertà per la Chiesa c’è anche libertà per l’uomo, dal momento che è scritto “La Verità vi farà liberi”. L’Inghilterra cercò di dividere il Paese, combattendo e rovesciando la dinastia cattolica degli Stuart, inviando in Scozia predicatori fanatici come John Knox, secondo l’antico disegno del Divide et impera. Purtroppo riuscì nel suo scopo.

Secondo te, che sei un amante della Scozia, della sua storia e delle sue tradizioni, qual è la caratteristica saliente dell’animus scozzese? E quanto è importante la componente cattolica nell’identità scozzese?

La caratteristica saliente è l’amore per la libertà. Nel 1320, dopo essersela conquistata sul campo di battaglia pochi anni prima, gli scozzesi vollero che fosse garantita dalla più alta autorità morale del tempo, quella del Papa. Così si radunarono in un’abbazia benedettina e redassero uno straordinario documento, la Dichiarazione di Arbroath, in cui chiedevano al Pontefice di sancire il loro diritto a esistere come nazione indipendente. Nel testo c’è un passaggio straordinario e commovente che è il seguente: “In verità non è per la gloria, non per le ricchezze, non per gli onori che noi combattiamo, ma per la libertà… per quella sola, a cui nessun uomo retto rinuncerebbe, anche a prezzo della vita stessa”. Durante la Riforma, quando il calvinismo di John Knox scatenò una terrificante e devastante persecuzione della Chiesa, l’abbazia di Arbroath fu, significativamente, rasa al suolo, diventando una cava di pietre. Il retaggio cattolico doveva essere cancellato.  Invece sopravvisse, ma diventò inevitabilmente una componente minoritaria.

“Conservate la fede con gioia” disse Giovanni Paolo II ai giovani cattolici incontrati a Glasgow nel 1982. Qual è lo stato di salute della Chiesa cattolica in Scozia?

Il viaggio di Giovanni Paolo in Scozia fu la realizzazione di un sogno a lungo coltivato e frustrato per i cattolici scozzesi: vedere riconosciuta la propria legittima presenza nel Paese, il proprio ruolo, il proprio contributo all’edificazione della nazione. Fu un momento intenso e commovente. Il Papa ricordò agli scozzesi il retaggio più importante lasciato dai loro padri: la santa fede cattolica. E aggiunse queste parole: ”Voi attingete le vostre origini in un glorioso passato, ma non vivete nel passato. Appartenete al presente, e la vostra generazione non deve accontentarsi di riposare sugli allori conquistati dai vostri padri e antenati. Dovete dare la vostra risposta alla chiamata di Cristo perché lo seguiate ed entriate con lui come coeredi nel Regno del Padre. Ma ci sembra più difficile seguire Cristo oggi che in passato”. Parole verissime. La Chiesa in Scozia oggi soffre, come dovunque, di un calo di vocazioni religiose. Anch’essa ha conosciuto, anche se in maniera molto minore che nella vicina Irlanda, lo scandalo degli abusi sessuali del clero. Nel 2013, alla vigilia del conclave che avrebbe eletto al soglio pontificio il cardinale argentino Bergoglio, l’arcivescovo di Edimburgo e primate di Scozia, il cardinale O’Brien, fu costretto a dimettersi dopo le accuse nei suoi confronti di alcuni sacerdoti che da seminaristi erano stati oggetto delle sue advances sessuali.

Oggi in Scozia la figura di maggior spicco nella Chiesa è l’arcivescovo di Glasgow Philip Tartaglia, di origini italiane ma è profondamente radicato nella cultura e nelle tradizioni scozzesi, un prelato che ho l’onore e il piacere di conoscere personalmente. Proprio monsignor Tartaglia mi ricordava recentemente che oggi il principale problema della Chiesa in Scozia non è più, come in passato, il confronto-scontro con altri cristiani, come i protestanti, ma con una cultura dominante che è anti-cristiana tout court. La cultura della secolarizzazione imperante che in Gran Bretagna è particolarmente aggressiva e intollerante.

Nel movimento indipendentista scozzese è possibile rintracciare anche contenuti di carattere religioso?

Il movimento indipendentista è molto attento a far sì che non riemergano le forme di settarismo che in passato, fino a non molti anni fa, hanno funestato la vita pubblica in Scozia. Per questo è un movimento senza riferimenti confessionali. In esso militano cattolici e protestanti, e c’è persino qualche rappresentante politico di religione mussulmana.  Non è tuttavia uno pseudo-neutralismo, come quello che conosciamo nel resto d’Europa: sembra essere un autentico rispetto dei diritti di ogni persona, compresi i diritti religiosi. Ci sono poi esponenti politici che personalmente testimoniano la propria fede nell’agire politico, difendendo quelli che un tempo non lontano (anche se oggi appare remoto) erano chiamati “valori non negoziabili”.

“Sono le ballate, e non le leggi, a costruire una nazione”, scrisse nel 1707 Andrew Fletcher, paladino delle libertà del popolo scozzese. Nell’era della globalizzazione c’è ancora qualcosa di vero in questa affermazione di sapore romantico? 

Nel 1707 la Scozia, attraverso l’Atto di Unione approvato dai parlamenti inglese e scozzese, cessava di essere una nazione libera e indipendente. A partire da quell’anno, definito dai patrioti scozzesi annus horribilis, l’intera isola britannica ricadde sotto un unico governo, quello di Londra. Nel momento più oscuro della storia della nazione, quando essa stessa, per volontà della maggioranza dei propri rappresentanti politici e delle oligarchie, rinunciava alla propria libertà consegnandola agli inglesi in cambio di vantaggi economici – peraltro riservati ad una ristretta oligarchia – e della garanzia che sarebbero stati mantenuti gli assetti civili e religiosi determinati dalla Rivoluzione del diciassettesimo secolo e dalla Riforma protestante, Fletcher fece una dichiarazione che all’epoca poteva sembrare un sentimentale attaccamento alla tradizione e ad un glorioso passato ormai tramontato, e che oggi, agli inizi del XXI secolo e alla luce degli avvenimenti degli ultimi anni nello scontro tra Globalismo e Identità,  assume invece una dimensione quasi profetica.  Le “ballate” stanno a significare non già un’espressione intellettuale e romantica, ma la memoria tenace della storia.  D’altra parte, come diceva il grande scrittore americano John Steinbeck, quella della Scozia non è una causa persa. È una causa ancora non vinta.

“Perseguitati: i cristiani e il Cristo ‘nascosto'” a Verona 23 novembre

“Perseguitati: i cristiani e il Cristo ‘nascosto'”. È questo il tema di un’iniziativa culturale che si terrà, dalle 16:45 di sabato 23 novembre, presso la Libreria di Fede & Cultura (via Marconi n. 60, Verona).

Organizzata dalla Casa Editrice Fede & Cultura e dal Comitato Internazionale “Uniti con Gesù Eucaristia per le mani Santissime di Maria”, relazioneranno il parlamentare veronese della Lega Vito Comencini, in qualità di Segretario della III commissione affari esteri e comunitari della Camera dei Deputati (sul tema “Perseguitati più che mai”) e il sacerdote della Diocesi di San Marino – Montefeltro, ma originario del vicentino, don Federico Bortoli (sul tema “Rispettare il Cristo ‘nascosto’”).
Modererà l’incontro il cronista de IlGiornale.it Matteo Orlando.

Nel corso della Conferenza verranno presentati i dati del biennio 2017-2019  relativi alle persecuzioni contro i cristiani basati sulle indagini effettuate dalla Fondazione di Diritto Pontificio “Aiuto alla Chiesa che Soffre”.

Per saperne di più La Fede Quotidiana ha intervistato il dottor Giovanni Zenone (nella foto durante una visita a Papa Benedetto XVI), direttore della Casa Editrice Fede & Cultura, uno degli organizzatori dell’evento.


Cominciamo da quanto accaduto nei giorni scorsi. Un suo bilancio del Festival nazionale di Fede e Cultura…
“È stata una giornata piena di bellezza e fraternità cristiana, unita a zelo apostolico per la diffusione del Vangelo e la difesa della nostra fede. Il numero di partecipanti cresce di anno in anno. Questa volta eravamo 290 da tutta Italia ma anche dalla Svizzera e dalla Francia, con la gradita presenza di una corrispondente del National Catholic Register degli Stati Uniti, la maggiore testata cattolica USA del mega network EWTN. Insomma, sono grato a Dio e soddisfatto che 15 anni di intenso lavoro nella formazione e nelle pubblicazioni Cattoliche stia germinando!”.

Perché avete deciso di organizzare una riflessione sui cristiani perseguitati?
“Perché è una delle maggiori emergenze pastorali dei nostri tempi, anche se dimenticata dai pastori che preferiscono occuparsi di cose meno scomode e impegnative. La persecuzione dei cristiani da parte degli islamici non solo nei paesi islamici, ma anche in quelli di antica radice cristiana, come la Francia ad esempio, è un fenomeno terribile e grave che passa sotto silenzio sia da parte delle stesse istituzioni ecclesiastiche che da parte di quelle civili che, infettate dal cancro del laicismo, si rendono complici della barbara violenza islamica in molti modi. Per non parlare della volontà di ‘induizzare’ tutta l’India con mezzi violenti come lo stupro di donne cristiane, la distruzione sistematica di case e attività economiche cristiane. Ma uno degli allarmi più dolorosi è la persecuzione intra-ecclesiale. Oggi i cristiani legati alle proprie radici sono traditi, perseguitati, emarginati e derisi dalle stesse chiese che hanno dato loro la vita di Fede. Il tradimento dei principi non negoziabili di cui parla Sua Santità Benedetto XVI va di pari passo con un’apertura al mondo che in realtà è assimilazione ad esso: un cancro che porta alla proliferazione di idee e persone tossiche, mondane e anticristiane che occupano posti di potere nelle chiese e usano metodi violenti e mafiosi per far scomparire una tradizione bimillenaria in nome dell’aggiornamento alla “New age” della chiesa, una “chiesa  Amazon” dove si vende di tutto a un prezzo economico e senza sforzo: il relativismo religioso elevato a sistema. Questa è la persecuzione anticristiana più pericolosa, perché minaccia di trasfigurare la chiesa da strumento salvifico in strumento del mondo, cioè di non-salvezza”.

Cosa può fare un Cattolico italiano per le persecuzioni che accadono in giro per il mondo?
“Per prima cosa informarsi e formarsi, poi pregare, agire con sostegno anche economico dei perseguitati e di chi combatte per difendere e diffondere la verità cristiana”.

Durante l’incontro si parlerà anche del Cristo “perseguitato” nell’Eucaristia. In che modo viene perseguitato?
“Cristo, come al tempo del sommo sacerdote Caifa, è sbeffeggiato, oltraggiato e ucciso anche nella vetta della vita cristiana, cioè nella Santa Messa e nella Divina Eucaristia, trattate come ”cose” profane, puri simboli. Un segno vistosissimo dell’eclissi di Dio in Chiesa è la marginalizzazione del Tabernacolo – cioè del Padrone di casa, per così dire, cioè di Gesù presente in corpo, sangue, anima e divinità nelle Sacre Specie della Comunione. Altro segno doloroso e avvilente è l’abuso istituzionalizzato della comunione sulla mano, senza più segni di riverenza per Colui che si riceve, la perdita della sana abitudine di ricevere la Comunione in ginocchio – gesto già di per sè molto significativo della fede in Cristo sacramento -, per non parlare della comunione data a peccatori pubblici e non pentiti, come omosessuali militanti, abortisti attivisti, concubini e adulteri pubblici e impenitenti. Questo è un falso concetto di ‘misericordia’, quello che porta all’indurimento nel peccato e nel male, non la misericordia vera, che è quella che induce alla conversione”.

Articolo di La Fede Quotidiana 21 novembre 2019

Mussolini ateo militante

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di Francesco Agnoli
Dio non esiste è un testo filosofico di Benito Mussolini, del 1904, piuttosto raro, quasi introvabile, nonostante all’epoca gli sia valso la stima e la considerazione di molti rivoluzionari.
Eppure rileggere oggi l’opuscolo mussoliniano è assai utile per comprendere una componente fondamentale del pensiero politico dominante nella prima metà del Novecento.
Infatti, come tanti storici hanno messo in luce, l’assolutizzazione della politica, la trasformazione del Partito in una chiesa, dell’ideologia politica in una dottrina di Salvezza, di alcuni uomini in Profeti (o, hegelianamente parlando, in “uomini cosmico-storici”), ha il suo fondamento proprio nella “morte di Dio”, o, per meglio dire, nella profonda marginalizzazione della visione cristiana del mondo che aveva dominato l’Europa per secoli.
L’epoca in cui Mussolini scrive è segnata dalla sostituzione delle fede in un Dio trascendente, nella Salvezza come prospettiva ultraterrena, con nuove fedi secolari, immanenti, atee o panteiste: la fede nello Stato, nel Partito, nella Razza, nella Classe sociale, nella Nazione, nell’Umanità, nel Progresso, nella Scienza e nella Tecnica…
In nome di queste nuove fedi milioni di uomini sognano, combattono, lottano, e danno persino la vita, certi di edificare un “mondo nuovo”, di realizzare un regnum hominis che appare a portata di mano, che sembra raggiungibile mettendosi alla sequela dei vari Lenin, Mussolini, Hitler, Mao Tse Tung…
Rileggere oggi l’opuscolo di Mussolini è dunque assai utile non solo per comprendere meglio la formazione culturale del fondatore del fascismo, ma anche per mettere a fuoco, anche attraverso le note al testo, le affinità profonde, spesso dimenticate, eppure evidenti, esistenti tra i tre totalitarismi novecenteschi.
L’appendice in calce al testo, infine, permette di valutare quanto le idee del giovane Mussolini siano rimaste vive ed operanti, come fondamenta “teologiche” su cui costruire la “rivoluzione fascista”, anche nel prosieguo della sua esistenza. 

L'epopea cattolica nella Vandea del Terrore

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La sanguinosa guerra di Vandea è al centro di questo romanzo di Jules Verne, ambientato durante il Terrore del 1793 e vero e proprio unicum nella produzione letteraria dell’autore. Se infatti Verne passa alla storia per i suoi “viaggi straordinari” e per le invenzioni tecnologiche, Il conte di Chanteleine rappresenta la sua presa di posizione a supporto dei contadini vandeani legati alla tradizione cattolica, alla nobiltà e alla monarchia. Racconta la storia di un nobile che, dopo aver condotto la ribellione contro il governo della Francia rivoluzionaria, si ritrova la casa distrutta e la moglie uccisa dalla folla: gli resta solo la figlia, la cui vita deve salvare dalla minaccia della ghigliottina. Un’epopea a tinte fosche, da cui traspare l’odio antireligioso e spietato di un regime, quello del Terrore, che vedeva in ogni credente, non importa se inerme, donna o bambino, un avversario da eliminare.
Jules Verne, Il conte di Canteleine, Gondolin, pp. 160

La dottrina gnostica

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La visione gnostica afferma fondamentalmente che l’uomo in origine era un puro spirito, ma poi diventò un essere terrestre e restò incatenato alla materia. Come puro spirito, l’uomo dimorava nelle religioni celesti presso Dio, ma poi fu gettato giù nel mondo della materia, delle tenebre e del dolore. La salvezza consiste perciò nella «reintegrazione» in quanto si ritorna a Dio. Lo spirito liberato dal corpo ritorna alla sua dimora celeste e in questo modo noi siamo liberati dal legame alla materia e al corpo. In tal senso per gli gnostici, la «nascita» significa essere generati entro questo mondo, mentre la «rinascita» significa essere generati di nuovo come spiriti liberi nel mondo divino della luce e dell’incorruttibilità.

Non festeggiate Halloween!

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Se ne parla ancora troppo poco, ma in Italia circa 12 milioni di persone ricorrono alle cosiddette “pratiche magiche”, situazione che preoccupa molto la Chiesa Cattolica, perché indice di una grave situazione di smarrimento esistenziale. A contribuire al fenomeno dell’occultismo, concorre in questo periodo la tanto attesa Festa di Halloween che si celebre il 31 ottobre, festa di origine celtica che esalta “valori” quali: la morte, la paura, il male, gli spiriti, la stregoneria, la violenza, i demoni e l’occulto.
Padre Gabriele Amorth, esorcista del Vaticano, aveva più volte dichiarato che : “Festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo. Il quale , se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona.”. Fenomeno alquanto pericoloso, che si diffonde a macchia d’olio in particolare nell’Italia meridionale.

Gender e gnosi: le radici della rivoluzione antropologica

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Le radici gnostiche del gender: un nuovo libro di Giampaolo Scquizzato, con prefazione del card. Robert Sarah, è uscito nel settembre scorso per le edizioni Fede e Cultura:  Verso una rivoluzione antropologica. Le radici gnostiche del pensiero gender.

Ne abbiamo parlato con l’Autore.

Dott. Scquizzato, il suo libro è introdotto da una prefazione a dir poco autorevole…
"Il libro è impreziosito dalla prefazione del porporato africano, il cardinale Robert Sarah,  il quale afferma nella stessa prefazione che “la teoria aberrante e perversa del gender, che è presentata come 'scientifica' rivela in realtà un inganno pseudo-scientifico. Essa affonda le sue radici in un terreno che può qualificarsi come particolarmente torbido. Grazie al nostro autore Giampaolo Scquizzato, vediamo più chiaramente le origini gnostiche di questa teoria. Lo stesso Sarah rimembra: 'Io stesso, nel libro Dio o niente, ho denunciato con vigore la teoria del genere come un attacco frontale contro la famiglia, mirando a distruggerla, insistendo sull’aspetto particolarmente deleterio per i Paesi africani, che sono sottoposti a un nuovo colonialismo da parte dei Paesi occidentali direttamente o attraverso le organizzazioni internazionali che questi Stati dominano dispoticamente e altresì senza remore'”.

Altro che serafico, l'induismo è anti-cristiano come l'islam

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Talmente ortodosso da sembrare eretico, talmente cattolico da non pubblicare con le grandi case editrici cattoliche bensì con la piccola Fede&Cultura: è il mio cacciatore di eresie preferito e si chiama Roberto Dal Bosco. Libero studioso vicentino, grande viaggiatore come il suo concittadino Pigafetta, il primo circumnavigatore del globo, quando scopre un autore che relativizza Gesù per renderlo miscelabile con le religioni orientali subito lo legge, lo analizza, lo commenta, lo condanna. Dal Bosco sarebbe il consulente ideale di una rediviva Congregazione per la dottrina della fede, che quand'era capeggiata dal cardinale Ratzinger difendeva l'integrità del cattolicesimo con vigorose pronunce. Oggi la Congregazione è caduta in letargo: l'ultimo Cardinale Prefetto nominato dal gesuita Bergoglio è un gesuita muto, Sua Eminenza Ladaria, forse con problemi di fonazione o forse davvero convinto che la Chiesa non sia mai stata così compatta e i dogmi mai così gioiosamente e universalmente accettati.

Un impegno morale: non più soldi alla CEI

Apertamente ideologica
L'ultima dimostrazione dell'impegno ideologico e anticattolico oltre che antiumano di Famiglia Cristiana e di La Civiltà Cattolica, oltre che della CEI, impegnati a ostacolare, sbeffeggiare, denigrare e offendere il governo voluto dagli italiani, l'unico che ha il coraggio di difendere la famiglia e i confini dello stato, ci induce a un appello chiaro: basta soldi alla CEI, basta soldi alla Chiesa Cattolica con l'8 per mille, smettiamo di sostenere chi non ha né la nostra fede (propugnano l'invasione islamica dell'Italia e dell'Europa), né la retta ragione ma è governato solo dall'ideologia umanitaria dei potentati sovranazionali che vogliono l'appiattimento delle culture e l'amalgama delle religioni. Con la prossima dichiarazione dei redditi diamo l'8 per mille agli ortodossi, agli ebrei, allo stato, a chiunque tranne alla CEI e ai musulmani. Non sosteniamo più in alcun modo economicamente né con la partecipazione entità che hanno ormai dimostrato di non essere cattoliche: la CEI, Famiglia Cristiana, La Civiltà Cattolica, gran parte delle diocesi... Quando questi traditori moriranno d'inedia e di perdita totale delle vocazioni allora la Chiesa fedele, di retta dottrina e morale emergerà dalle ceneri.

Riportiamo qui di seguito la lettera di dissenso rispetto alla posizione CEI del vescovo di Ventimiglia Mons. Antonio Suetta.

“Come garantire ai popoli la possibilità di non emigrare, di vivere nella propria terra e offrire là dove si è nati il proprio contributo al miglioramento sociale” (Mons. Antonio Suetta)

Il Vescovo di Ventimiglia risponde alla lettera della CEI sull’immigrazione

Carissimi,
leggendo con attenzione la Vostra lettera, ho ritenuto di dover rispondere alle Vostre riflessioni innanzitutto a partire dall’esperienza della Chiesa di Ventimiglia San Remo, da qualche anno fortemente coinvolta dal fenomeno dell’immigrazione, passando da qui una delle principali rotte dei migranti prevalentemente africani e provenienti dal Sud

L’India ha mille porte per entrare, e nessuna per uscire

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Alle tradizionali dottrine indù si sono sovrapposti l’esoterismo teosofico, l’occultismo massonico, lo Yoga e il New Age? oltre a un certo ecumenismo buonista e misericordista che ha pensato di contaminare il cattolicesimo con elementi sincretistici indiani? L'induismo è una leva nelle mani dei poteri forti per gettare le basi di una religione mondialista?
Il coraggioso autore Roberto Dal Bosco, è un giovane profeta dei nostri tempi, che ha il coraggio di denunciare apertamente la ambiguità e le verità occultate sulle religioni come il buddismo e l'induismo, che godono di un'acclamazione mediatica molto usata e finanziata da chi vuole gettare i semi di una nuova religione mondialista della Casa Comune, con una solida preparazione cultura riesce a comunicare la realtà parlando senza peli sulla lingua.

L'Opzione Benedetto

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di Mons. Gino Oliosi
L’Opzione Benedetto di Rod Dreher perché la vita della Chiesa locale nelle Unità Pastorali conservi una presenza capillare in mezzo alla gente di ogni età e condizione in un mondo culturalmente post-cristiano
Quando Benedetto XVI nel 2006 venne a Verona per il IV Convegno Ecclesiale Nazionale affermò: “L’Italia … costituisce ancora un terreno assai favorevole per la testimonianza cristiana. La Chiesa, infatti, qui attraverso le parrocchie è una realtà molto viva, che conserva una presenza capillare in mezzo alla gente di ogni età e condizione”. Come far sì che ciò

La forza del martirio

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Pubblichiamo un'intervista a padre Antoin Alan, sacerdote della chiesa copta, di origine egiziana, trasferitosi a Roma come parroco nella chiesa dei cristiani copti. Ricordando le recenti stragi di Tanta e Alessandria, padre Antoin testimonia come i cristiani non temono il martirio e come tenacemente affrontano la realtà della persecuzione nei paesi del Medio Oriente. Tratta da La Nuova Bussola Quotidiana.


La vostra chiesa è martoriata da secoli, ma negli ultimi anni le persecuzioni stanno aumentando, con un’escalation durante le cosiddette “primavere arabe”. Come mai?

L'eclissi della fede eucaristica

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"La decadenza della pratica eucaristica, il dissolversi del senso della Presenza Reale possono portare solo alla crisi del sacerdozio. Sbaglia chi pensa che il demonio punti come fine ultimo a oscurare o eliminare la presenza eucaristica di Cristo nel mondo. Lui che in Dio ci crede, eccome sa bene che ciò è impossibile e il suo scopo è ben altro: quello di profanare il Corpo eucaristico di Cristo senza che qualcuno lo disturbi. Ma per non essere disturbato, ha bisogno che il maggior numero possibile di fedeli non creda nel più grande mistero realizzabile su questa terra e, quindi, si disinteressi di ciò che avviene ai suoi danni. L'eclissi della fede nella Presenza Reale nell'Eucaristia è il prodromo di una liturgia anticristica celebrata pubblicamente senza opposizione, o persino con l'assenso di tanti cosiddetti cristiani". 
(Tratto da: Alessandro Gnocchi, Fuori moda, p. 18)

Il problema di Dio

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"Il problema di Dio si impone in modo più vivo che in molte altre epoche meno turbolente. Ciò deriva dal fatto che molti uomini si sono separati da Dio, e hanno cercato di organizzare la vita sociale e intellettuale senza di Lui. Allora, i grandi problemi che hanno sempre preoccupato l'umanità hanno assunto un aspetto nuovo e talvolta tragico. Il voler fare a meno di Dio ha condotto molti al nichilismo e alla miseria fisica e morale peggiore anche del nulla. Allora i grandi problemi si aggravano fino all'esasperazione e ci si deve infine accorgere che tutti tendono a riproporre il problema di Dio, e riproporlo a fondo".

L’immigrazione, la Chiesa e l’Occidente

Da un intervista a Ettore Gotti Tedeschi (economista ed ex Presidente dello IOR):
Gotti Tedeschi, nel suo intervento lei parla di una “correzione fraterna” ad alcune istituzioni ecclesiali che non avrebbero compreso il problema dell’immigrazione. In cosa consiste questa correzione?

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Sono rimasto preoccupato della solerzia umanitaria piena di toni emotivi che tende a ignorare i numeri del fenomeno e non affronta le cause del problema. Si direbbe infatti che ci siano tre “tabù” che oggi non si devono o possono affrontare razionalmente e in modo completo: il problema della natalità, dell’ambiente e delle migrazioni. Si direbbe che ci sia una volontà superiore, diffusa ed imposta, che non vuole che si discutano questi tre tabù. Così come si direbbe che ci siano “controllori” pronti ad usare ogni mezzo, inclusa

Le vere conseguenze della Riforma

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"Venne poi la Riforma e batté innanzitutto sull'organo della vita nelle società cristiane: fece cessare il sacrificio di lode. Distaccò la cristianità dalle rovine delle nostre chiese. I sacerdoti, i monaci, le vergini furono scacciati o massacrati e i templi che sopravvissero furono condannati a restare muti in una parte dell'Europa. Nell'altra, soprattutto in Francia, la voce della preghiera si affievolì; molti infatti dei santuari devastati dalle rovine non si risollevarono più dalle loro rovine. Così si vive la fede diminuire, il razionalismo prendere sviluppi

Cavour e la soppressione degli ordini religiosi

La storia così come ti è stata raccontata ti sembra una congiura contro la verità a sostegno di false ideologie? La storica Angela Pellicciari nei suoi libri pubblicati con Fede & Cultura. Rovescerà tutti i luoghi comuni e i falsi slogan legati alla storia della Chiesa con la verità dei fatti storici: Risorgimento anticattolico (un libro di enorme successo, con ben quattro edizioni), Risorgimento ed Europa (Se non stiamo attenti ci ritroveremo - questa volta in nome della democrazia, della tolleranza e del rispetto della diversità - sotto il giogo di un totalitarismo nichilista) e Gnosi al potere (dalla Rivoluzione Francese all’Unione Europea, passando per il Risorgimento: la storia è una congiura di pochi che vogliono imporre le loro idee a molti, contro la Verità rivelata).

Vescovo che difende la Verità sotto attacco

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Dopo il clamoroso caso del vescovo di San Francisco, Salvatore Cordileone, accusato nel 2015 dai media americani e da 80 intellettuali cattolici "adulti" (coloro che dividono fede e vita, pretendendo la Comunione come un diritto senza voler seguire Dio e la sua legge) che ne chiedevano la rimozione a papa Francesco, di essere un “omofobo” per aver chiesto alle scuole cattoliche della diocesi di insegnare la sessualità secondo il Catechismo della Chiesa cattolica, ora è il turno del vescovo di Madison (Wisconsin),

Soffrire nella Chiesa e per la Chiesa

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Noi non vogliamo una Chiesa nuova a tutti costi, noi non vogliamo una Chiesa che abbia delle formulazioni più consone o accoglibili dall'orrenda mentalità anticattolica che domina la vita del mondo e con la quale la Chiesa di oggi rischia di accordarsi. Noi vogliamo la Chiesa di Cristo, la Chiesa che viene generata e rigenerata ogni giorno dallo Spirito, attraverso la Parola di Dio, attraverso i sacramenti, attraverso la vita di carità; la Chiesa appartenendo alla quale si deve soffrire per lei, sempre con letizia. Soffriamo

Ci siamo spostati dopo 13 anni

Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...