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Proselitismo ed ecumenismo

I guai del proselitismo

Più volte il Papa ha condannato il proselitismo come contrario all’ecumenismo. Il termine però potrebbe essere frainteso, perché esso viene da “proselito”, dal greco prosèlytos, che, nel Nuovo Testamento, è il “convertito” (alla lettera: colui-che-si-è-avvicinato: Mt 23,15; At 2,11; 6,5; 8,27; 13,26; 13,43). L’origine della parola, quindi, non ha nulla di spregiativo o sconveniente. “Proselitismo” originariamente, vuol dire semplicemente “far proseliti”, il che è evidentemente un’opera buona.
Senonché già Cristo indica un modo sbagliato per far proseliti: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete la

Salvini rispetta il Vangelo?


La politica confusa con la teologia
Da tempo si è diffusa l’esigenza che il dibattito teologico abbandoni l’astrattezza scolastica per immergersi nella concretezza del quotidiano, del mondo attuale e della storia moderna. E quale occasione migliore, quale locus theologicus più fecondo e concreto, quale segno della verità che nasce dalla prassi, quale più ricca sorgente di pastoralità, della politica, soprattutto poi se capita un evento così importante come le elezioni europee?
Mentre dunque un tempo i teologi, nei loro ristretti circoli specialistici, dibattevano, si occupavano e si preoccupavano di sottili questioni speculative o del rapporto fra il dogma e la metafisica ed eretici apparivano coloro che si opponevano al magistero pontificio ed ai decreti dei Concili in materia di fede

I veri promotori dell'unione europea

Due Europe a confronto
P. Giovanni Cavalcoli
di P. Giovanni Cavalcoli
In prossimità delle elezioni europee, più che legittima è la domanda su chi sono i veri costruttori dell’Europa e su cosa dev’essere veramente l’Europa. Ci pare di aver davanti due pretendenti a questo glorioso titolo, con opposte concezioni dell’Europa; da una parte il mondo cattolico o più largamente cristiano, il quale, rifacendosi all’insegnamento di S.Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, vuol farsi promotore di un’Europa moderna e democratica, che viva e testimoni le sue radici cristiane nella società di oggi, segnata da una forte esigenza di proporsi al mondo come fautrice di fratellanza, di dialogo, di accoglienza, di libertà di pensiero, di giustizia, di

Il Sommo Pontefice come Vicario di Cristo

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di P. Giovanni Cavalcoli
Papa Leone X condannò la tesi di Lutero, secondo il quale il Papa «non è Vicario di Cristo» (n.25, Denz.1475). Chi è un vicario? Uno che agisce a nome di un superiore, in quanto, per incarico di questi, svolge tutte o in parte le sue funzioni, per cui fa le veci di un superiore e agisce al suo posto, in modo tale che ciò chdecide il vicario, supponendo che svolga fedelmente l’incarico, viene con ciò stesso approvato e ratificato dal superiore; vale o ha vigore comse fosse decisdal superiore.
Ora, applicare al Papa il concetto di Vicario è un’operazione legittima e doverosa; se non altro, perché

Perseveranza e ostinazione nella condotta umana

di P. Giovanni Cavalcoli

Il mistero delle nostre scelte

Una cosa che stupisce nella condotta umana è la forza della volontà: capita quasi sempre che una volta che un uomo, generalmente nella fanciullezza o nella gioventù, ha deciso che direzione da dare alla sua vita, generalmente rimane fermo e inamovibile in questa decisione per tutto il corso seguente della sua vita, anche se, dato il suo libero arbitrio, compirà scelte diverse e anche opposte, ma sempre

Dio vuole il bene e permette il male


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di P. Giovanni Cavalcoli
All’Udienza Generale del 3 aprile scorso il Papa ha pronunciato alcune parole per chiarire in che senso Dio ha voluto una pluralità di religioni. Ecco quanto ha detto Papa Francesco:
«Qualcuno può domandarsi: ma perché il Papa va dai musulmani e non solamente dai cattolici? Perché ci sono tante religioni, e come mai ci sono tante religioni? Con i musulmani siamo discendenti dello stesso Padre, Abramo: perché Dio permette che ci siano tante religioni? Dio ha voluto permettere questo: i teologi della Scolastica facevano riferimento alla voluntas permissiva di Dio. Egli ha voluto permettere questa realtà: ci sono tante religioni; alcune nascono

Dio in sé e Dio per me

Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati, 
da sempre e per sempre Tu Sei, Dio.
Sal 90, 2

Qual è il vero assoluto?


Riguardo al concetto di Dio gioca il binomio relativo-assoluto. Il relativo è per essenza relativo a un assoluto. Invece l’assoluto non è relativo a nulla; può stare o esistere anche da sé senza un altro, ossia un relativo che gli sia relativo. Con Hegel, invece, nasce la relatività reciproca: il mondo è relativo a Dio; ma anche Dio è relativo al mondo. Per Hegel l’assoluto è relativo all’altro da sè, che è a sua volta assoluto per lui. E viceversa. 
Quindi, per Hegel il mondo non può stare senza Dio; ma anche Dio non può stare senza il mondo. Il mondo è orientato a Dio e Dio è orientato al mondo. Dio è per essenza

La truffa della Comunità di Bose

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di Padre Giovanni Cavalcoli
La Comunità di Bose non ottempera alle disposizioni conciliari circa l’ecumenismo.

Il Papa ha recentemente inviato una Lettera alla Comunità di Bose nel 50° anniversario della sua fondazione, con la quale ha elogiato il suo noto stile di vita evangelica monastica interconfessionale, nonché di accoglienza e di ospitalità di persone alla ricerca delle più diverse vie dello spirito, appartenenti a differenti confessioni religiose ed anche non credenti.
Nella Lettera, tuttavia, sono del tutto assenti quelli che avrebbero potuto e, a nostro giudizio, dovuto essere alcuni opportuni richiami a correggere un grave fraintendimento

Il significato della fratellanza universale

di Padre Giovanni Cavalcoli
Dal punto di vista umano siamo tutti fratelli
Papa Francesco ha recentemente richiamato con forza in due importanti circostanze il valore della fratellanza umana come fattore di uguaglianza, di collaborazione reciproca, di concordia, di libertà e di pace fra tutte gli uomini della terra, al di là delle varie culture e religioni. 
La prima circostanza è data dal messaggio di Natale del 21 dicembre scorso, un discorso che ha suscitato un’eco favorevole negli ambiti massonici e in particolare nella Gran Loggia di Spagna, secondo la notizia che ne dà Aldo Maria Valli nel suo blog del 10 gennaio scorso. 
Queste le parole più significative del Papa:
«Dio è Padre buono e noi siamo tutti fratelli. Fraternità tra persone di ogni nazione e cultura. Fraternità tra persone di idee diverse, ma capaci di rispettarsi e di ascoltare l’altro. Fraternità tra persone di diverse religioni. Gesù è venuto a

Lettera di P. Cavalcoli a Don Minutella

Caro Don Alessandro,
il tuo scritto pubblicato su blog di Stilum Curiae in risposta ad osservazioni che Ti avevo fatto mi spinge a riprendere il dialogo.
Tu parli di una «massoneria ecclesiastica, la quale, con l’avallo di poteri occulti, ha condotto alle forzate dimissioni di Benedetto XVI e al golpe del marzo 2013, con l’avvento del cardinale Bergoglio, scelto in anticipo, come ha sostenuto il desaparecido cardinale Danneels, esponente di spicco del partito riformista e della cosiddetta “mafia di san Gallo”».
Ti rispondo dicendo che non c’è nessun motivo di parlare di

Don Minutella a Padre Cavalcoli

Il nostro caro amico e Autore Padre Giovanni Cavalcoli ci ha chiesto di pubblicare questo scambio di comunicazioni e volentieri lo facciamo.
Fede & Cultura

BREVE DICHIARAZIONE A RIGUARDO DELLE AFFERMAZIONI DI PADRE CAVALCOLI. (di don Minutella)

Non ho predicato me stesso, mie teorie, miei proclami, ma sempre e solo il messaggio di Cristo. Questo dà una libertà interiore e una gioia, che non si fanno sconvolgere nè dagli applausi, nè dagli insulti, una libertà e una gioia che mi

Il deformatore del cristianesimo

di padre Giovanni Cavalcoli
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"Rahner ha tentato di proporre un nuovo modo di vivere il cattolicesimo presentandolo come realizzazione delle indicazioni del Concilio Vaticano II. In realtà Rahner ha frainteso in senso modernistico gli impulsi del Concilio, Il quale ha bensì inteso di proporre il Vangelo al mondo moderno e di ammodernare il nostro vivere cattolico, ma assumendo dalla modernità solo il buono, ossia ciò che è compatibile col Vangelo. Invece Rahner ha fatto un lavoro alla rovescia: ha preso dal Vangelo solo ciò che è compatibile con la modernità.

La pastorale inadeguata

di padre Giovanni Cavalcoli
Gli intenti del Concilio Vaticano II 
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Il Beato Giovanni XXIII nel famoso discorso di apertura Gaudet Mater Ecclesia del Concilio Vaticano II, evidenziava come scopo del Concilio non fosse tanto quello di condannare specifici errori del presente, quanto piuttosto quello di proporre il messaggio cristiano in uno stile ed in un linguaggio moderni, adatti all’uomo del nostro tempo.  
Il Papa precisava come esistessero già le condanne; esse erano presupposte e non dovevano essere dimenticate; si trattava invece di dare la prevalenza al tono propositivo, senza per questo escludere totalmente, il che non avrebbe avuto senso proprio per il carattere pastorale del Concilio, la condanna degli errori, e questa condanna effettivamente ci fu, anche se il Concilio si limitò a denunce generiche senza entrare in dettagli e senza citare i nomi degli autori. Inoltre il Concilio ritenne di abbandonare la formula tradizionale del canone e dell’anathema sit, il che non significava assolutamente che le condanne conciliari potevano esser prese alla leggera. 

Adamo ed Eva sono discesi dalla scimmia?

di padre Giovanni Cavalcoli
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Sappiamo come nella concezione cattolica tutta l’umanità trae origine da una coppia originaria, alla quale la Scrittura dà il nome di Adamo ed Eva. Questa dottrina, che fu a suo tempo confermata da Pio XII nell’enciclica Humani Generis del 1950, la troviamo ancora nel Catechismo della Chiesa Cattolica, dove ripetutamente si insegna che l’umanità deriva da “un solo uomo” alludendo evidentemente ad Adamo, ed anzi in più luoghi nominandolo espressamente (cf nn.359, 374, 375, 376, 388, 391, 399, 402, 403, 404, 405, 406), il che lascia ben intendere che Eva è sottintesa.
Sappiamo altrettanto bene come secondo il racconto genesiaco la coppia primitiva è creata da Dio a sua immagine e somiglianza in una condizione fisica e spirituale di totale perfezione – il cosiddetto “stato di innocenza” o “giustizia originale” o “stato edenico” – in un mondo meraviglioso a loro totalmente sottomesso ed in una comunione di grazia con Dio.

In difesa della Scolastica

di padre Giovanni Cavalcoli
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Da diversi giorni il quotidiano La Verità lancia opportunamente l’allarme sulla vasta diffusione nelle scuole elementari e medie di libri di testo diseducativi, che denigrano l’amor di patria, la religione, la morale e la Chiesa, propugnando la licenza sessuale, in particolare la pratica dell’omosessualità, ed esaltando l’Islam, un’immigrazione indiscriminata e il relativismo laicista. 
È interessante, e deplorevole, invece, come Avvenire, che è il quotidiano della CEI, ignori totalmente questa grave emergenza educativa. Abbiamo un’ulteriore prova di come laici cattolici zelanti, opponendosi alla dittatura del relativismo, stanno sopperendo coraggiosamente alla negligenza dei Vescovi nel prendersi cura dell’educazione cattolica scolastica, nonostante il gravissimo argomento sia stato a suo tempo trattato in un lungo documento del Concilio Vaticano II, il Gravissimum Educationis. 

Il primato della realtà sulla coscienza

di padre Giovanni Cavalcoli

Il Papa corregge padre Sosa
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Il Santo Padre ha inviato l’11 novembre 2017 un videomessaggio ai partecipanti al III Simposio Internazionale sull’Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia”, un breve ma sostanzioso indirizzo, nel corso del quale ha pronunciato le seguenti parole: “Il mondo contemporaneo rischia di confondere il primato della coscienza, che è sempre da rispettare, con l’autonomia esclusiva dell’individuo rispetto alle relazioni che vive”.  

Che cosa intende il Papa con “primato della coscienza”? Perché e in che senso lo elogia? E a chi si riferisce con le dure parole di condanna e di avvertimento che seguono? Papa Francesco riprende evidentemente l’espressione di Padre Sosa, che appunto in un’intervista rilasciata l’inverno scorso, aveva citato la “priorità della coscienza personale”, come di una cosa da “sempre ribadita dalla Chiesa”. 

Il Concilio Vaticano II secondo il Cardinale Kasper

di padre Giovanni Cavalcoli
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In un articolo pubblicato su L’Osservatore Romano del 12 aprile scorso, “Un Concilio ancora in cammino”, il Card. Kasper dice che Paolo VI, nel tentativo di impedire formulazioni proposte da una maggioranza progressista che lo preoccupava, “coinvolse” la minoranza tradizionalista permettendole di introdurre alterazioni nella redazione, che attenuavano o confondevano il senso dei passi modernizzanti.  
Ora, osservo io, se il Papa si sentì in dovere di moderare l’intervento di questi cosiddetti “progressisti”, dando spazio ai tradizionalisti, vuol dire che egli, col fine intuito del quale era dotato, e col senso di responsabilità del Successore di Pietro, si era accorto della trama in atto e che questi sedicenti e sbandierati progressisti in realtà erano dei criptomodernisti, che con le loro manovre rischiavano di contaminare la purezza della dottrina conciliare.  

Sulla teologia della liberazione

di padre Giovanni Cavalcoli
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Sul sito Vatican Insider del 7 settembre u.s. compare un’intervista al teologo Gustavo Gutierrez, il famoso fondatore della “teologia della liberazione”, il quale comprensibilmente non le risparmia lodi incondizionate. Questa corrente teologica sudamericana, come è noto, ebbe il suo exploit negli anni ’70-’80 del secolo scorso ed  ancor oggi essa continua a far parlare di sé.  
Gutierrez assicura che la teologia della liberazione non è altro che il Vangelo difensore e liberatore dei poveri e degli oppressi; egli è convinto di avere in ciò la piena approvazione del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Mons.Gerhard Müller e addirittura del Papa. Cita poi il famoso teologo  liberazionista Leonardo Boff in tono favorevole, senza tenere alcun conto del fatto che  costui fu a suo tempo condannato dalla medesima Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) nel 1985. 

Il Papa come dottore privato

di P. Giovanni Cavalcoli
Si danno oggi notevoli dissensi in campo cattolico o fra gli stessi non-cattolici circa l’importanza e il senso da dare agli interventi, insegnamenti, affermazioni e dichiarazioni di Papa Francesco, i quali, come è noto, sono frequentissimi e molto diversificati nella forma e nel contenuto, indirizzati al pubblico e ai privati più diversi, cattolici e non-cattolici, facenti uso dei

La pedofilia è causata dall’eresia

di Padre Giovanni Cavalcoli
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Ovviamente qui parliamo di credenti e in particolare di sacerdoti, pensando al conturbante fenomeno che oggi sta sconvolgendo la Chiesa. È evidente infatti che la pedofilia di coloro che non sono cattolici non può essere causata dall’eresia, in quanto è atto di corruzione della fede cattolica, già posseduta. Potrà semmai esser causata da altri errori. Però è altrettanto chiaro che l’eresia è sorgente di vizi morali; il che non impedisce che possa essere pedofilo un prete ligio alla dottrina della fede. È possibile conoscere la verità e non metterla in pratica. 

Ci siamo spostati dopo 13 anni

Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...