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La forza della preghiera

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"Pregare come se tutto dipendesse da Dio; agire come se tutto dipendesse da noi", diceva Chesterton citando sant'Ignazio di Loyola.
La preghiera è la via privilegiata perché la nostra anima trovi il conforto e la luce di Dio per un cammino di salvezza in preparazione al Regno dei cieli. Pregare leggendo, meditando sulle parole di Gilbert Keith Chesterton è un ottimo modo per salvare l’anima e per avere una mente illuminata, di cui dobbiamo continuare a fare buon uso.
Pregare significa diventare familiari a Dio, come diceva San Tommaso d’Aquino, tanto amato dallo scrittore inglese e di cui ha scritto una preziosa biografia, e imparare a desiderare Dio stesso.

Il santo è una medicina...

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"Il santo è una medicina in quanto è un antidoto. Ed è così, senza dubbio perché spesso il santo è anche un martire e viene scambiato per veleno proprio perché è un antidoto. Di solito, lo vediamo rigenerare il mondo con l'esaltare tutto ciò che il mondo ignora".
Un ottimo saggio per comprendere il grande Santo senza particolari difficoltà. Chesterton ne ha condensato le abilità e l'opera, permettendoci di capire meglio il tutto attraverso il carattere dell'autore della Summa.

Relativismo, realtà e dogmi

di Gilbert Keith Chesterton
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Le verità si trasformano in dogmi nel momento in cui vengono messe in discussione. Pertanto, ogni uomo che esprime un dubbio definisce una religione. E lo scetticismo del nostro tempo non distrugge realmente le credenze, ma anzi le crea, conferendo loro dei limiti e una forma chiara e provocatoria. Un tempo, noi liberali consideravamo il liberalismo semplicemente una verità ovvia. Oggi che è stato messo in discussione, lo consideriamo una vera e propria fede. Un tempo noi che crediamo nel patriottismo pensavamo che il patriottismo fosse ragionevole e nulla più. Oggi sappiamo che è irragionevole e sappiamo che è giusto. Noi cristiani non avevamo mai conosciuto il grande buonsenso filosofico insito in quel mistero, finché gli scrittori anticristiani non ce l’hanno mostrato.

San Tommaso d'Aquino e Aristotele

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"Fu l’Aquinate a battezzare Aristotele, mentre Aristotele non avrebbe potuto battezzare l’Aquinate; fu un miracolo squisitamente cristiano a far risuscitare il grande pagano. E questo si può dimostrare in tre modi (come direbbe lo stesso san Tommaso), che sarà bene riassumerre come una sorta di sommario di questo libro: 

Primo, nella vita di san Tommaso, lo dimostra il fatto che solo la sua enorme e solida ortodossia avrebbe potuto sostenere tante cose che allora non sembravano ortodosse.

Il cristianesimo: una chiave che apre la serratura della vita

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Cristo fondò la Chiesa con due grandi metafore nelle parole finali agli Apostoli che ricevettero l’autorità di fondarla. La prima fu la frase su Pietro sul quale la Chiesa sarebbe stata edificata come su di una pietra; la seconda fu il simbolo delle chiavi. Circa il significato della prima, non c’è naturalmente alcun dubbio; ma essa non riguarda direttamente l’argomento, qui, salvo in due altri aspetti secondari. È infatti uno dei tanti esempi di quelle frasi evangeliche che avrebbero potuto pienamente espandersi e spiegarsi più tardi, anche molto più tardi.

San Tommaso d'Aquino, il più grande pensatore cristiano

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"Ora, nessuno potrà cominciare a capire la filosofia tomistica, o anche la filosofia cattolica, se non comprenderà che la parte fondamentale e primaria di essa non è altro che l'esaltazione della vita, l'esaltazione dell'Essere, l'esaltazione di Dio in quanto creatore del mondo."
In un articolo pubblicato su Avvenire il 15 settembre 2010 possiamo scoprire come anche Benedetto XVI sia stato in

Peggio della guerra

di Gilbert Keith Chesterton
Oggi ho visto qualche cosa che è peggiore della guerra: il suo nome è Pace.

Giustizia o misericordia?

di Gilbert K. Chesterton
I bambini sono innocenti e amano la giustizia, mentre la maggior parte degli adulti è malvagia e preferisce la misericordia.

Fabio Trevisan al Festival di Fede & Cultura 2016

Il vice-presidente dell'Associazione Fede & Cultura presenta un profilo di Gilbert Keith Chesterton e il volume "Quella cara vecchia pipa" sulle piccole grandi cose della Tradizione che danno sapore alla vita.

Quella cara vecchia pipa

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di Omar Ebrahime
La collana de “I libri del ritorno all'ordine” diretta da Mario Palmaro (1968-2014) e Alessandro Gnocchi per l'editore Fede & Cultura di Verona manda in queste settimane in libreria l'ultimo lavoro: lo firma Fabio Trevisan e ha per oggetto la visione del mondo oltre che, più specificamente, di critica alla modernità di uno dei geni letterari più brillanti di tutti i tempi, lo scrittore londinese Gilbert Keith Chesterton (cfr. F. Trevisan, Quella cara vecchia pipa. Le piccole cose, le canzoni, le favole, la tradizione in Gilbert Keith Chesterton, Fede & Cultura, Verona 2014, Pp. 186, Euro 16,00). Trevisan, che di Chesterton è studioso dotto e appassionato da anni essendo stato fondatore dei “Gruppi Chestertoniani Veronesi” e avendogli già dedicato in passato lavori di qualità (come le riduzioni teatrali Uomo vivo con due gambe (2005) e Il pazzo e il re (2006) usciti sempre per le edizioni dirette dal professor Giovanni Zenone), offre qui in undici gustosi capitoli tematici tutti da leggere e

Invito alla lettura

Caro dottor Gnocchi,
sono in procinto di partire per le vacanze e vorrei portarmi un libro che mi faccia bene e mi faccia star bene. Sto cercando in libreria qualcosa che mi permetta di non perdere la speranza anche se mostra magari la crudezza della situazione in cui viviamo. Che cosa mi può consigliare?
Grazie e un caro saluto

Maria Luisa Anselmi


Cara Maria Luisa,

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metto le mani avanti dichiarando fin dall’inizio che il libro di cui le voglio parlare è edito da Fede & Cultura nella collana “I libri del ritorno all’Ordine” ideata lo scorso anno da Mario Palmaro e dal sottoscritto. Però, prima di ritenere questo consiglio uno spot interessato, mi segua fino in fondo. Anzi, mi faccia avere un recapito e le farò mandare una copia gratuita: se poi non la deluderà, ne comprerà a sua volta una da regalare. Sto parlando di un’opera preziosa e deliziosa che si intitola “Quella cara vecchia pipa. Le piccole cose, le favole e la tradizione in Gilbert Keith Chesterton”.

L’autore, che ha la sventura di essere uno degli amici a cui voglio più bene e di cui apprezzo l’intelligenza inattuale e dunque sempre utilissima, ha il pregio di essere tra i

Economia servizio della famiglia

Osservatorio Cardinale Van Thuân
sulla Dottrina sociale della Chiesa
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UN’ECONOMIA A SERVIZIO DELLA FAMIGLIA
La proposta distributista di Chesterton, Mc Nabb, Belloc e Medaille poco nota in Italia
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Partecipano
OMAR  EBRAHIME Roma
GIORGIO MION Verona
FABIO TREVISAN - Verona

Omar Ebrahime, scrittore e giornalista, fa parte della redazione dell’Osservatorio Van Thuân ed è studioso di Vincent Mc Nabb.
Giorgio Mion, professore associato di economia aziendale all’università di Verona e membro della Redazione dell’Osservatorio Van Thuân.
Fabio Trevisan, scrittore, giornalista, conferenziere, fa parte della redazione dell’Osservatorio Van Thuân ed è esperto di G. K. Chesterton su cui ha appena pubblicato il libro “Quella cara vecchia pipa” (Fede e Cultura, Verona 2014)


MARTEDI’ 6 MAGGIO 2014, ORE 20,45
PARROCCHIA DI SAN PIETRO APOSTOLO, VERONA

INGRESSO DA VIA TODESCHINI

Non può essere cosa giusta che la religione sia il più noioso degli argomenti

di Fabio Trevisan
La prima riflessione che ho avuto leggendo la Prolusione del Card. Kasper in preparazione ai lavori sinodali sulle importanti questioni inerenti la famiglia, in particolare alla situazione dei divorziati risposati, è stata quella di una constatazione inerme della distanza tra i contenuti della dottrina della Chiesa ed il vissuto della gente. Com’è possibile che non ci si chieda e non si analizzi in profondità le ragioni di questo iato? Com’è possibile che lo si dia per scontato, come se la marea del secolarismo fosse ineluttabile?
chstrtnIn questa prospettiva l’unica possibilità sarebbe quella di “accompagnare” i poveri agonizzanti cristiani al suicidio assistito, ponendosi alla stregua di “compagni di viaggio solidali” (uso queste espressioni tra virgolette poiché sono sovente utilizzate nei sinodi diocesani) e mostrando loro tutta la nostra comprensione, salendo insieme sul patibolo e chinandosi dinanzi alla capitolazione mondana.
Gilbert Keith Chesterton si poneva, più di un secolo fa, questi interrogativi: “Perché un’opera di teologia moderna è meno sorprendente ed avvincente di un’opera di teologia del passato?”. E rispondeva: “Non può essere cosa giusta che la

La bubbola del progresso


Io mio occupo di quella vasta e vaga opinione pubblica… che ha messo in giro una falsa idea della storia dell'umanità: l'idea di una evoluzione dalla scimmia all'uomo e dal barbaro all'uomo civile, l'idea che, in ogni epoca, dobbiamo sempre guardare alla barbarie come al passato e alla civiltà come all'avvenire. Disgraziatamente questa idea è, nel duplice senso, interamente campata in aria. È un'atmosfera e non una tesi.
(Gilbert Keith Chesterton, L'uomo eterno, p. 91-92)

Morto?

Il cristianesimo è stato dichiarato morto infinite volte. Ma, alla fine, è sempre risorto, perché è fondato sulla fede in un Dio che conosce bene la strada per uscire dal sepolcro.
(Gilbert Keith Chesterton)

Dal bambino non nato

Dal bambino non nato…

Se ci fossero alti tronchi d'albero e ciuffi d'erba bassa,
come nella fantasia di certe fiabe,
e se più oltre si scorgesse a tratti un mare blu
a rompere la pallida linea dell'orizzonte,

se ci fosse una palla di fuoco appesa in aria
a riscaldarmi durante il giorno,
e se una folta chioma verde ondeggiasse sulle valli,
là saprei cosa fare.

Me ne sto nel buio: sognando che esistano
grandi occhi severi o gentili,
e strade storte e porte silenziose,
e uomini vivi dietro ad esse.

Che venga la bufera: meglio un'ora,
e poter piangere e combattere,
piuttosto che questo infinito vuoto
a misurare l'impero della notte.

Penso che se mi permettessero
di stare in quel mondo
sarei buono per un tempo pari
a questo lungo giorno nel regno delle fate.

Non udrebbero da me una sola parola
di egoismo o disprezzo,
se solo riuscissi a trovare la porta,
se solo nascessi.

(Poesia di Gilbert Keith Chesterton, traduzione di Annalisa Teggi)

dal sito www.chesterton.it

Divinità e infanzia del Santo Natale

Non permettiamo al lume umano più fioco di accantonare quello soprannaturale più vivido

Nel saggio L’uomo eterno del 1925, Gilbert Keith Chesterton ci parla in modo incantevole e penetrante del Santo Natale, di come questo sia avvenuto in una caverna (preferibile alla stalla in cui si colloca generalmente la nascita del Redentore). Similmente a quanto avvenne con il cosiddetto “uomo preistorico”- rileva Chesterton - l’uomo lascia il posto a Dio, ora come allora, nella caverna. «Anche Dio – affermerà lo scrittore inglese – fu un uomo della caverna e aveva tracciato strane forme di creature, colorate curiosamente, sulle pareti del mondo; ma alle sue figure aveva infuso la vita». Ecco che così viene ripresentato un semplice e

Prima giornata Chestertoniana



Domenica 5 dicembre prima giornata Chestertoniana a Segni (Roma) con la partecipazione del nostro Vice-Presidente Fabio Trevisan. Clicca sull'immagine per maggiori informazioni.



Gilbert Keith Chesterton

Nasce il 29 Maggio 1874 a Kensington. Una vita immeritatamente felice, dirà egli stesso, ed immensamente prolifica, uno spreco d’arte e di genio, dirà Emilio Cecchi, il suo mentore in Italia, che lo presenta così: «padre della Chiesa, obbligato dalle necessità dei tempi e del ministerio, a predicare in stile burlesco alle turbe degli scettici e dei gaudenti». Una personalità frizzante, amabilmente polemica, umoristica e gioiosa. Eccezionale.
Figlio di Edward, agente immobiliare, e di Marie Louise Grosjean (madre scozzese, padre svizzero predicatore calvinista), Chesterton visse un’infanzia allegra ed affettuosa nella sua famiglia assieme al fratello Cecil, più giovane di lui di cinque anni. Inizia a scrivere molto presto; da bimbo non ancora di dieci anni tenta di imitare George McDonald. Forte il senso della meraviglia e il gusto delle favole. Primo giornale in cui si

Secondo corrente

Una cosa morta può andare con la corrente, ma solo una cosa viva può andarvi contro.
(Gilbert Keith Chesterton)

Ci siamo spostati dopo 13 anni

Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...