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Don Antonio Livi è vivo!

Un leone della Fede
Notizia ufficiale datami da Amanda Chipana che lo segue personalmente: don Antonio Livi non è affatto morto. Chi ha messo questa notizia falsa in circolazione ha fatto uno scherzo di dubbio gusto. Don Antonio è vivo, gravemente malato ma vivo e ben cosciente. La battaglia per la fede autenticamente cattolica non è finita e un leone come don Antonio Livi è ancora sulla breccia.
Prof. Giovanni Zenone Ph.D.
Direttore

Fede & Cultura

La verità sulla situazione della Chiesa

di Padre Giovanni Cavalcoli
Padre Giovanni Cavalcoli esprime solidarietà a mons. Antonio Livi per gli ingiusti attacchi ricevuti per aver detto la verità sulla situazione della Chiesa.
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Carissimo Monsignore,
ho letto con molto interesse l’intervista che Ella ha rilasciato sull’attuale situazione della Chiesa e della teologia, nonché la condotta del Papa e la persecuzione alla quale Lei è soggetto.
Intendo esprimerLe il mio sostanziale accordo con le sue analisi e valutazioni, e la solidarietà e vicinanza per quanto Lei soffre per la verità del Vangelo e per amore della Chiesa, auspicando che le sue buone ragioni vengano riconosciute e si ponga rimedio ai gravi mali che stanno affliggendo la Chiesa e la cultura cattolica.
La sua sofferenza è quella della Chiesa stessa, oggi mal guidata e sviata da un Papa faccendiere, che antepone la sua affermazione personale e la ricerca del consenso all’annuncio integrale del Vangelo ed alla cura zelante del bene e dell’unità della Chiesa.

L'infezione del modernismo

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“L’attuale crisi nella Chiesa non nasce con papa Francesco e non si concentra in una sola persona, ma risale al Concilio Vaticano II e, più indietro ancora, agli anni del modernismo. Oggi larga parte del collegio cardinalizio, del corpo episcopale e, in generale, del clero, è infetto di modernismo”.
Mons. Antonio Livi, autore della prefazione al libro di Enrico Radaelli, La Chiesa ribaltata
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Eresia al potere

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"Se penso al cardinale Kasper che era già eretico prima e voleva distruggere la santa messa, il matrimonio, la comunione e il Diritto canonico, e che adesso il Papa dice che è il suo teologo per eccellenza e gli fa organizzare il Sinodo per la famiglia, dico a me stesso: qui c’è qualcosa di totalmente orchestrato. Si capisce che si tratta di un piano molto ben orchestrato, che non data da oggi, ma dagli inizi degli anni Sessanta. Per più di cinquant’anni i teologi eretici, malvagi, hanno cercato ci conquistare il potere, e adesso ci sono riusciti. È per questo che parlo di eresia al potere. Non sono i papi ad essere eretici; non ho mai detto questo di nessun Papa.

L’immigrazione indiscriminata può portare all’islamizzazione

Intervista a Monsignor Antonio Livi, tratta dal Blog Chiesa e post concilio

In una delle recenti interviste rilasciate, lei ha parlato di “adulatori di Bergoglio”. Lo scontro dottrinale, in sintesi, sembra essere destinato a non placarsi…

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“La descrizione del mondo cattolico come diviso ideologicamente tra amici e nemici di papa Francesco è una fake news. Tutti i fedeli cattolici hanno il dovere di essere amici del papa, chiunque egli sia in un determinato momento della storia. Come vicario di Cristo, il papa non ha bisogno di essere difeso da immaginari “nemici interni”, così come non ha bisogno di essere adulato per il suo modo di esercitare l’autorità pontificia, perché tutti i fedeli cattolici lo venerano e gli obbediscono in quanto vedono in lui «il dolce Cristo in terra», come diceva santa Caterina da Siena. Ma di ogni papa si possono criticare certe azioni di governo che sembrano meno utili all’edificazione della Chiesa nella fede, così come si possono criticare i discorsi che egli fa parlando come “dottore privato”, senza impegnare l’autorità magisteriale e il carisma dell’infallibilità”.

Dobbiamo avere il coraggio del vero...

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"Soltanto la Verità  in opposizione all'errore ha dei diritti, soprattutto quando si tratta di fondare la vita morale e sociale. Queste non possono essere fondate sull'errore, né sul dubbio, ma solamente su di una verità incrollabile. Dobbiamo pensarci più seriamente dopo una sconfitta, quando le lezioni della Provvidenza ci obbligano a una sana reazione, che il risveglio della sincerità e della generosità rende possibile e che non ci sarebbe in altre circostanze. Si può così portare luce alquanto facilmente, senza partito preso, nel dibattito

Vieni a Verona il 20 gennaio

Il Centro Culturale Nicolò Stenone, in collaborazione con Fede & Cultura e col Circolo Ufficiali di Castelvecchio, è lieto di invitarLa
Mercoledì 20 gennaio 2016 dalle ore 17:30 alle 20:00
presso il Circolo Ufficiali di Castelvecchio
in Corso Castelvecchio n. 4 - 37121 Verona

al convegno dal titolo:

La dittatura del relativismo l'oscuramento della ragione
prima vera causa della crisi economica e sociale

Relatori:
Mons. Antonio Livi
Decano Emerito della facoltà di Filosofia dell'Università Lateranense, Presidente dell'ISCA (International Science and Common sense Association)
​Economista, banchiere, ex-presidente IOR

Moderatore:
prof. Stefano Fontana
giornalista, direttore dell’Osservatorio Van Thuan sulla DSC
Introduce il dott. Alberto Zelger
Presidente del Centro Culturale Nicolò Stenone

Dopo il convegno è possibile cenare al ristorante del Circolo Ufficiali, previa prenotazione
PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
telefonare al numero
347-3012846

Eresie

di Danilo Quinto
Biblisti, esegeti del Nuovo Testamento, perfino un Cardinale - presentati come i maggiori esperti internazionali - sostengono che Gesù Cristo non era consapevole della suo essere Dio fattosi uomo. Questa consapevolezza l’avrebbe acquisita “cammin facendo”, nel corso della sua vita terrena, nella sua “dinamica” umana. Hanno spiegato, durante il

Un eretico all'Avvenire


Falsi profeti

di Antonio Livi
17-03-2012

Enzo Bianchi si presenta come il priore della Comunità di Bose, che i cattolici ritengono essere un nuovo ordine monastico, mentre canonicamente non lo è, perché non rispetta le leggi della Chiesa sulla vita comune religiosa. I cattolici lo ritengono un maestro di spiritualità, un novello san Francesco d’Assisi capace di riproporre ai cristiani di oggi il Vangelo sine glossa, ma nei suoi discorsi la Scrittura non è la Parola di Dio custodita e interpretata dalla Chiesa ma solo un espediente retorico per la sua propaganda a favore di un umanesimo che nominalmente è cristiano ma sostanzialmente è ateo.

Ecco, ad esempio, come Enzo Bianchi commentava il racconto evangelico delle tentazioni di Gesù nel deserto: «Gesù non si sottrae ai limiti della propria corporeità e non piega le Scritture all’affermazione di sé; al contrario, egli persevera nella radicale obbedienza a Dio e al proprio essere creatura, custodendo con sobrietà e saldezza la propria umanità» (Avvenire, 4 marzo 2012). Insomma, un’esplicita negazione della divinità di Cristo, il quale è ridotto a simbolo dell’etica sociale politically correct, l’etica dell’uomo che – come scriveva Bianchi poco più sopra – deve «avere il cuore e le mani libere per dire all’altro uomo: “Mai senza di te”» (ibidem).

Grazie al non disinteressato aiuto dei media anticattolici, Enzo Bianchi ha saputo gestire molto

Ci siamo spostati dopo 13 anni

Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...