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Qual è lo scopo dell'opera della Provvidenza per la Chiesa?

del Beato Antonio Rosmini
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"L’opera della divina provvidenza nel corso dei secoli, nei quali milita sulla terra la Chiesa, consiste nel sottoporre successivamente tutte le cose, anche appartenenti alla società esterna degli uomini, a Gesù Cristo; nel farle entrare nella società cristiana, nel far sì che prendano in quella il loro posto, secondo il bell’ordine che va a compiere l’intera e perfetta organizzazione della Chiesa, germe e radice di quella pianta che si deve estendere e dilatare in tutti i suoi tronchi, e fino agli ultimi suoi ramoscelli e più piccole foglie".
(Beato Antonio Rosmini)

Gli orrori del comunismo


Il “Saggio sul comunismo e sul socialismo”, scritto dal Beato Antonio Rosmini Serbati (1797-1855, filosofo, grande pensatore, teologo e presbitero italiano), da lui letto in forma di discorso all’Accademia dei Risorgenti di Osimo nel 1847 e pubblicato la prima volta due anni dopo, è una formidabile demolizione del perfettismo, ovvero dell’ambizione di costruire la società perfetta sulla terra. Scrisse: “L’uomo non è una macchina, miei Signori: e se fosse, a che tanto affetto, di cui gli utopisti si mostrano spasimati, per una macchina?”.
Il comunismo e il socialismo di Antonio Rosmini

Il grido di Rebora: che cosa redime le atrocità?

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Nato a Milano nel 1885, compiuti studi letterari e filosofici all’università, divenuto insegnante e collaboratore di riviste, Clemente Rèbora parte volontario per la Grande guerra e vi partecipa come ufficiale di fanteria sugli altopiani di Asiago e poi a Gorizia. Scrive in una lettera inviata ad Antonio Banfi il 7 dicembre del 1915: «Non chiedermi notizie - la vita […] ch’io lordo nella gora del tempo, è quella di un troglodita che chiude un cuore. Non il pericolo continuo - diviene una triviale monotona abitudine, il macello perpetuo a cui siamo esposti; non tanto nemmeno il patimento fisico (fango e gelo, barbuto e baffuto e rasato in capo come un galeotto – “menzogna”, e sofferenza d’ogni intorno, indicibilmente), ma l’interiore è terribile - e voi non potete farvene idea; “per questo” la guerra continua». 

Prudenza o vigliaccheria?

di Giovanni Zenone
San Giorgio infilza il drago
Sto leggendo la monumentale vita di Antonio Rosmini del Pagani e Rossi pubblicata nel 1959 in circa 1500 pagine. Rosmini fu perseguitato aspramente in particolare dai Gesuiti, gli antenati dell'eretico Karl Rahner, che in aperta disobbedienza al Papa continuarono a scrivere e diffondere libelli infamanti contro Rosmini e le sue dottrine mentre Papa Gregorio XVI aveva espressamente proibito che si facesse. Quando dopo un annoso

Semi

La verità e l'errore sono ugualmente fecondi, e il tempo, logico terribile, ne trae, tosto o tardi, frutti di vita o di morte".
(Antonio Rosmini, Lettera al Padre Roothann, Preposito Generale della Compagnia di Gesù, 20 luglio e 22 settembre 1831, in La Vita di Antonio Rosmini, p. 769) 

Il male del clero

"Sempre più mi persuado che uno dei più grandi mali del clero ai nostri tempi consiste nell'aver egli abbandonati i fonti della cristiana dottrina, per attingere solo ai rigagnoli".
(Antonio Rosmini, Lettera a don Matteo Gottardi, 7 maggio 1837, in La Vita di Antonio Rosmini, p. 768)

Il piacere

Oh quanto un piacere dell'anima è migliore infinitamente che tutti i piaceri del corpo.
Antonio Rosmini, Lettera a Niccolò Tommaseo, 6 agosto 1823, in G.B. Pagani - G. Rossi, Vita di Antonio Rosmini, p. 282) 

Proprietà delle parole

La proprietà delle parole strettamente conservata è l'unico mezzo alla chiarezza delle idee, a fissarle, a concordarle. Di questa proprietà fu sottilissimo investigatore e fermissimo assertore S. Tommaso.
(Antonio Rosmini, in G.B. Pagani - G. Rossi, Vita di Antonio Rosmini, p. 274)  

L'arte di alleggerire le miserie e cangiarle in dolcezze

L'uomo nemico di Dio è infelice e malcontento, anche possedendo tutti i beni del mondo.
L'uomo amico di Dio è pago e contento anche in mezzo a tutti i mali del mondo.
(Antonio Rosmini, in G.B.Pagani-G.Rossi, Vita di Antonio Rosmini, Tomo 1 p. 219)

Sofisti

L'arte intiera de' quali [sofisti] consiste nel travestire cose vecchie e volgari, con molto artificio e gusto del tempo.
(Antonio Rosmini, Sulla felicità, Città Nuova ed. p. 40)

Ecumenismo

Il progetto dell'ecumenismo-relativismo di cui è gravida (per via adulterina) la Chiesa, è già tutto esplicitamente progettato in questa frase di Melchiorre Gioia, prete nel 1793 che - come Vito Mancuso - dopo aver abbracciato l'ideologia rivoluzionaria, ben presto aveva abbandonato l'abito ecclesiastico, pur continuando a fare il "teologo", ovvero l'eretico che demolisce tutte le verità e la morale in spregio a Cristo, alla Chiesa e all'umanità. Va notato il fatto che la cattiva fede, la volontà di fare il male e di spargere l'errore dell'eresia non è dovuto semplicemente al fatto che costui - e con lui i moderni ecumenici - non sapesse, si ingannasse o altra scusa morale, ma era (ed è) proprio cattiva fede. Qualcosa, insomma, che attiene alla sfera della cosciente malvagità, il cui padre e ispiratore sappiamo bene chi sia.

"Conviene far credere che l'uomo possa essere buon cristiano anche senza essere cattolico; e  di questi buoni cristiani giova servirsi come d'una autorità per spargere degli utili errori contro la fede"
Melchiorre Gioia (in Antonio Rosmini, Sulla felicità, Città Nuova 2011, p. 270)

Giovanni Zenone

Divorzio

Quando la corruzione d'un popolo arriva al suo colmo, questa corruzione spegne la coltura, ed estingue quasi l'intelligenza: in tal modo quel popolo imbrutisce, i legami sociali si sciolgono,  i famigliari si rallentano perché tali legami hanno bisogno di qualche grado d'intelligenza e di moralità per conservarsi.
(Antonio Rosmini, Sulla felicità, Città Nuova ed. 2011, p. 172)

Dio secondo i cattivi e secondo i buoni

Voi vedete mai sempre quanto è l'uom più perverso, più esagerare il timore che la Divinità ingerisce nell'uomo; e quanto è l'uom più retto e più pio, più favellarvi di soavi consolazioni, di non mendaci speranze, che deduce dal medesimo fonte.
(Antonio Rosmini, Sulla felicità, Città Nuova ed. 2011, p. 85)

L'immortalità dell'anima

Il beato Rosmini e l’immortalità «spirituale» dell’anima
DI MAURIZIO SCHOEPFLIN
«I fisiologi chiamano il cervello organo del pensiero, ma la verità è che il pensiero non ha organi».
Basterebbero queste considerazioni tanto concise quanto acute e di stupefacente attualità per farci comprendere l’importanza e la profondità dell’opera da cui sono tratte e l’alta statura speculativa del loro autore. A scrivere tali parole fu il grande Antonio Rosmini, che le affidò a uno dei suoi capolavori, la Psicologia, risalente agli anni 1846-1848, di cui, recentemente, è stata pubblicata una bella antologia ottimamente introdotta e commentata da Giovanni Chimirri. Il filosofo di Rovereto si cimentò da par suo col problema dell’anima, uno dei più dibattuti e controversi dell’intera storia del pensiero occidentale, elaborando dottrine molto articolate che rendono ragione delle più importanti questioni riguardanti la psiche umana: la sua identità, il rapporto che essa intrattiene con il corpo, il destino che l’attende.
Afferma Rosmini: «Se l’anima è una sostanza diversa dal corpo, dalla morte del corpo non si può ricavare la morte dell’anima. La morte è solo la cessazione degli atti vitali e corporali, ed è dunque assurdo attribuire la morte a ciò che corpo non è. Ma lo spirito non è una sostanza uguale al corpo, e quindi non soggiace alla morte di questo: l’anima è spirito, dunque l’anima è immortale».
Erede a un tempo fedele e originale della ricchissima tradizione speculativa ellenico­cristiana, il Roveretano va dritto al cuore del problema e afferma con forza la spiritualità e l’immortalità dell’anima umana: non a caso egli si giova della testimonianza di alcuni giganti del pensiero, tra i quali Platone, sant’Agostino, san Tommaso, san Gregorio Taumaturgo, sant’Atanasio e Lattanzio. In un’epoca in cui il razionalismo e il materialismo tendevano a minare alle fondamenta quello che noi oggi definiamo il personalismo cristiano, a Rosmini stava massimamente a cuore ribadire con forza l’unità, la semplicità, l’individualità e l’origine divina dell’anima dell’uomo, in una parola, la sua natura spirituale. Perseguendo questo nobile scopo, egli ci ha lasciato una lezione che è opportuno non dimenticare: una parte considerevole della filosofia contemporanea, infatti, sembra poco incline a valorizzare la persona umana e, spesso, le varie antropologie vanno addirittura nella direzione di un suo impoverimento. Tutta l’opera del Beato Antonio Rosmini, e la sua psicologia in particolare, si presentano invece come una sicura difesa dell’integralità e della grandezza dell’uomo.
Antonio Rosmini
SPIRITUALITÀ E IMMORTALITÀ DELL’ANIMA Antologia della «Psicologia»
Fede & Cultura Pagine 160. Euro 14,00
(Avvenire 23 gennaio 2010 p. 25)

Ci siamo spostati dopo 13 anni

Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...