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8° Festival nazionale di Fede & Cultura


Iscriviti adesso all'8° Festival nazionale di Fede & Cultura che sarà a Verona domenica 17 novembre 2019! Aldo Maria Valli, Mons. Nicola Bux, Don Ernesto Zucchini, Stefano Fontana, Ettore Gotti Tedeschi e molti altri grandi cattolici e apologeti per una giornata di Fede, cultura e spiritualità!!! Prenotazioni da ora stesso! https://associazione.ecwid.com/Contributo-8°-Festival-nazionale-di-Fede-&-Cultura-p121587993

La Divina Liturgia


di don Nicola Bux
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La liturgia è per sua natura d’istituzione divina, essa si impernia su parti immutabili volute dal suo Divin Fondatore. Proprio in ragione di questo suo fondamento si può affermare che la liturgia è di “diritto divino”. Gli orientali non a caso usano il termine di “Divina liturgia”, poiché essa è opera di Dio, “opus Dei” dice San Benedetto. La liturgia non è una cosa umana. Nel documento conciliare sulla liturgia, si dice chiaramente che nessuno, anche se sacerdote, può aggiungere togliere o mutare alcunché. Il motivo? La liturgia appartiene al Signore.

Martiri oggi

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Osserva l'autore Don Nicola Bux nel libro Perché i cristiani non temono il martirio:
"Se il mondo amasse i cristiani amerebbe Cristo, invece li odia; là dove tale odio non si esprime con la persecuzione aperta, mediante la violenza, l'uccisione e i martiri, ha luogo una persecuzione sorda, sotterranea, che fa vivere a stento le opere dei cristiani: impedendo che le loro scuole siano equiparate alle altre, riducendo a volontariato le opere caritative. La persecuzione è sorda, non eclatante, ma dal fuoco sotto la cenere può scoppiare l'incendio"...

I martiri di oggi

Perché i cristiani non temono il martirio? Don Nicola Bux indaga sulle origini bibliche della pratica più significativa del cristianesimo, e rende ragione dell'integrale cristianità del martirio. Un libro appassionante che aiuta a riscoprire la forza della fede in Dio, per riprendere in mano e interiorizzare le ragioni che hanno spinto innumerevoli schiere di santi nella storia della Chiesa a non risparmiare nemmeno la propria vita per dare testimonianza. 

Le ragioni del ritorno del latino in chiesa

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Da milleseicento anni la lingua ufficiale della Chiesa cattolica romana è il latino, come della Chiesa di Costantinopoli è il greco antico, di quella di Mosca lo slavo ecclesiastico, dei luterani il tedesco medievale. Il latino è quindi anche la lingua della liturgia romana, come di altre liturgie occidentali: segno di unità ecclesiale che travalica tempo e spazio, perché collega le generazioni cristiane dai primi secoli sino ad oggi, e perché permette a tutti i cattolici di unirsi in una sola voce; è la chiesa universale che prega per bocca dei suoi figli senza distinzione di razza e cultura. Che cosa è successo con la

Liturgia e traduzioni, il rovesciamento delle gerarchie

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I padri della Chiesa non ammettevano qualsiasi fede, ma, secondo l'insegnamento di san Paolo, richiedevano sempre la fede ortodossa, ossia retta, sana e pura, a partire dalla professione battesimale. Inoltre, vedevano le preghiere liturgiche e i riti come espressione di questa fede, su cui aveva autorità la «beatissima Sede Apostolica..., in quanto tramandati dagli Apostoli in tutto il mondo e celebrati uniformemente in tutta la Chiesa cattolica, affinché la regola della preghiera stabilisca la regola della fede (ut

Ci siamo spostati dopo 13 anni

Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...