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Perché bisognerebbe leggere "Rob Roy" di Walter Scott, un romanzo veramente moderno

di Paolo Nardi

Forse qualcuno avrà familiarità con il film Rob Roy con Liam Neeson e Jessica Lange, che talvolta la televisione ripropone, una sorta di Braveheart ambientato nel Settecento che vede fieri scozzesi in kilt combattere contro i cattivissimi inglesi capeggiati dall’odioso Tim Roth. Non molti sanno che Robert “Rob Roy” MacGregor è stato un bandito e un razziatore, e contemporaneamente un patriota e un giacobita, che si guadagnò la fama di Robin Hood scozzese nel periodo di agitazione politica conseguente all’unione della Scozia con l’Inghilterra che portò alla fine del mondo dei clan (tutte cose tornate recentemente di moda grazie al successo della serie televisiva Outlander, tratta dai romanzi di Diana Gabaldon). I suoi luoghi sono stati Loch Lomond, il Parco Nazionale dei Trossachs e Aberfoyle, che ancora oggi ne conserva la memoria ma che purtroppo si è trasformata in un fiorente centro turistico per escursioni con pub, salumerie e negozi di oggettistica, ben diversa al borgo tribale del XVIII secolo.

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Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...