Chiara da Montefalco e la spiritualità dell'Umbria medievale

La casa editrice Fede & Cultura ha pubblicato il libro “Chiara da Montefalco. Una monaca medievale con il cuore aperto al mondo”, scritto dal bitontino Marino Pagano, giornalista, ricercatore di storia e di storie, narratore, su diverse riviste, di borghi italiani e delle loro tradizioni.

L’opera è, per Pagano, la sua prima pubblicazione autonoma, dopo tanti saggi e contributi su riviste di studi e innumerevoli articoli scritti su varie testate. Cultore, come abbiamo detto, di viaggi e di borghi, in particolare quelli dell’Umbria, la regione protagonista dell’opera da lui scritta. Il libro, infatti, è una biografia di Santa Chiara da Montefalco (da non confondersi con l’omonima seguace di San Francesco d’Assisi, la Chiara fondatrice delle Clarisse), mistica agostiniana canonizzata da papa Leone XIII nel 1881 e vissuta, tra il 1268 e il 1308, in quella Montefalco a cui l’autore è legato in modo particolare.

Il volume, attraverso un’accurata selezione di fonti storiche, è una ricerca sulla storia della Chiesa, del cristianesimo, nelle sue più varie espressioni, sul monachesimo femminile, sulla spiritualità monastica nell’Umbria medievale, periodo, questo, da rivalutare e da liberare da quell’aura di negatività che lo circonda sin dall’Illuminismo.

Nell’opera, Pagano, spogliandosi degli odierni metri di giudizio, che ben poco servirebbero per comprendere l’argomento trattato, narra la vita di una santa “illicterata”, ma capace di interfacciarsi con i teologi dell’epoca. Una santa agostiniana, anche se molto influenzata dal francescanesimo (Assisi è molto vicina a Montefalco), tanto che per secoli si è discusso sull’ordine monastico a cui apparteneva.

Una lettura godibile per tutti, scorrevole, nonostante l’utilizzo un linguaggio talvolta tecnico, e di interesse anche in chiave laica, dal momento che, la vita di Santa Chiara, offre l’occasione di approfondire un pezzo di storia dell’Umbria e dell’Italia dell’epoca.

Marino pagano, ricordiamo, è direttore responsabile anche della prestigiosa rivista “Studi Bitontini”, semestrale a cura del Centro Studi di Storia ed Arte – Bitonto, edito da Edipuglia.

Gilberto Gobbi. In memoriam


Cari amici, grazie per le preghiere che avete elevato al Cielo per questo amico malato di coronavirus. Questa mattina all’alba Gesù lo ha chiamato al Padre. Il nostro caro amico e confidente dott. Gilberto Gobbi, psicologo, psicoterapeuta, sessuologo e combattente per la Verità e il bene è volato in Cielo abbracciato alla croce dopo pochi giorni di solitudine in ospedale fiaccato dal virus. Preghiamo per la sua anima, per la moglie che vive questo dolore in isolamento come anche per i suoi figli. Requiem aeternam dona ei Domine, et lux perpetua luceat ei, requiscat in pace. Amen Ecco tutti i suoi libri pubblicati da Fede & Cultura: https://link.fedecultura.com/GilbertoGobbi

Commento continuo de Il Signore degli Anelli

Una lettura commentata capitolo per capito de Il Signore degli Anelli per capire e gustare questo grande capolavoro capace di divertire, ispirare e far pensare anche in questi tempi di coronavirus.
Di Paolo Nardi, caporedattore di Fede & Cultura

Il viaggiatore

Il viaggiatore, di Ulrich Alexander Boschwitz
di Giovanni Zenone
Il romanzo angosciante delle fuga precipitosa da casa di un ricco commerciante ebreo sposato con un’ariana, che vede violata e profanata la sua casa da una squadraccia di camicie brune la sera prima della "notte dei cristalli". È l’inizio della fine delle sue certezze. L’unità familiare, la solidarietà (anche fra ebrei stessi) coi parenti ariani che lui in passato aveva beneficato, il rispetto per gli accordi commerciali, professionali, umani di amicizia vengono devastati dal nuovo stato di cose si va stringendo via via la macchina statale al collo degli ebrei. La sensazione di essere diverso, di essere fuori posto, di rischiare non solo i beni ma anche la vita, cresce di continuo nel corso dei viaggi incessanti in treno, ultimo rifugio sul quale darsi un contegno da rispettabile cittadino.
I soci, gli amici e i familiari tradiscono, è la nuova situazione sociale che fa sembrare ovvio il tradimento, una necessità indiscutibile. Se un ebreo viene maltrattato, derubato, ricattato, se gli si fa pagare una cifra stratosferica un servizio da nulla… è colpa sua, perché è ebreo, e non può pretendere che le normali leggi della civiltà, dell’umanità, dello stato di diritto possano ancora valere per lui. Un passo per volta Otto Silbermann perde le sue certezze, i suoi averi.
È disposto a sacrificare quasi tutto per avere prima la libertà, poi la vita, poi nemmeno quella. Si aggrappa con la furia della ragione conculcata dalla violenza dello Stato, dalla complicità di ogni cittadino, (che si trasforma da coniglio in leone di fronte a un ebreo) alle leggi dello stato. Ma lo Stato, nella persona dei suoi funzionari, zelanti cretini al servizio dell’ideologia diabolica e inumana, lo sbeffeggia. Che pretese può avere un ebreo? Che pretese può avere chi viene considerato dallo stato e dalla nuova cultura un non-più-cittadino, un nemico della purezza culturale, sociale e razziale?
Non ha diritti, non deve offendere i super-uomini accampando diritti che gli sono stati negati, non dalla legge ma dal consenso sociale e culturale.
Un romanzo che descrive con accenti drammatici il terrore, lo stupore, l’angoscia di chi ha vissuto questo dramma prima e durante la seconda guerra mondiale
Un monito per le nuove generazioni contro per le nuove dittature del pensiero unico che stanno facendo lo stesso, Non più contro una razza o una religione (fatta eccezione per quella cattolica che ora è degna di essere perseguitata e mai difesa, alla stessa stregua che gli ebrei sotto il regime nazional-socialista), ma contro chi ancora conserva il buon senso di chiamare le cose col loro nome, di osare affermare che il bene è bene e il male è male, che le foglie sono verdi in primavera.


Il Signore degli Anelli: Un coltello nel buio / Fuga al guado


Paolo Nardi, caporedattore Fede & Cultura, prova ad affrontare la lettura del capolavoro di J.R.R. Tolkien capitolo per capitolo, analizzandone i temi. Giungiamo alla fine della prima parte de "La Compagnia dell'Anello" con i capitoli 11 e 12, che vedono il ferimento di Frodo e la fuga dai Cavalieri Neri. Visita: https://link.fedecultura.com/Tolkien

Il Signore degli Anelli: All'insegna del Cavallino Inalberato / Passolungo


Paolo Nardi, caporedattore Fede & Cultura, prova ad affrontare la lettura del capolavoro di J.R.R. Tolkien capitolo per capitolo, analizzandone i temi. Arriviamo a Brea alla locanda del Cavallino Inalberato e facciamo la conoscenza di uno dei personaggi centrali del romanzo, Aragorn, chiamato anche Passolungo. Visita: https://link.fedecultura.com/Tolkien

Sperimentare la Pace nel silenzio e nella meditazione

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Una ricerca difficile, vissuta nella ribellione alle convenzioni e gettandosi nella frenesia della vita, sino alla fuga nella calma della natura, alla ricerca di senso nella Chiesa; solo così è riuscita a sperimentare la Pace nel silenzio e nella meditazione, e a svuotare la sua mente piena di dubbi e domande. Così sono emerse le risposte che Dio aveva già messo nel suo cuore. 

Da "Alla ricerca dell'Assoluto" di Eliana Romagnoli

Dalle crociate all’Inquisizione, la storia senza leggende nere

di Fabio Piemonte
Crociate e Inquisizione cattive, Medioevo delle streghe e dei roghi, Sicilia tollerante con i musulmani? Nel libro “Ma l’Inquisizione ha fatto anche cose buone?”, lo scrittore Rino Cammilleri smonta, con le armi della ragione e fatti storici alla mano, molti falsi miti ideati da una storiografia faziosa e fondamentalmente anticattolica. Ecco qualche esempio.
Si può dunque rispondere affermativamente alla domanda che dà il titolo al quinto volume della raccolta “Il Kattolico”, ossia Ma l’Inquisizione ha fatto anche cose buone? (Fede&Cultura 2020, pp. 140), nel quale Rino Cammilleri - firma nota ai lettori della Nuova Bussola - smonta, con le armi della ragione e citando i fatti storici, molte credenze comuni elaborate da una storiografia faziosa e pregiudizialmente anticattolica relativamente a crociate, Inquisizione, Medioevo delle streghe e dei roghi e al mito della Sicilia tollerante con i musulmani.“Con l’Inquisizione la Chiesa crea il primo fondamentale pilastro della moderna giustizia, quella creata per perseguire d’ufficio i crimini”. In queste parole dello storico Paolo Prodi, già rettore dell’Università di Bologna, emerge un merito dell’Inquisizione di grande rilievo: tale tribunale ha di fatto contribuito a trasformare il diritto romano-barbarico, accusatorio e fondato sulla semplice querela di parte, in diritto d’ufficio. Insomma, per quanto strano possa oggi apparire, vista la leggenda nera diffusa nel “tritacarne della scuola di Stato e dei media”, è stata proprio “l’Inquisizione a inventare, nel procedimento, il verbale, l’avviso di garanzia, l’appello e, insomma, tutti quegli accorgimenti a tutela dell’imputato che oggi chiameremmo garantismo”.
Nel libro c’è spazio pertanto per figure meno note, quali lo spagnolo Gil de Albornoz, uomo che contribuì a far riportare la sede del Papato a Roma dopo la Cattività avignonese; o sant’Angelo da Gerusalemme, padre carmelitano trafitto da Berengario con cinque pugnalate mentre predicava nel 1220 in Sicilia, perché ritenuto responsabile della conversione di sua sorella Margherita con la quale conviveva more uxorio da tempo.
Particolarmente significativa è anche la vicenda che vede protagonista la Vergine Maria e Luigi XIII. Il quale, non riuscendo a venire a capo delle continue guerre intestine con i protestanti, “convocò i domenicani della capitale e chiese loro di guidare la recita del Rosario davanti a tutta la corte. Poi li mandò come cappellani alle sue truppe che assediavano La Rochelle. I religiosi distribuirono migliaia di rosari ai soldati. Ogni sera, al lume delle torce, una statua della Madonna veniva portata in processione attorno alle mura, mentre i combattenti intonavano inni alla Vergine sotto il naso dei protestanti. L’importante piazzaforte si arrese l’1 novembre 1628 e con la sua caduta cessarono definitivamente le guerre di religione che avevano squassato la Francia per decenni”. La devozione di questo sovrano fu tale che chiese e ottenne, dopo tante novene alla Regina delle Vittorie, che sua moglie potesse donargli finalmente un figlio, dopo diversi aborti spontanei. Alla fine nacque Luigi XIV, che non ebbe però la fede salda dei suoi genitori.
Durante il regno di Luigi XIV ci furono le rivelazioni del Sacro Cuore di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque, Sacro Cuore a cui il re avrebbe dovuto consacrare la Francia. Il sovrano non lo fece; lo faranno piuttosto, un secolo più tardi, i cattolici della Vandea antigiacobina che, in ossequio a tale consacrazione, nei momenti di maggior pericolo per il proprio Paese “cuciranno il Sacro Cuore sulle loro giubbe, sui cappelli e sulle bandiere”. E, dopo di loro, faranno lo stesso “a titolo personale, milioni di soldati nel corso della Grande Guerra, tanto che nel 1917 il governo laicista dovette esplicitamente vietarla”.
Fu invece grazie a una “Crociata nazionale del Rosario”, promossa da padre Petrus in Austria (il quale rispose al richiamo ricevuto dalla stessa Vergine presso il Santuario di Mariazell, “Pregate il Rosario tutti i giorni e sarete salvi”), che l’Urss decise di accantonare le proprie mire occupazioniste. Il popolo pregò la Madonna con fedeltà e costanza per diversi anni. Il 13 maggio 1955 il cancelliere austriaco fu convocato a Mosca per ricevere la lieta notizia: l’Armata Rossa avrebbe abbandonato spontaneamente l’Austria in cambio della promessa di neutralità del Paese rispetto ai due blocchi ideologici della Guerra Fredda. Tra l’altro “il ritiro sovietico avvenne in ottobre, mese del Rosario”.
In ambito letterario, relativamente alla figura di Leopardi, lo scrittore sottolinea come emerga dagli stessi registri parrocchiali che Giacomo ricevette i sacramenti in punto di morte, sebbene il pregiudizio del suo “ateismo” sia stato a lungo sostenuto dalla critica. Tale pregiudizio affonda le proprie radici nelle parole che «Antonio Ranieri (nella cui casa il Poeta morì) rivolse al magistrato Alessandro Stefanucci d’Alba, il quale gli chiedeva perché avesse taciuto sulla circostanza: “Avrei rovinato presso i liberi pensatori il Leopardi, la cui fama presso di loro era tutta nell’incredulità”».
Rispetto alla famigerata “caccia alle streghe” di cui la Chiesa si sarebbe macchiata, Cammilleri ricorda che “la storia racconta invece che un recente conteggio degli accusati di stregoneria (solo accusati, non giustiziati) tra il 1500 e il 1777 (data dell’ultimo processo in Europa) fornisce la cifra di 7776 persone. La stessa ricerca dice che ‘le streghe’ erano soprattutto maschi e che le punte maggiori si ebbero nella Germania sud-occidentale e in Ungheria. Come si vede, siamo lontani dai ‘milioni’ di streghe bruciate in quei secoli e dall’insistenza anti-femminista della ‘caccia’ nell’epoca di Galileo, Keplero e Newton”.
Una realtà storica significativa si cela persino dietro la tradizione della colazione amata dagli italiani, e non solo. Se la mezzaluna evoca la “sottilissima falce”, cioè la forma della luna nel cielo allorquando i turchi conquistarono Costantinopoli nel 1453, “la luna crescente è il croissant francese, dolce inaugurato per scherno proprio all’assedio di Vienna del 1683 e coniugato col ‘cappuccino’ perché i turchi, messi in fuga dai cristiani guidati da Jan Sobieski, lasciarono immense quantità di caffè nel loro accampamento abbandonato, e i viennesi allungarono l’amaro caffè col latte; la nuova bevanda ricordava, nel colore, il saio di quel cappuccino italiano la cui predicazione infiammata li aveva salvati, padre Marco d’Aviano”.
Insomma, nel libro dell’apologeta Cammilleri si possono ritrovare davvero tanti spunti interessanti per stimolare l’approfondimento e riconsegnare alla verità storica molteplici eventi così frequentemente interpretati in maniera intenzionalmente ideologica dalla cultura dominante.

Articolo tratto da La Nuova Bussola Quotidiana del 26 marzo 2020

Il Signore degli Anelli: Nella casa di Tom Bombadil / Nebbia sui Poggitumuli


Paolo Nardi, caporedattore Fede & Cultura, prova ad affrontare la lettura del capolavoro di J.R.R. Tolkien capitolo per capitolo, analizzandone i temi. Questa volta si prova a dare una risposta alla domanda "chi è Tom Bombadil?", protagonista dei capitoli 7 e 8 de "La Compagnia dell'Anello" e uno dei personaggi più amati e discussi di tutto il romanzo. Visita: https://link.fedecultura.com/Tolkien

Il Signore degli Anelli: La Vecchia Foresta


Paolo Nardi, caporedattore Fede & Cultura, prova ad affrontare la lettura del capolavoro di J.R.R. Tolkien capitolo per capitolo, analizzandone i temi. E' la volta del capitolo 6, "La Vecchia Foresta", che presenta gli effetti della dialettica antropizzazione-natura, uno degli elementi che sottendono l'intero romanzo. Visita: https://link.fedecultura.com/Tolkien

Un uomo innamorato di Dio e della Creazione

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Francesco è stato un uomo innamorato di Dio e della Creazione, un poeta che si sentiva piccolo e cantava la gloria delle piccole cose e dei piccoli esseri viventi. Tutti i suoi gesti terreni erano rivolti al Cielo e la sua mistica semplice è qualcosa di assolutamente scandaloso per il mondo cinico di oggi. 

Da "San Francesco d'Assisi" di Chesterton

Il Signore degli Anelli: Una scorciatoia per i funghi / Una congiura smascherata


Paolo Nardi, caporedattore Fede & Cultura, prova ad affrontare la lettura del capolavoro di J.R.R. Tolkien capitolo per capitolo, analizzandone i temi. Questa volta accorpiamo i capitoli 4 e 5, che presentano la figura del Fattore Maggot e il valore dell'amicizia. Visita: https://link.fedecultura.com/Tolkien

Come a Cana di Galilea

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Come a Cana di Galilea, lei è una madre sollecita: si preoccupa che non venga mai a mancare il buon vino della fede e della speranza in un mondo che è continuamente bersagliato dagli attacchi del nemico; è lei che ci spinge a obbedire alla volontà del Figlio che dalla croce ci ha affidati a lei. 

Da "Testimone dell'amore" di Ugo Sauro

Il Signore degli Anelli: Tre è il numero giusto


Paolo Nardi, caporedattore Fede & Cultura, prova ad affrontare la lettura del capolavoro di J.R.R. Tolkien capitolo per capitolo, analizzandone i temi. Arriviamo al capitolo 3, "Tre è il numero giusto", che presenta per la prima volta i Cavalieri Neri e gli elfi. Visita: https://link.fedecultura.com/Tolkien

Il Signore degli Anelli: L'ombra del passato


Paolo Nardi, caporedattore Fede & Cultura, prova ad affrontare la lettura del capolavoro di J.R.R. Tolkien capitolo per capitolo, analizzandone i temi. Arriviamo al capitolo 2, "L'ombra del passato", che ragiona sulla natura malvagia dell'Unico Anello, sul libero arbitrio, sulla morte e sulla pietà .

Coraggio

“Avere coraggio è una bella cosa, ma non avere grane è meglio!”
Ulrich Alexander Boschwitz, Il viaggiatore

Il Signore degli anelli: Una festa attesa a lungo


Paolo Nardi, caporedattore Fede & Cultura, prova ad affrontare la lettura del capolavoro di J.R.R. Tolkien capitolo per capitolo, analizzandone i temi. Ecco il capitolo 1, "Una festa attesa lungo", che apre la prima parte della trilogia, "La Compagnia dell'Anello", e torna su certe caratteristiche degli Hobbit già affrontate nel Prologo.

Leggiamo insieme il Signore degli Anelli - con Paolo Nardi

Paolo Nardi, caporedattore Fede & Cultura, prova ad affrontare la lettura del capolavoro di J.R.R. Tolkien capitolo per capitolo, analizzandone i temi. Cominciamo con il Prologo, che mette in luce la visione di Tolkien degli Hobbit e della Contea. Visita: www.fedecultura.com

Chi sono i puri che possono vedere Dio?

Dal «Libro ad Autolico» di san Teofilo di Antiochia capiamo cosa significhi "Beati i puri di cuore perché vedranno Dio". Come vedere Dio anche in mezzo al dolore e al male. Quattro minuti col Prof. Giovanni Zenone.

Santificazione nella vita ordinaria al tempo del coronavirus


Cosa fare in questo tempo di clausura forzata per il coronavirus, a volte in molti in appartamento? Qualche parola e consiglio dal prof. Giovanni Zenone direttore di Fede & Cultura.
Scopri il libro di San JoseMaria Escrivà, il capolavoro della santificazione della vita ordinaria: https://www.fedecultura.com/Cammino-Solco-Forgia-p143532556

La Sindone è il reperto archeologico più studiato al mondo

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La Sindone è davvero il lenzuolo funebre di Gesù oppure si tratta di un falso medievale? I Vangeli narrano fatti realmente accaduti oppure sono semplici leggende? La risposta a queste domande non è secondaria, perché coinvolge profondamente la nostra vita. Di certo la Sindone è il reperto archeologico più studiato al mondo e i Vangeli ne costituiscono l’unica chiave interpretativa. 

Da "Luce dal sepolcro" di Marinelli e Fasol

Persistente identità culturale e religiosa

Nel 1300 gli scozzesi cercavano (e ottenevano) l’indipendenza dall’Inghilterra con la spada in sanguinose ed eroiche battaglie iscritte nell’epopea nazionale, come si vede nel kolossal cinematografico Braveheart. Nel 1707, attraverso l'Atto di Unione approvato dai Parlamenti inglese e scozzese, la Scozia cessava di essere una nazione libera ed indipendente, ricadendo sotto il governo di Londra. Non è però stato possibile mettere da parte le spinte indipendentiste della regione, basate su una forte e persistente identità culturale e religiosa. 

Da "Il cardo e la croce" di Paolo Gulisano

Cosa fare per i morenti di corona-virus?

Davanti alla piaga tremenda del corona-virus cosa possiamo fare noi cristiani? Quale deve essere il nostro atteggiamento di fronte all’incertezza per la nostra stessa vita? Piccole cose pratiche per salvare l’unica cosa importante.
Quattro minuti con il prof. Giovanni Zenone.

Stefano Fontana in offerta lampo Kindle!

Solo per oggi in offerta lampo Amazon Kindle è disponibile a € 2,40 La nuova Chiesa di Karl Rahner, di Stefano Fontana.
Karl Rahner è il teologo gesuita che ha negato il peccato originale, la necessità di conversione e di abbandonare il peccato per salvarsi, l’unicità salvifica di Gesù Cristo, il valore del celibato ecclesiastico. Lui teorizzava (e praticò) il sacerdozio sposato. Lui negava la necessità dei sacramenti, di vivere in Grazia per ricevere l’Eucaristica...
Leggendo questo chiarissimo libro di Stefano Fontana si capiscono tante cose anche della situazione attuale...
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Leggenda nera


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Il mito della Sicilia tollerante sotto la dominazione araba, l’inquisizione criminale, le crociate portate dai cristiani cattivi, il Medioevo delle streghe e dei roghi: miti che fanno parte di una “leggenda nera” ormai radicata e diffusa e di cui gli stessi cattolici parlano con imbarazzo, cercando addirittura di evitare l’argomento, quasi vergognandosene. 

La famiglia è quella naturale

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La famiglia è quella naturale, quella costituita da un uomo e da una donna che si sono sposati perché si sono scelti, si vogliono bene, condividono la vita pur con le reciproche differenze; vivono dinamiche psicologiche contrastanti ma complementari, affrontano difficoltà relazionali e le superano. 

Da "Credere nella famiglia" di Gilberto Gobbi. 

Genuinità e spontaneità

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La genuinità e la sua spontaneità di San Francesco ci indicano la strada per una fede semplice, libera dagli orpelli e restituita alla sua essenzialità. 


di Gilbert Keith Chesterton

L'araldo dello sterminio

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L'araldo dello sterminio, di Michael Shaara, è un Urania uscito in Italia nel 1983. È la storia del dilemma morale di un uomo che è fra i due per mille che sopravvive a radiazioni deliberatamente emesse che sterminano un'intera cittadina americana. Costui è inviato dal governo a spegnere la fonte delle radiazioni, ma scopre che vivere in 30 persone dove prima si era in settantamila non è male. Lo stato, con tutto quello che esso comporta sulla libertà e autonomia dele persone, non esiste. I motivi di conflitto non esistono. Il mondo rimandando in pochissimi si direbbe che sia davvero migliore. Che fare? Bloccare le radiazioni e salvare il mondo o farle andare su tutta la terra e cominciare un nuovo mondo migliore, sia pure al prezzo della morte di miliardi di persone geneticamente difettose?
Il fascino malthusiano, ecologista e ambientalista di un mondo in cui si resta in pochi e senza strutture sociali, in primis lo stato, poi le tasse, la polizia, l'esercito, il traffico e la fatica di vivere con gli altri sono scomparsi e si sta così bene, è davvero seducente. La sua lettura nel pieno dell'emergenza del coronavirus me lo ha reso ancora più saporito. Sennonché non è certo che proprio io e i miei cari staremo dalla parte dei sopravvissuti e la massa di parassiti indegni di vivere siano gli altri. Un romanzo semplice ma ben costruito al fine di suscitare il fascino per un'utopia seducente e malvagia. Un'ottima riflessione sul rapporto fra sé e gli altri portata alle sue estreme conseguenze.

Una certezza ben radicata nel cuore e nella mente

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Secondo J.R.R. Tolkien, oltre l’Ombra passeggera si ritrovano l’eterna luce e la splendida bellezza. Una certezza ben radicata nel cuore e nella mente di un cristiano che lo accompagna nel pellegrinaggio terreno verso la patria celeste. 

Da "Sacra eloquentia" di Donatello Villano

Il rosario di Nagasaki - NUOVA USCITA!

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Ammalato e costretto a letto a causa della leucemia, il dottor Takashi Nagai, “il Santo di Urakami”, rievoca i momenti intimi della sua famiglia, la guerra, le difficoltà e la nascita dei figli. Soprattutto, ricorda quel giorno dell'agosto 1945 quando la cattedrale e il quartiere cattolico di Nagasaki furono ridotti a cumuli di macerie dall'esplosione della bomba atomica. Per Nagai la tragedia significò la morte della moglie, accanto alla quale fu trovato fuso un pezzo della corona del rosario. Ed è proprio il rosario una delle armi da usare “in ogni luogo, in tutti i tempi, in tutte le necessità” per aprirsi al perdono e non permettere all'odio e alla vendetta di prendere possesso della propria vita.

Contrordine compagni!

Contrordine compagni:
non più chiesa in uscita, ma
rientrare e barricarsi dentro in tutta fretta!
(Giovannino Guareschi apocrifo)

ll dottor Nagai testimonia la sua fede in Dio

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Con un linguaggio colmo di affetto e tenerezza, il dottor Nagai testimonia la sua fede in Dio, mai venuta meno di fronte ai tragici fatti che hanno sopraffatto la sua vita, e trasmette valori come l’umanità, la solidarietà e il rispetto verso il prossimo. 

Da "I figli di Nagasaki" di Takashi Nagai. 

Tornare a dare sostanza al ministero sacerdotale

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Nell’attuale sbandamento e disorientamento dottrinale, la spiritualità monastica benedettina è un esempio che può tornare a dare sostanza al ministero sacerdotale, specie nel caso del prete diocesano che vive immerso nel mondo, in un contesto difficile. 

Da "Sacerdozio e monachesimo benedettino" di Sergio Paganelli. 

Da sei anni in Paradiso

L’amico Mario Palmaro è volato in Cielo sei anni fa.
Abbiamo ricevuto tanto da Mario: una visione chiara della Fede, della Vita e della necessità di difenderle.
Oggi è più che ai necessario far tesoro di questo lascito per affrontare le sfide che il mondo e la Chiesa stanno affrontando.
Noi da giorno stesso della sua morte ci siamo presi l’impegno morale di sostenere con un mensile la sua famiglia per vent’anni.

Finora  abbiamo potuto dare una continuità mensile alla donazione di mantenimento grazie alla generosità di tanti amici e fratelli nella fede.
Le donazioni, anche piccole, purché continuative, con bonifico, carta di credito, PayPal o altro sono lo zoccolo duro che ci permette di poter fare ogni mese questo grande gesto di carità nei confronti della famiglia di Mario.

A distanza di sei anni qualcuno forse ha dimenticato quest’opera buona.
Desideriamo ricordarlo a tutti gli amici con questa email e con l’unione spirituale alla santa Messa che oggi sarà celebrata in suffragio di Mario ma a cui non possiamo partecipare per l’emergenza virus.

Grazie per quanto hai potuto fare fino ad ora o quanto hai deciso in cuor suo di fare per il sostegno economico della famiglia di un vero eroe della fede e della difesa della vita come Mario Palmaro!


Ti segnaliamo la pagina Facebook della nostra associazione per un contatto più rapido con noi: https://www.facebook.com/sangiuseppeassociazione

Alessandro Gnocchi, Fabio Trevisan, Giovanni Zenone

conto corrente bancario della BCC Valpolicella Benaco
IBAN IT58C0831511701000000230691
con causale “Per famiglia Palmaro”

Gli opposti caratteri e gli antagonismi tra un parroco e un sindaco

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Gli opposti caratteri e gli antagonismi tra un parroco e un sindaco in un paese al confine tra Francia e Svizzera, Lamotte. Il parroco parla non con un crocefisso ma con la Madonna, mentre il sindaco, mangiapreti e fanatico sostenitore delle idee del suo partito, è socialista. La campana della chiesa si mette a suonare mentre nessuno si trova nella chiesa e senza che lo stesso campanaro riesca a spiegarsi chi può essere stato. 

Da "Il parrocco di Lamotte" di Helene Haluschka

La cura dei malati ai tempi delle pestilenze

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Come andavano le pestilenze quando gli ospedali erano gestiti dai religiosi? Quando non erano di uno stato che ha come unico criterio di diminuire la “spesa sanitaria” e poi si trova a non saper fronteggiare l’emergenza? Leggi la storia della carità cristiana che ha creato ospedali, medicine, formato medici, scienziati e ha donato all’umanità tanto sollievo nella sofferenza.

Centenario di J.D. Salinger

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Centenario di J.D. Salinger. Noi lo celebriamo con questi racconti tra letteratura e psicanalisi. Presentazione di Paolo Nardi

Bisogna essere in tre, per sposarsi bene

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Bisogna essere in tre, per sposarsi bene: lui, lei e il Signore. Questa è la sostanza della felicità del matrimonio cristiano, che si basa su una visione trinitaria dell’autentico rapporto d’amore. Senza Cristo anche l’amore degli sposi è confuso, limitato e finito, come il vino alle nozze di Cana: solo grazie alla presenza e alla conoscenza del vero Sposo dell’umanità, il vino, cioè la gioia dello stare insieme, ritorna a riempire la vita, abbondante e migliore. 

Da "Tre per sposarsi" di F. Sheen

Un mistero di iniquità

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Come ha fatto Eva, che vedeva Dio, a credere che, ribellandosi a Dio, sarebbe diventata lei come Dio? E' un mistero. Un mistero di iniquità. Il mistero di iniquità che si ripete ogni giorno perché ogni giorno c'è satana che ci gira intorno volendoci morti. E tali siamo se ci mettiamo contro Dio.

Segno di una realtà ontologica

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L'abito ecclesiastico è fondamentalmente segno di una realtà ontologica che riguarda la persona del presbitero, e le sue caratteristiche corrispondono all'esigenza di visibilità e distinzione, con una nota di sacralità che deriva da ciò che manifesta: la scelta da parte di Dio e la consacrazione che gli è stata affidata. 

L'abbraccio letale dello Stato alla Chiesa

Sospendere la Santa Messa: lo Stato lo chiede per contenere l'epidemia e la Chiesa esegue con troppo zelo. C'è il rischio di concepire la Chiesa come un elemento della comunità politica e questo dopo le concessioni sul matrimonio, sul diritto e sul sostentamento economico
Stefano Fontana in "La Nuova Bussola Quotidiana 02-03-2020
Il problema c'è ed è serio. È stato riportato sotto i riflettori da una emergenza contingente, ma comunque è serio. Non appena governo e regioni hanno emanato le loro disposizioni in materia di limitazioni anti-contagio, i vescovi italiani hanno subito obbedito anche per quanto riguarda l'aspetto più essenziale e centrale della vita della Chiesa, la sospensione della celebrazione della Santa Messa.
Il caso serio è proprio questo: la Chiesa che obbedisce allo Stato in quanto è ad essa più proprio, la Chiesa che si concepisce come un elemento della comunità politica e non come il fondamento di quella società politica. In altri tempi essa pensava di essere il Sole che dava luce alla Luna, riteneva di godere della "plenitudo potestatis", la pienezza del potere, e che il potere spirituale fosse originario e supremo rispetto a quello secolare. Poi c'è stata la secolarizzazione e la situazione di fatto è mutata, ma questo non significa che la Chiesa debba rinunciare a difendere, con prudenza e lungimiranza, alcune prerogative e pretese che le appartengono per natura e sottomettersi allo Stato, accettando che sia esso a definire il perimetro e il senso della sua missione che, essendo divina, precede lo Stato e infatti un tempo si diceva che non c'è autorità se non da Dio.
La Chiesa ha ceduto allo Stato la propria giurisdizione, originaria e non derivata, sul matrimonio. Nel 1929 il cardinale Gasparri aveva tenuto fermo questo punto, mentre dalla revisione del 1984 le cose si sono fatte confuse, compresa la questione degli effetti civili del matrimonio religioso. Teniamo presente, tra l'altro, che il Concordato, assunto dalla Costituzione con l'articolo 7, è un testo extra-costituzionale e può essere modificato in qualsiasi momento senza che ciò comporti una modifica della Costituzione.
Ha anche ceduto allo Stato il proprio diritto originario di svolgere, non per concessione statale ma in virtù della sua "maternità soprannaturale", un ruolo pubblico nell'educazione. Il sistema scolastico paritario colloca l'attività delle scuole cattoliche dentro il quadro costituzionale e legislativo dello Stato. L'esame di Stato legato al valore legale del titolo di studio impone alla Chiesa di accettare parametri educativi posti dall'esterno. È vero che – così almeno si dice – rimane una buona fetta di libertà educativa, ma ogni intervento legislativo dello Stato contiene, ove più ove meno, anche delle ripercussioni sulle relazioni educative e le scuole cattoliche devono adeguarsi, riducendo progressivamente l'idea di avere una originaria specificità e, soprattutto, una originaria legittimazione ad esistere che non può derivare dallo Stato. Oggi si può arrivare a motivare il dovere/diritto delle scuole cattoliche ad esistere al massimo con riferimento al dovere/diritto dei genitori ad educare i loro figli, il che, però, è insufficiente e può rivelarsi una trappola. E se i genitori volessero un insegnamento gender anche nelle scuole cattoliche, su cosa si dovrebbe fondare un no? Il motivo ultimo della scuola cattolica è il dovere/diritto originario della Chiesa in campo di educazione pubblica, che però oggi viene dimenticato in questa sottomissione allo Stato.
Un altro punto in cui il trapasso è evidente riguarda il tema degli abusi. Sembra che la Chiesa abbia scelto la strada di rimettere le questioni man mano che emergono immediatamente e solo nelle mani dello Stato, rinunciando al dovere/diritto di procedere prima di tutto con i propri strumenti di indagine e secondo il proprio sistema giuridico. Le nuove normative in fatto di abusi impongono di denunciare subito una eventuale denuncia alla Procura, con il conseguente abbandono dei membri del clero eventualmente coinvolti e delle stesse presunte vittime appunto nelle mani dello Stato. Storicamente parlando, il diritto civile occidentale è nato, oltre che da altre fonti, soprattutto romane, anche dal diritto canonico, ma ora il rapporto viene rovesciato.
Sono tanti altri i settori in cui l'abbraccio dello Stato alla Chiesa appare evidente. Pensiamo per esempio che il sostentamento economico della Chiesa dipende dal sistema dell'8 per mille e che maggioranze governative diverse potrebbero domani riconsiderare la legge attualmente in vigore, esercitando un potere di ricatto della politica verso la Chiesa che lascia molto preoccupati. Oppure pensiamo alle attività di solidarietà svolte oggi dalla Chiesa. Un tempo essa ne deteneva il monopolio e le esercitava, almeno sul piano di diritto, senza dover subire ingerenze politiche. Oggi l'attività della Caritas contro varie forme di disagio, avviene in convenzione con lo Stato e i comuni, seguendo le direttive delle Prefetture e in un regime di dipendenza dallo Stato.
Tutto questo trova il suo quadro teorico nell'ossequio alla Costituzione, che spesso viene proposto nella Chiesa come uno dei principi fondamentali – secondo alcune correnti di pensiero superiore allo stesso Vangelo – dell'agire della Chiesa e dei cattolici nella società.

Tutti i membri degli ordini religiosi ascendono dietro Cristo

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Tutti i membri degli ordini religiosi ascendono dietro Cristo sul monte Tabor (monte della trasfigurazione) e sul monte Calvario (monte della croce della risurrezione) e così in Cristo e per Cristo entrano grandemente nel regno e nella vita del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. 

Da "La città sopra il monte" di Francis Templar

Si deve obbedire sempre ai superiori religiosi?

L’obbedienza è una grande virtù
Si deve sempre ubbidire ai propri superiori? Domandiamolo a san Tommaso…

Cari fratelli, l’obbedienza è una grande (anzi: grandissima) virtù. Ma bisogna stare attenti a non cadere nell’eccesso di metterla al di sopra della Verità, della Giustizia e della virtù della Religione, che è il dover dare a Dio ciò che gli è dovuto.

Pertanto chiediamoci: i sudditi sono tenuti ad ubbidire in tutto ai loro superiori? San Tommaso d’Aquino risponde negativamente.
I motivi per cui non si è tenuti ad ubbidire in tutto sono due:
Il primo: l’eventuale comando di un’autorità più grande.
Il secondo: l’eventualità che il superiore comandi all’inferiore delle cose illecite.
Si possono distinguere tre tipi di obbedienza:
Sufficiente per salvarsi: obbedire nelle cose d’obbligo.
Perfetta: obbedire in tutte le cose lecite.
Disordinata: obbedire nelle cose illecite.
Dunque, l’obbedienza non è cieca e incondizionata, ma ha dei limiti.
In caso di peccato, non solo mortale, ma anche veniale, non solo si ha il diritto, ma anche il dovere di disubbidire.

https://www.fedecultura.com/San-Tommaso-dAquino-p62551352

È lecito sopprimere o non partecipare alla Santa Messa domenicale per timore dei contagi?

"Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (At 5,29).

Catechismo della Dottrina Cristiana - San Pio X:

184. Che ci ordina il terzo comandamento “ricordati di santificare le feste”?
Il terzo comandamento ricordati di santificare le feste ci ordina di onorare Dio nei giorni di festa con atti di culto esterno, dei quali per i cristiani l’essenziale è la santa Messa.

217. Chi non ascolta la Messa nei giorni di precetto, fa peccato grave?
Chi, senza vero impedimento, non ascolta la Messa nei giorni di precetto, e chi non dà modo a’ suoi dipendenti di ascoltarla, fa peccato grave e non adempie il comandamento divino di santificare le feste.

Ha cambiato radicalmente la visione cattolica dell'ebraismo

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La dichiarazione Nostra Aetate sui rapporti tra la Chiesa cattolica e le religioni non-cristiane ha cambiato radicalmente la visione cattolica dell'ebraismo: ricordando il vincolo con cui il popolo del Nuovo Testamento è spiritualmente legato con la stirpe di Abramo e il grande patrimonio spirituale comune ai cristiani e agli ebrei, la Chiesa cattolica ha affermato che il mistero di Israele è inseparabile del mistero della Chiesa. 

Anche la Cina ebbe la sua guerra civile

Così nel 1927-50 il Paese fu diviso dal conflitto tra nazionalisti e maoisti

Il Giornale, 2 marzo 2020
di Rino Cammilleri
L’ultimo imperatore cinese, come raccontato nel film di Bernardo Bertolucci del 1987, non era che un bambino di cinque anni di nome Aisin Gioro Pu Yi quando fu detronizzato dalla Rivoluzione Hsinhai nel 1911. L'anno dopo, Sun Yatsen proclamava la Repubblica. Il suo partito, Kuomintang, aveva però un'ala sinistra, comunista e capeggiata da Mao Tsetung, che aveva come riferimento Lenin. Ben presto i rapporti tra i due si fecero tesi, anche perché urgeva la modernizzazione a tappe forzate dell'immenso Paese di Mezzo e Sun Yatsen guardava a Occidente (cioè all'Intesa, negli anni della Grande Guerra). Quando a Sun Yatsen succedette Chiang Kai-shek la rottura con Mao divenne plateale. Così, sul finire degli anni Venti la guerra civile fu inevitabile. I dettagli li racconta Alberto Rosselli in La lunga guerra fratricida. La rivoluzione in Cina 1927-1950 (Fede & Cultura). Si procedette all'orientale, cioè con stermini reciproci. Ma Mao aveva alle spalle Mosca e questa lo rimpinzò di mitragliatrici, aerei, mortai. Il risultato fu il caos, del quale approfittò il vicino Giappone, che si impadronì di larghi tratti della costa.
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A quel punto i due contendenti cinesi, i nazionalisti e i comunisti, si unirono contro lo straniero e la guerra all'invasore andò avanti fino a quando quest'ultimo non venne piegato dagli americani. Finita la tregua, Chiang e Mao ricominciarono a darsele di santa ragione. Ma adesso i comunisti potevano contare su Stalin e i suoi rifornimenti continui: armi e equipaggiamenti sottratti ai giapponesi. Nel 1948, forti di 1,5 milioni di soldati, 700mila guerriglieri fiancheggiatori, 23mila tra cannoni e mortai, i comunisti dilagarono, avvantaggiati dall'assoluto disprezzo per ogni legge di guerra: i prigionieri venivano fatti fuori, così da non dover provvedere al loro mantenimento.
Gli ex alleati occidentali abbandonarono i nazionalisti al loro destino. Il 15 gennaio 1949 risposero picche a una richiesta di mediazione avanzata da Chiang Kaishek. Così i 250mila nazionalisti di Pechino si arresero e nel 1950 tutta la Cina era in mano ai comunisti. Il grosso dell'esercito nazionalista riuscì a rifugiarsi nell'isola di Formosa (Taiwan). Scoppiata di lì a poco la guerra di Corea, la Cia appoggiò la formazione di un Corpo Giovanile di Salvezza Anticomunista, che impensierì i maoisti per diversi anni ancora tramite rapidi colpi di mano. Dal canto suo, Chiang Kaishek non cessò mai di chiedere l'appoggio degli americani. Ma fu Nixon ad accorgersi che la situazione era ormai irreversibile. Anche il Tibet ebbe la sua resistenza, che continuò in una lotta senza speranza fino al 1974. Il Dalai Lama ordinò la resa, ma molti preferirono suicidarsi. L'ultimo a cadere fu il tenente Gyato Wangdu, annientato con i suoi (pochi) uomini in un'imboscata sul confine col Nepal.

Articolo di Rino Cammilleri da il Giornale, 2 marzo 2020

Ci siamo spostati dopo 13 anni

Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale&q...