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Chi sono i puri che possono vedere Dio?

Dal «Libro ad Autolico» di san Teofilo di Antiochia capiamo cosa significhi "Beati i puri di cuore perché vedranno Dio". Come vedere Dio anche in mezzo al dolore e al male. Quattro minuti col Prof. Giovanni Zenone.

Difesa del gregge dal pastore idolo

"Io voglio mettervi in mano le armi di difesa della Dottrina e del gregge mio. Quanto basta al gregge non basta a voi, piccoli pastori. Se è lecito alle pecore di commettere errori, brucando erbe che fanno amaro il sangue o folle il desiderio, non è lecito che voi commettiate gli stessi errori, portando molto gregge a rovina. Perché pensate che là dove è un pastore idolo periscono per veleno le pecore o per assalto di lupi".

Madri spirituali dell’antica Irlanda

di Paolo Gulisano
Il Cristianesimo irlandese dei primi secoli rappresenta una delle più straordinarie esperienze della storia della cristianità. Molto si è detto e scritto delle grandi figure di questa Chiesa, da San Patrizio, l’Apostolo dell’Irlanda, a San Brendano, a San Colombano, fino a San Malachia. Ancora si doveva leggere delle figure femminili dell’antica Irlanda, e Madri spirituali dell’antica Irlanda, il libro curato da Alberto Maria Osenga per Monasterium giunge a colmare questa lacuna offrendo le biografie di quattro figure di sante, tra cui Brigid, la Patrona d’Irlanda.

Nella comunità cristiana fondata da San Patrizio viene ricordata la presenza di donne. È il santo stesso a parlare, nella Confessione e nel suo altro scritto Lettera a Corotico delle donne, sia di nobile stirpe, che di condizione agiata, così come di schiave, probabili prigioniere di guerra, che entrarono a far parte della Chiesa primitiva. Alcune di esse, ricorda Patrizio, divennero vergini consacrate. La liberazione portata in Irlanda dall’annuncio di Patrizio riguardava tutti, anche le donne, che sono citate, come si diceva, come membra della Chiesa irlandese primitiva. Il volume ci racconta di Darerca, che sarebbe diventata madre di altri santi, di Samthann e Ita, e infine Brigid.

Oltre a Brigid di Kildare, la santa più famosa e celebrata, sono numerose le donne ricordate per il loro contributo all’edificazione della Chiesa delle origini in Irlanda, donne che vissero la loro santità sia come consacrate sia come spose e madri, nella propria isola come sul continente, esuli forzate o volontariamente missionarie. Si trattava di martiri, come Grimonia, uccisa per la Fede nel IV secolo presso Soissons, in Francia. La città di La Chapelle sorse intorno alla chiesa costruita a memoria di questa donna. I miracoli che seguirono la sua morte portarono al suo culto, e le sue reliquie, insieme a quelle di una sua compagna, anch’essa irlandese, Proba, furono conservate fin dal sedicesimo secolo nell’abbazia di Henin- Lietard a Douai.

Tra le altre figlie di Erin ricordate nel novero dei santi troviamo, nei primi tempi della Chiesa irlandese, la figura di Attracta. Il suo nome gaelico era Adhracht, un nome a lungo comune tra le ragazze irlandesi specie dell’ovest, area dell’isola di cui era nativa questa santa. Era infatti originaria di Achonry, nel Connaught, la più occidentale e selvaggia delle province irlandesi. La sua azione apostolica precedette quella della stessa Brigid: fu fondatrice di conventi nelle contee di Sligo e Roscommon, dove curava i malati e dava ospitalità e accoglienza ai poveri. La sua fama di santità si diffuse immediatamente dopo la morte, e le case da lei fondate divennero meta di pellegrinaggi, e il suo culto si diffuse in tutto l’ovest dell’isola.

Troviamo altre figure di sante fondatrici di monasteri, come Gobnait. Nativa di Ballyvourney, nella Contea di Cork, di questa santa del VI secolo si dice che fosse stata guidata da degli angeli nel trovare il luogo dove fondare il suo convento. Il nome gaelico significa “miele di api”, e la leggenda vuole che si servisse delle api per tener lontano i malintenzionati. La sua immagine raffigurata nella chiesa di Ballyvourney fu oggetto per secoli di grande devozione, invocata con successo per la cura di malattie.

Di questi ordini religiosi femminili della primitiva Chiesa Iberica, a partire dalla comunità di Santa Brigida, non è purtroppo rimasta alcuna traccia documentata delle regole. Tuttavia è possibile ritenere che si trattasse di una vita contemplativa attiva, fatta di preghiera e di lavoro in condizioni ambientali non sempre favorevoli, vissuta all’insegna di un cristianesimo esigente e appassionato. Se non ci sono pervenuti scritti, regole o statuti, quello che comunque è rimasto nella tradizione è stato il frutto di santità di quelle comunità, il segno di una presenza che trasformava profondamente la società.

Anche l’antico costume celtico del fosterage, l’adozione temporanea di figli, servì all’opera dell’evangelizzazione, come nel caso di Ita, o Mida, una donna della Contea di Limerick, vissuta alla fine del VI secolo, conosciuta come la “Brigida del Munster”, e che fu madre adottiva di diversi santi irlandesi, come il celebre Brendano di Clonfert. Fanchea di Rossory, nella settentrionale Contea di Fermanagh, nata all’inizio del sesto secolo, è ricordata come una delle prime suore nella storia irlandese. Fu lei a persuadere il fratello Enda, incerto sulla propria vocazione, a diventare monaco; una scelta felice, dal momento che Sant’Enda diventò uno dei fondatori del monachesimo irlandese.

Tra queste figure femminili della Chiesa irlandese delle origini tuttavia si distingue in modo incomparabile colei che accanto a San Patrizio siede come patrona d’Irlanda Santa Brigida, ovvero Brigid di Kildare, colei che è considerata la Maria dei Gaeli, la grande santa cristiana che portava il nome di una antica dea. Brigida contribuì in modo decisivo a diffondere il cristianesimo nell’isola di smeraldo secondo le sue forme squisitamente celtiche, ovvero mistiche, poetiche, visionarie, conciliandolo con l’antica sensibilità spirituale.

Le antiche fonti agiografiche ci danno testimonianza di una personalità eccezionale, di una donna che seppe vivere ed interpretare i sogni che la abitarono, che seppe dare concretezza alle promesse annunciate da Patrizio, riuscendo così a trasfigurare il proprio mondo. Ella sapeva contagiare col proprio entusiasmo tutti coloro che venivano in contatto con lei: in lei c’era tutta la forza, l’energia, la tenerezza e la determinazione delle antiche figlie di Erin, illuminata e consolidata dalla potenza della Fede cristiana. Rappresentò quindi la principale figura ponte tra l’antico paganesimo e la nuova fede.

Era nata nel 462, l’anno in cui Patrizio fondava la prima delle sue scuole ad Armagh, ma non esiste alcuna documentazione che i due santi si siano mai incontrati, anche se una leggenda vuole che i genitori di Brigida fossero stati battezzati dallo stesso Patrizio. Kildare, il suo luogo di nascita, un villaggio situato a circa trenta miglia ad ovest dell’attuale Dublino, era una delle località dove più precocemente si era formata un’attiva comunità cristiana. Il suo nome in lingua irlandese, Cill Dara, significa “la Chiesa della quercia”, che era stato l’albero sacro della religione druidica.

Quando Brigida fondò a Kildare il suo primo convento, intorno al 490, volle che nell’interno della chiesa ardesse in permanenza il sacro fuoco, vegliato dalle monache, a ricordo di quello acceso da Patrizio a Tara. Il nome Brigid deriva etimologicamente dal termine celtico brig che significa forza, valore, e quindi colei che è eccelsa. Tale nome ricorre in toponimi sia inglesi che continentali, come Brigantia, Bregenz, Briançon, Brianza.

La Chiesa fissò la sua festa liturgica nella data del 1 febbraio, facendola cioè coincidere con l’antica festività celtica di Imbolc. Questa era la seconda delle quattro grandi feste dell’anno celtico e cadeva appunto il 1° febbraio. Il termine significa “lustrazione” e il rituale ha lasciato ampie tracce nel folklore. Nella tradizione irlandese la festa era verosimilmente connessa con la dea Brigit e indicava l’esaltazione del fuoco e dell’acqua lustrale. Una festa di purificazione, significato che conserva tuttora nel suo aspetto cristianizzato: festa della Purificazione della Vergine e della Candelora.

Come già accaduto per altre antiche festività pagane, come Samain, il capodanno celtico del 1° novembre, divenuto festa dei Santi e dei defunti, al posto di Imbolc e della antica dea Brigid subentrò, proprio il 1° febbraio, il culto di Santa Brigida, la quale ereditò alcune caratteristiche della dea sua omonima: essa resta infatti ancora oggi protettrice di fabbri, poeti e medici e viene raffigurata nell’arte con una fiamma sopra la testa e, a volte, con accanto una mucca, che fu un altro attributo di Brigid.

Le interpretazioni della figura di Santa Brigida come una semplice sovrapposizione a precedenti culti druidici, per quanto suggestive, vengono smentite dalle fonti storiche che testimoniano l’esistenza di antichissime congregazioni femminili, che si raccoglievano in preghiera in cappelle e oratori. Il volume di Monasterium ci propone il testo del primo biografo della santa, Cogitosus, un monaco del VII secolo. Oltre alla narrazione agiografica, il testo ci fornisce una descrizione vivida della vita monastica irlandese, un modello che si diffonderà in molti paesi soprattutto dell’area celtica.

In conclusione, queste vite di sante ci fanno comprendere che il Medioevo, dalle sue origini fino al XIV secolo, valorizzò pienamente la santità femminile, e ci sarebbe voluta poi tutta l’energia della modernità per respingere la donna ai margini della vita sociale e religiosa, illudendola di una sedicente “emancipazione”, ma di fatto relegandola in una posizione borghesemente subordinata.

Domenica XXXII

"Giornata del ringraziamento": ogni Eucaristia domenicale è azione di grazie ma questa seconda domenica di novembre è azione di grazie a Dio al termine della stagione dei raccolti agricoli e industriali

di Mons. Gino Oliosi
Nella seconda Lettura della Liturgia odierna, l'apostolo Paolo sottolinea l'importanza anche del lavoro unito alla preghiera per la vita veramente vita cioè da risorti, come richiama il Vangelo. Tale speranza è richiamata anche dalla "Giornata del ringraziamento", che si celebra in Italia in questa seconda domenica di novembre come azione di

Per un monachesimo alla portata di tutti

L'esperienza dell'amore di Dio nel monachesimo attraverso l'intervista ad un monaco dell'abbazia Grande Chartreuse, situata sulle Alpi francesi (tratta dal film Il Grande Silenzio del 2005). L'uomo di oggi pare aver dimenticato che la realizzazione della propria felicità e della propria esistenza la può trovare solo ed unicamente in Dio. Perché l'uomo moderno ha paura della morte? Il mondo ha perduto il senso di Dio? Il mondo ha paura di fermarsi in silenzio dinanzi alla presenza di Dio? Il Cardinale Robert Sarah facendo riferimento alle fonti dei più grandi maestri della spiritualità cristiana e all'esperienza della santità del suo ministero, nei suoi libri Dio o niente e La forza del silenzio ti nutrirà con le sue parole il cuore, l'anima e lo spirito indicandoti la via da percorrere per trovare le risposte più profonde e vere ai grandi interrogativi che hanno sempre inquietato il cuore dell'uomo. L'Europa troverà la salvezza tornando alle sue radici crisitiane nate attorno ai monasteri? Ci salverà il monachesimo?  scoprilo nel libro di Beniamino Lucis, Ci salverà il monachesimo (in cui l'autore chiarisce la necessità del ritorno a un vero monachesimo per la rinascita della Chiesa in questi tempi di smarrimento). e Maria Bianca Graziosi, Il Monachesimo primitivo di (le origini del Monachesimo raccontate come un romanzo).
Puoi scoprire la grande spiritualità monastica con le edizioni Monasterium che Fede & Cultura distribuisce anche attraverso il proprio sito alla pagina https://fedecultura.com/Monasterium-c33382109

Domenica XXXI

Gesù per risvegliare in tutti la capacità di conversione è attento a loro, vuole tutti salvi anche il pubblicano, il peccatore Zaccheo disonesto e a servizio di una potenza pagana

di Mons. Gino Oliosi
Oggi la liturgia presenta alla nostra meditazione il noto episodio evangelico dell'incontro, dello sguardo di Gesù con Zaccheo su di un albero nella città di Gerico. Chi era Zaccheo? Un uomo ricco che di mestiere faceva il "pubblicano", cioè l'esattore delle tasse per conto dell'autorità romana pagana, e proprio per questo, come pure per la disonestà, veniva considerato pubblico peccatore, da evitare. Avendo saputo che Gesù, noto perché non si fermava a

Un capolavoro per diventare santi

di Giovanni Zenone
Ho appena finito l'ultimo libro del Card. Robert Sarah, un autentico capolavoro, come quello precedente (La forza del silenzio). Una diagnosi della crisi della Chiesa e della putrefazione del mondo senza sconti, ma nello stesso tempo una visione di fede carica di speranza e di amore a Dio e alla stessa Chiesa che a volte si è tentati di criticare, spesso con molte ragioni. Le parole di fede, di intensissima e travolgente spiritualità di questo cardinale africano sono un aiuto enorme alla mia vita e credo a quella di molti cristiani perplessi. Un libro che è una porta spalancata sul Cielo, attraverso la vita ordinaria della Chiesa, la Liturgia, la preghiera, il lavoro quotidiano, le difficoltà, le incomprensioni, le tribolazioni che vengono da dentro e da fuori. Il senso della vita è adorazione di Dio, essere una oblazione e offerta a Dio che si è donato a noi. "Non si tratta di andare in guerra. Non si tratta di denunciare i nemici. Non si tratta di attaccare o criticare. Si tratta di rimanere saldamente fedeli a Gesù Cristo. Non possiamo cambiare il

Dono della fortezza

Ciò che impedisce a molti d'essere forti è la presunzione d'essere forti. Nessuno riceverà da Dio il dono della fortezza, se non è persuaso della propria debolezza. (S. Agostino) 

Insegnamenti di un eremita


Come l'eremita nel video, Daniele Nicosia è un giovane sacerdote diocesano che ha scelto dal 2013 la vita eremitica immerso nella preghiera, nella contemplazione, nella penitenza e nella meditazione. Una vita immersa nella ricerca solitaria dell'amore di Dio. L'autore ha raccolto nel suo diario personale Due anni con l'eremita 

Il santo della Provvidenza

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«Mi viene in mente un caro episodio letto anni fa. Una nave è in preda alla tempesta; tutti i passeggeri sono in ansia e trepidazione per l’imminente pericolo di naufragare. Eppure fra tutti i terrorizzati, c’è un bambino che in un angolo della nave sta giocando, senza nessuna paura. – Come?! tu giochi? non hai paura. – C’è mio padre che guida la nave; son più che sicuro» (San Giovanni Calabria). 
La scoperta di Dio come Padre buono, il migliore Padre che si possa immaginare, di «Dio che è padre, madre, tutto», è il carisma specifico del santo Fondatore dei Poveri Servi della Divina Provvidenza.

Cristo e l'amore del Padre


Si può spiegare e comprendere l'amore che intercorre tra Dio Padre e il Figlio che lo ha rivelato? O rimarrà un mistero inaccessibile sino alla fine dei tempi? 
Dio Padre nel 1932 ha affidato il Suo messaggio d'amore, presentato nel volume Il Padre parla ai suoi figli, a Madre Eugenia Elisabetta Ravasio della Congregazione Missionaria di Nostra Signora degli Apostoli, affidandole il compito di diffondere l'annuncio del Suo amore al mondo intero. 

Il Cielo è un luogo?

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"Il Cielo è il luogo, e ancor più lo stato, della suprema beatitudine. Se Dio non avesse creato nessun corpo ma solo dei puri spiriti, il Cielo non sarebbe un luogo, ma solamente lo stato degli angeli che godono del possesso di Dio. Di fatto il Cielo è anche un luogo, dove si trovano l'Umanità di Gesù dopo l'Ascensione, la beata Vergine Maria dopo l'Assunzione, gli angeli e le anime dei santi. Quantunque noi non possiamo dire con certezza dove si trovi questo luogo in rapporto all'insieme dell'universo, la Rivelazione non permette, di dubitare della sua esistenza".
(Da Réginald Garrigou-Lagrange, La vita eterna e la profondità dell'anima, p. 246)

Lì c'è Gesù!

Qual è il modo corretto di accostarsi all'Eucaristia? Cristo è presente simbolicamente o realmente nell'ostia consacrata?
Se credi con tutto il tuo cuore e la tua anima nella presenza reale di Cristo nell'Eucaristia in Corpo, Sangue, Anima e Divinità questo è il libro giusto per te:
Non è pane è Gesù! di Paul Cocard (con la sapiente prefazione di monsignor Athanasius Schneider.
Perché chi ha la fede in Gesù Eucaristia ha trovato il tesoro della propria vita! Il resto è ideologia!

I quaranta giorni del Risorto

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"Nelle sue apparizioni Gesù ritornava sui temi della sua predicazione: li chiariva, li approfondiva, e richiamava passi dei Profeti, personaggi e fatti della Storia dei Patriarchi e del popolo eletto che avevano riferimento a Lui. Quegli incontri costituivano per noi momenti straordinari. Gesù stesso non nascondeva la sua gioia grande di stare con noi. Si notava in Lui una pace profonda e insieme un'affettuosa preoccupazione per noi. Anche se ci parlava con estrema serenità e pacatezza,

Il Regno dell'Amare

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"La Vita Eterna è il Regno di Dio che è il Regno dell'Amare. L'uomo e la donna per entrare nella Vita Eterna in Dio devono compiere l'atto libero e consapevole di accogliere l'Amare nella propria esistenza e di allontanare, che è scartare, il non Amare. In questo modo si pongono sulla Via di Salvezza aperta e indicata da Gesù di Nazareth, vero Dio e vero uomo, carne della carne umana.

Partire dall'anima

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Un libro del più grande tra i teologi neotomisti cattolici del XX secolo, Réginald Garrigou-Lagrange, per reagire a questi tempi di orizzontalismo e banalizzazione del cristianesimo, per riprendere a sollevare gli occhi alle realtà eterne, perché la base di partenza della vita cristiana è la ricerca della profondità dell'anima per essere e diventare poi autentici testimoni della fede!  

"Così anche oggi soltanto la santità, soltanto una pleiade di santi può ricondurre le masse verso Cristo e verso la Chiesa.

È giusta una pena eterna?

di padre Giovanni Cavalcoli
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Rispondiamo che l’uomo, avendo un’anima immortale, è fatto per vivere in eterno o per sempre. Per questo egli, nelle sue scelte di vita, sceglie un bene che egli considera eterno o assoluto. Tuttavia nel giudicare di questo bene, la sua volontà può errare e giudicare come assoluto ciò che non lo è. Solo Dio è il vero assoluto. Ora la scelta di una creatura al posto di Dio è il principio che conduce l’uomo all'inferno. Ma l’uomo, peccando, ha la possibilità di scegliere per sempre, senza pentimento, come fosse assoluto un bene (se stesso o una creatura), che non è veramente assoluto, cioè non è Dio, che è il suo vero bene sommo e fine ultimo. Questa scelta peccaminosa definitiva, che avviene al termine della vita presente, comporta necessariamente una pena eterna, perché è la perdita definitiva ed irreparabile di un bene eterno.

Il Signore ha creato ogni essere umano per brillare

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"Pregate per i vivi, perché la maggior parte dei vivi sono morti, e i morti sono vivi.
Il Signore ha creato ogni essere umano per brillare, per illuminare il mondo, voi siete la luce del mondo.
Ogni uomo è una lanterna destinata a brillare. Dovreste realizzare l’obiettivo per cui siete nati in questo mondo. Cristo sa cosa c’è nei vostri cuori, ed è il cuore che vuole non che cerchiate la verità al di fuori del Cristo. Quando conoscerete il Cristo, conoscerete la verità e sarete liberi. Il Cristo vuole che tu sia libero. Non temere, e sii certo, perchè il Cristo ha sconfitto il mondo. La Chiesa del Cristo è una roccia sulla quale si frantumano le onde del male. Cristo è la via. Croci di luce inonderanno la Terra".

Affidamento agli angeli di Dio

di Don Marcello Stanzione
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San Paolo afferma espressamente che la missione specifica degli angeli è quella di assistere gli uomini che non hanno ancora guadagnato il regno dei cieli: "Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono entrare in possesso della salvezza?" (Ebrei I, 18). "Ogni anima", continua Sant’Anselmo, “viene affidata ad un angelo nello stesso momento in cui si unisce al corpo”. La tradizione non può, su questo argomento, essere più generale, più ininterrotta o più uniforme. “Sebbene la salvezza delle nostre anime sia il principale oggetto di sollecitudine per i nostri angeli custodi, tuttavia hanno tanta cura di noi da procurarci anche i beni di questa vita; essi ci proteggono dagli incidenti ai quali siamo tutti esposti, e ci allontanano dal male quando cadiamo in esso. Essi ti porteranno nelle loro braccia, dice la Scrittura, quando ti potresti ferire contro una pietra; il Signore manderà i suoi angeli attorno a coloro...

Credi in Gesù Risorto?

di Don Ferdinando Rancan 
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"Figlio mio anche a te Gesù ha parlato, si è fatto conoscere al tuo cuore, ti ha aiutato a essere forte nel seguirlo fedelmente. Lasciati attirare da Lui e sentirai il bisogno di farlo conoscere ai tuoi amici, la gioia inonderà la tua anima ogni volta che vedrai un amico aprirsi a Gesù e accoglierlo nella propria vita. Gran parte dell'umanità è ancora convinta che Gesù sia un personaggio del passato, che i Vangeli siano un'allegoria, che il Gesù che essi raccontano sia frutto di una fantasia innamorata, una fantasia che vorrebbe trattenere la persona innamorata pensandola ancora viva. E invece no!

Ci siamo spostati dopo 13 anni

Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...