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Aborti su commissione per realizzare i vaccini

 Cari amici,

ecco la documentazione che ho ricevuto - certamente non esaustiva ma sufficiente per un fermo no ai vaccini cannibali. Non si tratta più di un dubbio, non si tratta di un paio di aborti fatti 50 anni fa - come se questo rendesse meno grave il fatto - ma di una vera e propria industria che fa dell'aborto la sua prima fase operativa. E di aborti commissionati con precisione dettagliata. Se la Congregazione per Dottrina della Fede acquisisse questi documenti sarebbe ancora dell'idea che certi vaccini sono moralmente leciti?

Prof. Giovanni Zenone Ph.D.

Direttore

Fede & Cultura Universitas

Elenco di vaccini disponibili contro il COVID 19 e l’utilizzo di cellule derivate da feti umani abortiti per la sperimentazione (HEK293 e PER-C6). Nella colonna di destra vi sono vaccini NON etici, in quella di sinistra vaccini etici. Alcuni vaccini che trovate nella colonna di sinistra riportano (scritta in rosso) che sono stati testati su cellule di feti umani abortiti (tratto dal sito di Children of God for Life):

https://cogforlife.org/wp-content/uploads/CovidCompareMoralImmoral.pdf

 

Elenco dei Vaccino anti-Covid 19 sviluppati a partire da linee cellulari derivate da feti umani abortiti (segnati col triangolino rosso) e dei vaccini etici (segnati dal quadrato verde). Tratto dal sito del Lozier Institute for Science and Statistic:

https://lozierinstitute.org/update-covid-19-vaccine-candidates-and-abortion-derived-cell-lines/

 

Elenco dei vaccini contro la rosolia, la parotite, il morbillo, la rabbia, la poliomelite e il vaiolo considerati non etici, perché realizzati con linee cellulari derivate da feti umani abortiti, fornito dalla Pontificia Accademia della Vita (pp 2-3, 2005):

https://www.pro-memoria.info/wp/wp-content/uploads/Riflessioni-morali-sui-vaccini-preparati-da-cellule-derivate-da-feti-umani-abortiti-PAV-09-06-2005.pdf

 


Il ‘Padrino dei Vaccini’, S. Plotkin, durante il processo 2018 nel video 11 afferma di aver utilizzato almeno 76 feti umani abortiti per realizzare la linea cellulare WI-38 con la quale è stato realizzato il vaccino contro la Rosolia, ammette inoltre di aver condotto sperimentazioni su 13 bambini disabili:

https://www.corvelva.it/approfondimenti/video/il-padrino-dei-vaccini-la-deposizione-di-stanley-plotkin.html


VACCINATION: A CATHOLIC PERSPECTIVE, di Pamela Acker. 

(John-Henry Westen intervista la ricercatrice: https://www.lifesitenews.com/blogs/the-unborn-babies-used-for-vaccine-development-were-alive-at-tissue-extraction)

 

Recentemente è stato pubblicato il libro di PAMELA ACKER ‘Vaccination: A Catholic Perspective’ (pubblicato il 12 dicembre 2020, ma le sue ricerche sono iniziate nel 2019, prima del Covid quindi).

Pamela Acker, biologa, ha lavorato nel gruppo di ricerca sulle HEK293 (per chi non lo sapesse è la linea cellulare utilizzata nella produzione e sperimentazione dei Vaccini Covid attualmente utilizzati in Italia, lo Pfizer Biontech e il Moderna). Tale gruppo di ricerca era finanziato dalla Bill e Melinda Gates Foundation. Dopo 9 mesi, constatando che vi fosse un forte dubbio morale nel collaborare su ricerche che utilizzano linee cellulari provenienti da feti umani abortiti, ha deciso di lasciarlo interrompendo il PhD.

La Acker entra nel merito della questione sulla produzione della HEK 293, la sigla significa HUMAN EMBRYO KIDNEY, cioè rene di un feto umano, 293 sta per ben 293 esperimenti per realizzare la linea cellulare la quale va resa stabile nel tempo. Nello sviluppo di questa linea cellulare era coinvolto il gruppo svedese che aveva lavorato allo sviluppo della WI-38 di Plotkin e i ricercatori hanno ammesso che per lo sviluppo di una linea cellulare servono diversi aborti, uno non basta, ma soprattutto che l’aborto va pianificato poiché per utilizzare le cellule per la ricerca servono determinate condizioni: il feto dovrebbe essere di circa tre mesi, andrebbe fatto un cesareo, il feto dovrebbe essere vivo al momento del prelevamento dei tessuti, per evitare la morte cellulare dei tessuti vi è poco tempo dai 5 minuti al massimo di un’ora dopodiché il feto non è più utilizzabile per estrazione di tessuti utili per realizzare linee cellulari, va evitato l’uso di anestetico per il feto in quanto potrebbe danneggiare i tessuti. La Acker sottolinea nel suo libro che vi sia anche del sadismo nel realizzare questa pratica di vivisezione dei feti umani e la paragona ai sacrifici umani che praticavano gli Aztechi che strappavano il cuore alle vittime. In conclusione: per realizzare una linea cellulare servono diversi aborti (uno non basta), l’aborto va pianificato e non vi è possibilità di utilizzare un aborto spontaneo perché non vengono soddisfatte le condizioni biologiche necessarie per l’utilizzo del feto nella ricerca, dai feti umani abortiti (vivi) vengono prelevati organi che poi vengono venduti alle case farmaceutiche e vengono utilizzati per produrre farmaci

Pamela Acker in questa intervista sostiene che vi sia un problema di incentivazione dell’aborto dietro allo sviluppo delle linee cellulari derivate da feti umani abortiti e che le pratiche per realizzarle siano legate al sadismo e quindi legittimare moralmente l’utilizzo di tali vaccini significa sostanzialmente legittimare che la ricerca scientifica continui a perpetrare un crimine quale quello dell’aborto e della vivisezione secondo la massima ‘il fine giustifica i mezzi’.

 

UNA QUESTIONE IMPORTANTISSIMA CHE LA ACKER AFFRONTA È CHE:

Per realizzare linee cellulari utili per produrre vaccini servono molti aborti e che questi aborti vanno fatti volontariamente (è escluso l’aborto spontaneo) e che vanno prelevati organi del corpo di questi bambini preferibilmente da bambini vivi, è possibile che questi fatti non fossero noti nel 2005 quando venne scritta la Nota della PAV. La ricercatrice sottolinea che quando lì si parla di ‘cooperazione remota passiva al male’ probabilmente chi ha scritto il documento non ha preso in considerazione la realtà di cui oggi siamo venuti a conoscenza. Inoltre in quel documento emerge che l’utilizzo dei vaccini non etici debba essere considerato moralmente lecito solo se la situazione rispetto alla malattia sia estremamente grave, cioè vale l’extrema ratio nel caso vi sia un grave pericolo per la vita.

Grazie a Helga Fiorani del Movimento per la Vita di Treia-Appignano per documenti e traduzione.

Qui puoi trovare la traduzione integrale dell'intervista a Pamela Ackerhttps://www.sabinopaciolla.com/una-collina-su-cui-vale-la-pena-morire-esperta-spiega-come-le-cellule-di-bambini-abortiti-contaminano-i-vaccini

 

La sesta tromba dell'Apocalisse


I castighi di Dio sono uno strumento del suo amore e un mezzo di salvezza che Egli ci offre per ravvederci da un comportamento contrario al bene. Il coronavirus è un castigo divino? Come reagiamo di fronte a questo flagello? Una lettura di alcuni versetti del libro dell'Apocalisse di san Giovanni è illuminante per noi oggi. Leggi "Apocalisse - Avvertimento, speranza e consolazione" di Michael D. O’Brien.

Appuntamento domani alle ore 17

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Domani dalle ore ORE 17.00 alle 18.00 collegamento con Zoom, un evento importante per fronteggiare il post-virus ma anche il presente. Ci dobbiamo aspettare la pappa pronta dallo Stato o ci dobbiamo arrangiare? Da dove dovrebbero venire le ricchezze necessarie per la “ricostruzione” dopo il disastro del lock-down?
Il nostro direttore prof. Giovanni Zenone​ interverrà alla video-conferenza con l'Istituto Acton, Michael Severance, Salvatore Rebecchini, già Presidente di Simest Spa e Commissario dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) e Andreas Widmer, già Guardia Svizzera papale e autore del bestseller Il Papa e il Manager. Le lezioni di leadership di Giovanni Paolo II. Per avere le indicazioni su come partecipare alla videoconferenza scrivere a mseverance@acton.org.
Si presenterà il libro "Creare ricchezza" di William R. Luckey https://www.fedecultura.com/Creare-ricchezza-p158358114

Le lacrime di coccodrillo della CEI


Nessuno poteva dare ordine alla Chiesa di smettere di celebrare le messe, eppure l'hanno fatto, con grande senso di "responsabilità". Col bel risultato che adesso lo stato dopo aver aperto tutto si permette di tenere chiuse le chiese. Ma chi ha la responsabilità di questa situazione? Qual è il motivo della "prudenza" della Conferenza Episcopale Italiana?

La pandemia è un grande complotto mondiale?


Quante ipotesi e illazioni sulle cause della malattia che sta affliggendo il mondo! Complotti mondiali, massoneria, 5G, chip sottocutanei, vaccini... Le paure e le incertezze aumentano i tentativi di interpretazione dei fatti, ma sono davvero un aiuto per vivere il presente? A cosa ci chiama Dio con i fatti che stiamo vivendo? Una lettura di fede e di speranza del prof. Giovanni Zenone, direttore di Fede & Cultura. www.fedecultura.com

L'abbraccio letale dello Stato alla Chiesa

Sospendere la Santa Messa: lo Stato lo chiede per contenere l'epidemia e la Chiesa esegue con troppo zelo. C'è il rischio di concepire la Chiesa come un elemento della comunità politica e questo dopo le concessioni sul matrimonio, sul diritto e sul sostentamento economico
Stefano Fontana in "La Nuova Bussola Quotidiana 02-03-2020
Il problema c'è ed è serio. È stato riportato sotto i riflettori da una emergenza contingente, ma comunque è serio. Non appena governo e regioni hanno emanato le loro disposizioni in materia di limitazioni anti-contagio, i vescovi italiani hanno subito obbedito anche per quanto riguarda l'aspetto più essenziale e centrale della vita della Chiesa, la sospensione della celebrazione della Santa Messa.
Il caso serio è proprio questo: la Chiesa che obbedisce allo Stato in quanto è ad essa più proprio, la Chiesa che si concepisce come un elemento della comunità politica e non come il fondamento di quella società politica. In altri tempi essa pensava di essere il Sole che dava luce alla Luna, riteneva di godere della "plenitudo potestatis", la pienezza del potere, e che il potere spirituale fosse originario e supremo rispetto a quello secolare. Poi c'è stata la secolarizzazione e la situazione di fatto è mutata, ma questo non significa che la Chiesa debba rinunciare a difendere, con prudenza e lungimiranza, alcune prerogative e pretese che le appartengono per natura e sottomettersi allo Stato, accettando che sia esso a definire il perimetro e il senso della sua missione che, essendo divina, precede lo Stato e infatti un tempo si diceva che non c'è autorità se non da Dio.
La Chiesa ha ceduto allo Stato la propria giurisdizione, originaria e non derivata, sul matrimonio. Nel 1929 il cardinale Gasparri aveva tenuto fermo questo punto, mentre dalla revisione del 1984 le cose si sono fatte confuse, compresa la questione degli effetti civili del matrimonio religioso. Teniamo presente, tra l'altro, che il Concordato, assunto dalla Costituzione con l'articolo 7, è un testo extra-costituzionale e può essere modificato in qualsiasi momento senza che ciò comporti una modifica della Costituzione.
Ha anche ceduto allo Stato il proprio diritto originario di svolgere, non per concessione statale ma in virtù della sua "maternità soprannaturale", un ruolo pubblico nell'educazione. Il sistema scolastico paritario colloca l'attività delle scuole cattoliche dentro il quadro costituzionale e legislativo dello Stato. L'esame di Stato legato al valore legale del titolo di studio impone alla Chiesa di accettare parametri educativi posti dall'esterno. È vero che – così almeno si dice – rimane una buona fetta di libertà educativa, ma ogni intervento legislativo dello Stato contiene, ove più ove meno, anche delle ripercussioni sulle relazioni educative e le scuole cattoliche devono adeguarsi, riducendo progressivamente l'idea di avere una originaria specificità e, soprattutto, una originaria legittimazione ad esistere che non può derivare dallo Stato. Oggi si può arrivare a motivare il dovere/diritto delle scuole cattoliche ad esistere al massimo con riferimento al dovere/diritto dei genitori ad educare i loro figli, il che, però, è insufficiente e può rivelarsi una trappola. E se i genitori volessero un insegnamento gender anche nelle scuole cattoliche, su cosa si dovrebbe fondare un no? Il motivo ultimo della scuola cattolica è il dovere/diritto originario della Chiesa in campo di educazione pubblica, che però oggi viene dimenticato in questa sottomissione allo Stato.
Un altro punto in cui il trapasso è evidente riguarda il tema degli abusi. Sembra che la Chiesa abbia scelto la strada di rimettere le questioni man mano che emergono immediatamente e solo nelle mani dello Stato, rinunciando al dovere/diritto di procedere prima di tutto con i propri strumenti di indagine e secondo il proprio sistema giuridico. Le nuove normative in fatto di abusi impongono di denunciare subito una eventuale denuncia alla Procura, con il conseguente abbandono dei membri del clero eventualmente coinvolti e delle stesse presunte vittime appunto nelle mani dello Stato. Storicamente parlando, il diritto civile occidentale è nato, oltre che da altre fonti, soprattutto romane, anche dal diritto canonico, ma ora il rapporto viene rovesciato.
Sono tanti altri i settori in cui l'abbraccio dello Stato alla Chiesa appare evidente. Pensiamo per esempio che il sostentamento economico della Chiesa dipende dal sistema dell'8 per mille e che maggioranze governative diverse potrebbero domani riconsiderare la legge attualmente in vigore, esercitando un potere di ricatto della politica verso la Chiesa che lascia molto preoccupati. Oppure pensiamo alle attività di solidarietà svolte oggi dalla Chiesa. Un tempo essa ne deteneva il monopolio e le esercitava, almeno sul piano di diritto, senza dover subire ingerenze politiche. Oggi l'attività della Caritas contro varie forme di disagio, avviene in convenzione con lo Stato e i comuni, seguendo le direttive delle Prefetture e in un regime di dipendenza dallo Stato.
Tutto questo trova il suo quadro teorico nell'ossequio alla Costituzione, che spesso viene proposto nella Chiesa come uno dei principi fondamentali – secondo alcune correnti di pensiero superiore allo stesso Vangelo – dell'agire della Chiesa e dei cattolici nella società.

Dal profondo del nostro cuore

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Il caso editoriale dell’anno: il libro scritto a quattro mani da Papa Benedetto XVI e dal Card. Robert Sarah in difesa del valore non negoziabile del celibato sacerdotale.

Il testo qui offerto è, dunque, qualcosa di eccezionale. Non si tratta di un articolo o di appunti raccolti nel corso del tempo, ma di una riflessione magistrale, insieme lectio e disputatio. La volontà di Benedetto XVI è chiaramente espressa nella sua Introduzione: «Di fronte alla persistente crisi che il sacerdozio attraversa da molti anni, ho ritenuto necessario risalire alle radici profonde della questione».

Puoi pre-ordinare questo libro in anteprima già adesso scontato! Non appena ci sarà fornito dall’editore metteremo la copertina reale e sarai il primo a riceverlo!
https://www.fedecultura.com/Dal-profondo-del-nostro-cuore-p169464106

Temo i vescovi

... la mia ricchezza, questo il costo dei miei peccati, viaggiare incessantemente in mezzo a tali prove e che esse mi vengano inflitte da persone dalle quali non me le aspettavo in alcun modo ... io ormai non temo nessuno temo quanto i vescovi, ad eccezione di pochi.
(San Giovanni Crisostomo, Lettera 9 a Olimpiade)

Sogni e visioni di musulmani


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Il Nemico pensa che inducendoci ad avere paura dei musulmani o a odiarli può impedire alla Chiesa di Cristo di portare loro il Vangelo. Il suo piano però non funziona. Gesù è intervenuto personalmente e sta aprendo i cuori dei musulmani. Da "Sogni e Visioni" di T. Doyle e G. Webster. 

Salvini rispetta il Vangelo?


La politica confusa con la teologia
Da tempo si è diffusa l’esigenza che il dibattito teologico abbandoni l’astrattezza scolastica per immergersi nella concretezza del quotidiano, del mondo attuale e della storia moderna. E quale occasione migliore, quale locus theologicus più fecondo e concreto, quale segno della verità che nasce dalla prassi, quale più ricca sorgente di pastoralità, della politica, soprattutto poi se capita un evento così importante come le elezioni europee?
Mentre dunque un tempo i teologi, nei loro ristretti circoli specialistici, dibattevano, si occupavano e si preoccupavano di sottili questioni speculative o del rapporto fra il dogma e la metafisica ed eretici apparivano coloro che si opponevano al magistero pontificio ed ai decreti dei Concili in materia di fede

Non separare fede e ragione politica. Del Noce docet

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di Stefano Fontana
Per il grande pensatore cattolico Augusto Del Noce, di cui quest'anno ricorre il 30° della morte, la fede cristiana ha un'esigenza di razionalità metafisica. Non è sufficiente che la fede entri in relazione con la ragione, bensì serve che la ragione non si stacchi dalla fede, pena il suo snaturamento e la caduta nell'ateismo. L'errore del progressismo cattolico è proprio quello di pensare che la ragione politica possa fare a meno della fede.
In questo anno 2019 ricorre il 30° anniversario della morte del filosofo cattolico Augusto Del Noce (1910-1989). A Trieste si è tenuto la settimana scorsa un convegno nazionale di due giorni, mentre escono libri che cercano di fare il punto sulla sua eredità di pensiero. Eredità che non sempre i suoi stessi eredi, molti dei quali oggi in posizione di prestigio, hanno onorato fino in fondo.
Tenendo conto della mole e della qualità del suo pensiero, vien da pensare che dedicargli un breve articolo come sto facendo io sia impresa velleitaria. Tuttavia, nella vastità e profondità della sua filosofia c’è un punto estremamente qualificante che è possibile identificare. Esso consiste in una frase che compare in Il problema dell’ateismo e in altre opere. Eccola: “La fede suppone inclusa in essa una metafisica, e non si esce dalla fede nel renderla esplicita”. Viene qui specificato il rapporto tra la ragione (e quindi anche la ragione politica) e la fede cristiana, che è di tipo molto particolare, anzi unico. Nel chiarire questa specificità, Del Noce si avvicina molto al pensiero di Ratzinger-Benedetto XVI.
La fede cattolica ha un'esigenza di razionalità metafisica, ossia richiede l’uso della ragione naturale e del suo impianto logico, per poter essere

I veri promotori dell'unione europea

Due Europe a confronto
P. Giovanni Cavalcoli
di P. Giovanni Cavalcoli
In prossimità delle elezioni europee, più che legittima è la domanda su chi sono i veri costruttori dell’Europa e su cosa dev’essere veramente l’Europa. Ci pare di aver davanti due pretendenti a questo glorioso titolo, con opposte concezioni dell’Europa; da una parte il mondo cattolico o più largamente cristiano, il quale, rifacendosi all’insegnamento di S.Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, vuol farsi promotore di un’Europa moderna e democratica, che viva e testimoni le sue radici cristiane nella società di oggi, segnata da una forte esigenza di proporsi al mondo come fautrice di fratellanza, di dialogo, di accoglienza, di libertà di pensiero, di giustizia, di

Buddismo o ateismo?

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Da troppo tempo ormai la dottrina e il credo buddhisti hanno assunto un volto insidiosamente aggressivo nei confronti delle esperienze religiose monoteiste. E ciò sta avvenendo in particolare contro il cristianesimo, del quale vengono sfruttati cinicamente i più plateali aspetti della crisi storica e della negativa immagine mediatica. Tutto ciò viene comunque giustificato con una supposta superiorità della dottrina buddhista. È su questa mistificazione che in questo libro si cerca di fare chiarezza, tentando di sfatare i molti miti e di riportare il tutto sul piano dell’effettiva verità.

Apocalisse, l'ultimo libro di Michael D. O'Brien

Stiamo vivendo gli ultimi tempi? Le risposte chiare e illuminanti del grande scrittore canadese Michael D. O'Brien. Per non illudersi che tutto vada bene ma neanche perdere la speranza. https://fedecultura.com/Apocalisse-p137665809.

Apocalisse, di Michael D. O'Brien, Fede & Cultura, Maggio 2019

Il fariseismo in nome della misericordia

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di Michael D. O'Brien
"In questo momento della storia, il problema violentemente dominante entro la Chiesa occidentale è un fariseismo legato alla teologia morale corrotta e all’ecclesiologia disordinata, in cui i falsi maestri fanno credere alla gente di essere loro i giusti, anche se peccano sul piano della morale sessuale e di altre gravi questioni, o insegnando che un certo peccato non è peccato mortale e non è un impedimento a ricevere i sacramenti. Si sentono autogiustificati dal loro credo in un nuovo Vangelo di giustizia sociale, ed è una giustizia sociale molto selettiva, e riducono la pienezza dei Vangeli a una falsa scelta aut/aut: o sei un dissidente liberale (“amorevole, compassionevole”) o sei un fariseo (un “severo legalista”). Fanno la pace con il peccato personale perché credono di

Andiamo incontro al martirio?


Sri Lanka, Pakistan, Paesi islamici, Indonesia, Europa, Italia... La persecuzione e il martirio dei cristiani è un fenomeno macrosociale di dimensioni globali. Cosa dobbiamo fare? La risposta a questa domanda che da sempre è una possibilità per il vero seguace di Gesù Cristo ci viene da parte di Mons. Nicola Bux nel libro "Perchè i cristiani non temono il martirio" con prefazione di Franco Cardini. https://www.fedecultura.com/Perché-i-cristiani-non-temono-il-martirio-p99766368

La nostra chiesa è in fiamme


La nostra chiesa è in fiamme. A furia di dar credito al catastrofismo ambientalista sembra che Qualcuno si sia stancato e abbia davvero lasciato che il riscaldamento globale facesse incendiare la nostra casa... cioè la chiesa. Una lettura dei fatti recenti di Parigi e Greta Thunberg fatta dal nostro direttore prof. Giovanni Zenone. Un libro di Roberto De Mattei per capire Il mistero del male e i castighi divini. https://www.fedecultura.com/Il-mistero-del-Male-e-i-castighi-di-Dio-p78957509

Vogliono far tacere Benedetto XVI perché dice la verità

L'intervento di Benedetto XVI è molto importante in questa ora della Chiesa, perché costringe ad affrontare le radici di questa crisi profonda
Intervista al Card. Müller di Riccardo Cascioli 15-04-2019
Il cardinale Müller sugli "appunti" del papa emerito sul tema degli abusi sessuali: «Intervento importante perché costringe ad andare alle radici della crisi attuale». «Di pari passo con la rivoluzione sessuale la teologia morale ha iniziato a negare l'esistenza di atti intrinsecamente malvagi, indebolendo la coscienza di ciò che è bene e ciò che è male. Le conseguenze sono state devastanti». «Il pastoralismo è figlio dell'etica "caso per caso", ma una pastorale che non poggia sui fondamenti della moralità umana è falsa». «Chi dice che il papa emerito non dovrebbe parlare è l'esempio più evidente della mondanizzazione della Chiesa. Costoro non sanno nulla della missione dei vescovi. Il papa emerito non ha solo il diritto ma anche il dovere di parlare per difendere la fede». «Trattano Scalfari come autorevole interprete del Papa e vorrebbero far tacere Ratzinger. Ma dove siamo?»

«L'intervento di Benedetto XVI è molto importante in questa ora della Chiesa, perché costringe ad affrontare le radici di questa crisi profonda… Chi vuole far tacere il papa emerito è gente che ragiona secondo il mondo, e non sa nulla della

5 euro di omaggio per armare la tua libertà

Clicca per info
Ci sono tre modi per affrontare i tempi difficili che viviamo: 1) Va tutto bene, evviva il progresso! 2) Va tutto male, è finito tutto, non c'è più speranza. 3) Va tutto male, e perciò c'è speranza. Ma il male va conosciuto e riconosciuto per quello che è!
Ettore Gotti Tedeschi fa parte di quelli dell'opzione n. 3: è uno che il male lo ha conosciuto, e per davvero, anche là dove c'è il grande bene, cioè nella Chiesa. E che non fa finta che tutto sia bellissimo. Da banchiere di Dio e da grande uomo di una cultura quasi inesauribile ci offre un piccolo capolavoro che già è in testa alle vendite: Colloqui minimi - L'arte maieutica della polemica. Un libro nel quale pone domande a grandi personaggi della storia, da san Michele ad Aristotele, da Seneca a san Tommaso, da Cartesio a Rousseau, per

Ci siamo spostati dopo 13 anni

Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...