Aborti su commissione per realizzare i vaccini

 Cari amici,

ecco la documentazione che ho ricevuto - certamente non esaustiva ma sufficiente per un fermo no ai vaccini cannibali. Non si tratta più di un dubbio, non si tratta di un paio di aborti fatti 50 anni fa - come se questo rendesse meno grave il fatto - ma di una vera e propria industria che fa dell'aborto la sua prima fase operativa. E di aborti commissionati con precisione dettagliata. Se la Congregazione per Dottrina della Fede acquisisse questi documenti sarebbe ancora dell'idea che certi vaccini sono moralmente leciti?

Prof. Giovanni Zenone Ph.D.

Direttore

Fede & Cultura Universitas

Elenco di vaccini disponibili contro il COVID 19 e l’utilizzo di cellule derivate da feti umani abortiti per la sperimentazione (HEK293 e PER-C6). Nella colonna di destra vi sono vaccini NON etici, in quella di sinistra vaccini etici. Alcuni vaccini che trovate nella colonna di sinistra riportano (scritta in rosso) che sono stati testati su cellule di feti umani abortiti (tratto dal sito di Children of God for Life):

https://cogforlife.org/wp-content/uploads/CovidCompareMoralImmoral.pdf

 

Elenco dei Vaccino anti-Covid 19 sviluppati a partire da linee cellulari derivate da feti umani abortiti (segnati col triangolino rosso) e dei vaccini etici (segnati dal quadrato verde). Tratto dal sito del Lozier Institute for Science and Statistic:

https://lozierinstitute.org/update-covid-19-vaccine-candidates-and-abortion-derived-cell-lines/

 

Elenco dei vaccini contro la rosolia, la parotite, il morbillo, la rabbia, la poliomelite e il vaiolo considerati non etici, perché realizzati con linee cellulari derivate da feti umani abortiti, fornito dalla Pontificia Accademia della Vita (pp 2-3, 2005):

https://www.pro-memoria.info/wp/wp-content/uploads/Riflessioni-morali-sui-vaccini-preparati-da-cellule-derivate-da-feti-umani-abortiti-PAV-09-06-2005.pdf

 


Il ‘Padrino dei Vaccini’, S. Plotkin, durante il processo 2018 nel video 11 afferma di aver utilizzato almeno 76 feti umani abortiti per realizzare la linea cellulare WI-38 con la quale è stato realizzato il vaccino contro la Rosolia, ammette inoltre di aver condotto sperimentazioni su 13 bambini disabili:

https://www.corvelva.it/approfondimenti/video/il-padrino-dei-vaccini-la-deposizione-di-stanley-plotkin.html


VACCINATION: A CATHOLIC PERSPECTIVE, di Pamela Acker. 

(John-Henry Westen intervista la ricercatrice: https://www.lifesitenews.com/blogs/the-unborn-babies-used-for-vaccine-development-were-alive-at-tissue-extraction)

 

Recentemente è stato pubblicato il libro di PAMELA ACKER ‘Vaccination: A Catholic Perspective’ (pubblicato il 12 dicembre 2020, ma le sue ricerche sono iniziate nel 2019, prima del Covid quindi).

Pamela Acker, biologa, ha lavorato nel gruppo di ricerca sulle HEK293 (per chi non lo sapesse è la linea cellulare utilizzata nella produzione e sperimentazione dei Vaccini Covid attualmente utilizzati in Italia, lo Pfizer Biontech e il Moderna). Tale gruppo di ricerca era finanziato dalla Bill e Melinda Gates Foundation. Dopo 9 mesi, constatando che vi fosse un forte dubbio morale nel collaborare su ricerche che utilizzano linee cellulari provenienti da feti umani abortiti, ha deciso di lasciarlo interrompendo il PhD.

La Acker entra nel merito della questione sulla produzione della HEK 293, la sigla significa HUMAN EMBRYO KIDNEY, cioè rene di un feto umano, 293 sta per ben 293 esperimenti per realizzare la linea cellulare la quale va resa stabile nel tempo. Nello sviluppo di questa linea cellulare era coinvolto il gruppo svedese che aveva lavorato allo sviluppo della WI-38 di Plotkin e i ricercatori hanno ammesso che per lo sviluppo di una linea cellulare servono diversi aborti, uno non basta, ma soprattutto che l’aborto va pianificato poiché per utilizzare le cellule per la ricerca servono determinate condizioni: il feto dovrebbe essere di circa tre mesi, andrebbe fatto un cesareo, il feto dovrebbe essere vivo al momento del prelevamento dei tessuti, per evitare la morte cellulare dei tessuti vi è poco tempo dai 5 minuti al massimo di un’ora dopodiché il feto non è più utilizzabile per estrazione di tessuti utili per realizzare linee cellulari, va evitato l’uso di anestetico per il feto in quanto potrebbe danneggiare i tessuti. La Acker sottolinea nel suo libro che vi sia anche del sadismo nel realizzare questa pratica di vivisezione dei feti umani e la paragona ai sacrifici umani che praticavano gli Aztechi che strappavano il cuore alle vittime. In conclusione: per realizzare una linea cellulare servono diversi aborti (uno non basta), l’aborto va pianificato e non vi è possibilità di utilizzare un aborto spontaneo perché non vengono soddisfatte le condizioni biologiche necessarie per l’utilizzo del feto nella ricerca, dai feti umani abortiti (vivi) vengono prelevati organi che poi vengono venduti alle case farmaceutiche e vengono utilizzati per produrre farmaci

Pamela Acker in questa intervista sostiene che vi sia un problema di incentivazione dell’aborto dietro allo sviluppo delle linee cellulari derivate da feti umani abortiti e che le pratiche per realizzarle siano legate al sadismo e quindi legittimare moralmente l’utilizzo di tali vaccini significa sostanzialmente legittimare che la ricerca scientifica continui a perpetrare un crimine quale quello dell’aborto e della vivisezione secondo la massima ‘il fine giustifica i mezzi’.

 

UNA QUESTIONE IMPORTANTISSIMA CHE LA ACKER AFFRONTA È CHE:

Per realizzare linee cellulari utili per produrre vaccini servono molti aborti e che questi aborti vanno fatti volontariamente (è escluso l’aborto spontaneo) e che vanno prelevati organi del corpo di questi bambini preferibilmente da bambini vivi, è possibile che questi fatti non fossero noti nel 2005 quando venne scritta la Nota della PAV. La ricercatrice sottolinea che quando lì si parla di ‘cooperazione remota passiva al male’ probabilmente chi ha scritto il documento non ha preso in considerazione la realtà di cui oggi siamo venuti a conoscenza. Inoltre in quel documento emerge che l’utilizzo dei vaccini non etici debba essere considerato moralmente lecito solo se la situazione rispetto alla malattia sia estremamente grave, cioè vale l’extrema ratio nel caso vi sia un grave pericolo per la vita.

Grazie a Helga Fiorani del Movimento per la Vita di Treia-Appignano per documenti e traduzione.

Qui puoi trovare la traduzione integrale dell'intervista a Pamela Ackerhttps://www.sabinopaciolla.com/una-collina-su-cui-vale-la-pena-morire-esperta-spiega-come-le-cellule-di-bambini-abortiti-contaminano-i-vaccini

 

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