La cattiveria quotidiana 1965

dei coniugi Biagini
“A Pasquì, perché Bergojo e li scagnozzi sua hanno aperto er giubileo a li musulmani?” “Forse sperano d’esse invitati a’n bel pellegrinaggio a-a Mecca, Romolé.”

Le grandi Eresie

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Nessun chiama eresia l'ammasso di pratiche e affermazioni moderne sul divorzio, ma un'eresia lo è chiaramente, perché la sua caratteristica determinante è il rifiuto del dogma cristiano del matrimonio.

Hilaire Belloc, Le grandi eresie, Fede & Cultura, Verona 2019

La cattiveria quotidiana 1964

dei coniugi Biagini
“A Pasquì, hai sentito ch’ha detto Parolin, che nun se po’ tollerà a-a violenza indiscriminata?” “Se vede che a-a violenza ben mirata invece va bene, per esempio contro li sgranarosari, Romolé.”

Perché i cristiani non temono il martirio

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“Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”: questa frase di Gesù ci ricorda che la stessa vita del cristiano è da intendersi come sacrificio, offerta e martirio, seguendo la Croce di Cristo e bevendo al calice della sua passione. 

Nicola Bux, Perché i cristiani non temono il martirio, Fede & Cultura, Verona 2017

San Filippo a Napoli

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La storia dell’Oratorio partenopeo, la diatriba sulla sua autonomia rispetto alla Casa di Roma, la ricerca di una regola di vita comune alle case filippine, sono le tappe di una vicenda che si è protratta fino alla soppressione degli ordini e delle corporazioni religiose operata dai Savoia nel 1866, e di cui rimangono ancora testimonianze come la chiesa barocca dei girolamini. 

Corrado Sedda, San Filippo a Napoli, Fede & Cultura, Verona, 2019

La cattiveria quotidiana 1963

dei coniugi Biagini
“A Pasquì, che differenza ce sta fra a-a finocchiaggine e a-a pedofilia?” “A-a stessa che ce sta fra er bacillo de Koch e a-a lebbra, Romolé.”

La cattiveria quotidiana 1962

dei coniugi Biagini
Per la serie “I pensieri di Orazia”. Per caso Bergoglio avrà nella testa un transistor che ripete: “ambiente… ambiente… ambiente… migranti… migranti… migranti…”?

La Vandea raccontata da Jules Verne

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di Paolo Gulisano
Jules Verne: un nome che generazioni di lettori hanno imparato a conoscere attraverso i suoi capolavori immortali: Viaggio al centro della terra, Il giro del mondo in ottanta giorni, Michele Strogoff, Ventimila leghe sotto i mari e tanti altri. Verne pubblicò nel corso della sua vita un centinaio di romanzi. Era nato l’8 febbraio 1828, e si spense il 24 marzo 1905. Aveva attraversato tutto il XIX secolo, aveva accompagnato la trasformazione del mondo attraverso le invenzioni di macchine che lui stesso, con la sua fantasia, aveva anticipato. Aveva sognato razzi che portano l’uomo dalla Terra alla Luna, aveva immaginato sommergibili come il Nautilus, aveva precorso i tempi.

Per molti, Verne fu dunque, con i suoi racconti fantastici, un anticipatore del futuro, e quindi un cantore delle magnifiche sorti e progressive. In realtà Jules fu ben altro. Fu anzitutto

La cattiveria quotidiana 1961

dei coniugi Biagini
Per la serie “I pensieri di Orazia”. Siamo vittime del clima. Alla fine dell’Impero Romano faceva freddo e i barbari calavano dal nord. Ora fa caldo e arrivano dal sud.

Napoleone

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Napoleone cercò, come generale e legislatore, di unificare l’Europa e restituirle la pace, pur a costo di tante battaglie: un progetto che, se fosse riuscito, avrebbe cambiato l’intera storia di un continente condannato ai moti nazionalisti dell’Ottocento e alle Guerre Mondiali del Novecento.

Hilaire Belloc, Napoleone, Fede & Cultura, Verona 2018

Domenica XV

"E chi è mio prossimo?" (Lc 10,25). Sta a noi farci "prossimo" di chiunque che incontriamo abbia bisogno di aiuto 
di Mons. Gino Oliosi
Il Vangelo di questa domenica si apre con la domanda che un dottore della Legge pone a Gesù: "Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita veramente vita, la vita eterna?" (Lc 10,25). Sapendolo esperto nelle Sacre Scritture, il Signore invita quell'uomo a dare lui stesso la risposta, che infatti egli formula perfettamente citando i due comandamenti