di padre Giovanni Cavalcoli
“La Chiesa – dice il Concilio Vaticano II (Nostra aetate, n.3) – guarda con stima i Musulmani, che adorano l’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra”. E cita una lettera del 1076 in questo senso di S.Gregorio VII ad Al-Nasir, re di Mauritania, dove il Papa parla di “un unico Dio ammesso in diversi modi”.
Aggiunge inoltre: “Se nel corso dei secoli non pochi dissensi e inimicizie sono sorti tra cristiani e musulmani, il sacrosanto Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e a promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà” (ibid.).
In questi momenti drammatici nei quali molti cristiani in terre islamiche subiscono terribili persecuzioni in odio alla fede da parte di feroci esaltati, non ci fa male, anzi è assai utile ricordare queste parole del Concilio, che possono sembrare utopistiche o ingenuamente ottimistiche.