VII Domenica

La nostra vita cristiana vissuta in modo sapienziale per il dono dell'amore gratuito di Dio in noi
di Mons. Gino Oliosi
Nel Vangelo di oggi Gesù propone alcune riflessioni sapienziali sull'amore gratuito di Dio in noi attraverso l'ascolto della Sua Parola e l'incontro sacramentale con Lui,  risorto, vivo nel suo corpo che è la Chiesa, noi che conveniamo per la Messa.
Nella conversione al Vangelo che richiameremo mercoledì prossimo, primo giorno di quaresima, è ravvivare la disponibilità nella consapevolezza che il primo amore è Lui,
Lui il Maestro. Non si può apprendere la sapienza dell'amore gratuito senza di Lui, innalzando continuamente mente e cuore a Lui, cioè pregando in continuità.
Gesù ci rende attenti dicendo: "Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt'e due in una buca?" Siccome Cristo maestro è l'unica via, la verità, la vita il secolarismo, il silenzio su di Lui, l'assenza dell'incontro sacramentale riconduce l'etica entro i confini del relativismo e dell'utilitarismo, con l'esclusione di ogni principio morale che sia valido e vincolante per se stesso. Non è difficile constatare che questo tipo di cultura, oggi egemone in occidente, non risponde più alle domande fondamentali sul senso e sulla direzione della vita, facendo storicamente incorrere in grandi pericoli e rovine personali e sociali.
La memoria di Gesù ci ricorda: "Il discepolo non è più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro" e oggi in una cultura contrassegnata da una profonda carenza di veri maestri soprattutto sull'al di là anche del nostro corpo in cieli nuovi e terra nuova, possono offrire un aiuto al grande e inutilmente nascosto bisogno di speranza i ministri di Cristo.
Per questo fin dall'Evangelii nuntiandi  di san Paolo VI dobbiamo porre al centro  di tutta l'attività pastorale Gesù Cristo , vero Dio e vero uomo, incarnato nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Il Verbo fatto carne, il Figlio di Dio è l'unico Salvatore del mondo e l'unico mediatore sacramentale tra Dio e gli uomini. Occorre reagire ai molti che lo riducono solo a una brava persona, un fratello e un amico, un profeta del passato e un esempio di vita morale. Egli è prima di tutto la Parola che era Dio ed è Dio, il Figlio del Padre, che ha preso la nostra natura umana per redimerci, risorto è vivo parla e agisce sacramentalmente nella Chiesa e verrà a giudicare i vivi e i morti. Solo Lui adoriamo in unità con il Padre e lo Spirito santo come unico e vero Maestro.
Gesù Cristo ha fondato la Chiesa come segno visibile e strumento di salvezza, che sussiste nella Chiesa cattolica. Diede alla sua Chiesa, che è nata dal cuore trafitto morto sulla croce, una struttura sacramentale che rimarrà fino al pieno compimento del Regno. Cristo, capo, e i credenti come membra del corpo sono una mistica persona, per questo motivo la chiesa è santa, poiché Cristo, unico mediatore, l'ha costituita sulla terra come organismo visibile e continuamente la sostiene. Attraverso di essa l'opera redentrice di Cristo diventa presente nel tempo e nello spazio anche oggi con la celebrazione dei SS. Sacramenti, soprattutto nel Sacrificio eucaristico,  la S. Messa almeno della Domenica. Cristo attraverso la Chiesa trasmette con autorità la divina rivelazione, che si estende a tutti gli elementi di dottrina, ivi compresa la morale sociale, senza i quali le verità salvifiche della fede non possono essere custodite, esposte o osservate.
La Chiesa è in Gesù Cristo il sacramento universale della salvezza. E quindi anche oggi in Lui la speranza non è vana, perché Dio versa il suo amore nei nostri cuori, per trasformarli e per trasformare tutta la nostra vita.
Ascoltiamo e seguiamo il nostro unico maestro Gesù vivente  che non è maestro soltanto con le parole, ma sacramentalmente ci comunica il suo cuore, per trasformare tutta la nostra vita. Madre di Cristo maestro, prega per noi.

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