Domenica XX

Ecco l'orientamento da prendere: essere fedeli a Cristo, alla sua legge d'amore – amore verso tutti, anche verso chi ci è nemico – e, d'altra parte, essere pronti ad affrontare le difficoltà, non essere sorpresi o sconcertati se la nostra condotta non ottiene risultati positivi, anzi talvolta provoca ostilità da parte di chi, perfino nella nostra famiglia, non si comporta secondo i nostri principi

di Mons. Gino Oliosi
C'è un'espressione di Gesù, nel Vangelo di questa domenica, che attira ogni volta la nostra attenzione e richiede di essere ben compresa. Mentre è in cammino verso Gerusalemme, dove lo attende la morte di croce, Cristo confida ai suoi discepoli che si attendevano sempre risultati
positivi alla sua sequela: "Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione". E aggiunge: "D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera" (Lc 12, 51-53). Chiunque conosca minimamente il Vangelo Cristo, sa che è messaggio di pace e di fraternità per eccellenza; Gesù stesso, come scrive san Paolo, "è la nostra pace" (Ef 2,124), morto, risorto è sacramentalmente presente nella e attraverso la sua Chiesa, Suo corpo da risorto per abbattere il muro dell'inimicizia e inaugurare il Regno di Dio che è amore, fraternità vera, gioia e pace. Come si spiegano allora queste sue parole? A che cosa si riferisce il Signore quando dice di essere venuto a portare – secondo la redazione di san Luca – la "divisione", o – secondo quella di san Matteo – la "spada" (Mt 10,34)?
Questa espressione di Cristo significa che la pace che Egli è venuto a portare non è sinonimo di semplice assenza di conflitti. Al contrario, la pace di Gesù è frutto di una costante lotta contro il male contro la falsità. Lo scontro che Gesù è deciso a sostenere non è contro uomini o poteri umani, ma contro il nemico di Dio e dell'uomo, Satana in coloro che soccombono alla sua tentazione. Chi vuol resistere a questo nemico rimanendo fedele a Dio e al bene deve necessariamente affrontare incomprensioni e qualche volta vere e proprie persecuzioni. Perciò, quanti intendono seguire Gesù e impegnarsi senza compromessi per la verità devono sapere che incontreranno opposizioni e diventeranno, loro malgrado, segno di divisione tra le persone, addirittura all'interno delle loro stesse famiglie, delle loro stesse comunità. L'amore per i genitori, la venerazione addirittura anche se perdessero il senno infatti è un comandamento sacro, ma per essere vissuto in modo autentico non può mai essere anteposto all'amore di Dio e di Cristo cioè della verità. In tal modo, sulle orme del Signore Gesù, i cristiani diventano "strumenti della sua pace", secondo la celebre espressione di san Francesco d'Assisi. Non di una pace inconsistente e apparente, strumentale, ma reale, perseguita con coraggio e tenacia nel quotidiano impegno di vincere il male con il bene (Rm 12,21) e pagando di persona il prezzo che questo comporta.
La Vergine Maria, Regina della pace, ha condiviso fino al martirio dell'anima la lotta del suo Figlio Gesù contro il maligno, e continua, sempre presente con Lui, a condividerla sino alla fine dei tempi. Invochiamo la sua materna intercessione, perché ci aiuti ad essere sempre testimoni non di qualunque pace ma della pace di Cristo, mai scendendo a compromessi con il male, con la falsità. 

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