Sabato 23 novembre il Quarto Convegno di Montefiascone

E intanto Fede & Cultura pubblica gli Atti del Terzo

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di Stefano Fontana
Sabato prossimo 23 novembre si terrà il Quarto Convegno di Montefiascone (Viterbo) su “San Tommaso e la Dottrina sociale della Chiesa”, dedicato quest’anno a “Difendere la persona dai personalismi” [vedi qui il programma]. È un appuntamento ormai regolare questo che si tiene presso la Rocca dei Papi a Montefiascone, con vista sul lago di Bolsena, per quanti ritengono che la Dottrina sociale della Chiesa si fondi anche sulla “filosofia naturale della persona umana”, ossia su un uso realistico e metafisico della ragione. La Dottrina sociale della Chiesa è “teologia morale”, ma la teologia si fa con la filosofia e se lo strumento non è corretto i risultati vengono deformati.
In questi giorni, in vista di questo Quarto Convegno, è uscito il libro con le relazioni del Terzo, tenutosi l’anno scorso nello stesso luogo, che aveva come argomento centrale “Il diritto e i diritti. Il senso della legge e le leggi senza senso”. Il volume, curato da Stefano Fontana ed edito da Fede & Cultura, contiene scritti di Castellano, Cecotti, Crepaldi, Fontana, Scandroglio, Trombini, Turco. 
Stefano Fontana scrive un’ampia Introduzione al problema e un articolo in cui esamina le variazioni sul tema della legge contenute nella Dottrina sociale della Chiesa postconciliare. Danilo Castellano mostra come nella modernità e nella postmodernità la legge si sia emancipata dal diritto. Don Samuele Cecotti spiega che la Legge Nuova delle beatitudini dataci da nostro Signore non rinnega la Legge Antica dei comandamenti, come vorrebbe anche oggi il neomarcionismo (dall’eretico Marcione che contrapponeva  Vecchio e Nuovo testamento come se facessero capo a due divinità diverse). Giovanni Turco tratteggia le linee essenziali del rapporto tra diritto e politica in san Tommaso d’Aquino, mentre padre Gianluca Trombini IVE illustra il pensiero di Cornelio Fabro a questo proposito, mostrando come per il grande pensatore friulano alla base della distruzione della legge (giuridica e morale che sia) c’è la destructio metaphysicae, la distruzione della metafisica, ossia della possibilità di attingere ad un ordine oggettivo. L’arcivescovo Giampaolo Crepaldi, esaminando la filosofia politica e giuridica di Thomas Hobbes e di Karl Schmitt, segue il percorso moderno della secolarizzazione che dapprima istituisce lo Stato neutro da principi e valori per passare poi allo Stato che impone tale neutralità come propria ideologia a sfondo religioso-secolare. Infine Tommaso Scandroglio esamina il quadro eticamente orientativo per una lotta contro le leggi ingiuste, tema di grande utilità ai nostri giorni per contrastare in modo corretto e non “collaborativo” una giurisprudenza e una legislazione contrarie al diritto naturale.
La questione di fondo affrontata da questo libro che raccoglie le relazioni del Convegno di Montefiascone dell’anno scorso è cosa legittimi la legge, cosa renda legge una legge. Tale legittimazione deve esserci prima della legge, altrimenti legge è solo qualcosa che qualcuno ha imposto di ritenere tale. A quel punto però ogni legge è legge solo per il fatto di essere promulgata e così la vigenza viene a coincidere con la legittimità e la legalità con la giustizia. Se la legge è tale perché posta, ogni legge porta con sé anche la propria legittimità. Una giustificazione immanente all’atto del porre la legge non significa però nulla. La legittimazione della legge non può essere a disposizione del legislatore né di nessun altro. Il fondamento della legittimazione della legge è indisponibile, in caso contrario non solo non potremmo sapere quale legge sia giusta e quale ingiusta, ma non sapremmo nemmeno cosa sia legge e cosa no. 
Il Quarto Convegno di Montefiascone in programma sabato 23 novembre esaminerà criticamente il personalismo politico e, in modo particolare, il personalismo politico cattolico. Toccherà quindi un punto scottante della recente storia della cultura cattolica che, dal personalismo comunitario di Jacques Maritain alla svolta antropologica di Karl Rahner, ha fatto del personalismo il suo nuovo cavallo di battaglia capace, secondo una aspettativa che si è rivelata illusoria, di intercettare alcune esigenze di fondo della modernità e di dialogare da pari a pari con la cultura contemporanea. Appuntamento, allora, a Montefiascone.

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