Terza domenica

La non esperienza di Dio che ogni giorno, attraverso la Scrittura, mi parla è ignoranza o freddezza di amore in rapporto a  Cristo e di unità con i fratelli
di Mons. Gino Oliosi
Dio si fa presente spiritualmente attraverso la Bibbia (Antico e Nuovo Testamento, Antica e Nuova Storia di amore di Dio con l'umanità e con ciascuno) per raggiungerci sacramentalmente a cominciare dalla Celebrazione eucaristica. Il silenzio mortale è quello con Dio.
La prima lettura ci riferisce che Esdra, lo scriba, tornato dall'esilio assieme a molti ebrei, ha organizzato un ascolto
solenne di Dio che parla attraverso la lettura della legge di Mosè. Per l'occorrenza è stata costruita una tribuna di legno, il nostro ambone, da cui viene proclamata la lettura. Esdra apre il libro in presenza di tutto il popolo, e tutti si alzano in piedi. Esdra benedice il Signore e tutti rispondono: "Amen, Amen" cioè ci crediamo, ci fidiamo, ci affidiamo e si prostrano a terra in adorazione dinnanzi alla presenza del Signore che parla.
La legge di Mosè è scritta in ebraico, ma gli ebrei tornati in patria dopo cinquant'anni di esilio non conoscono questa lingua. Si sono abituati a parlare in aramaico e perciò hanno bisogno di una traduzione del brano letto in ebraico per essere compresa.
La prima reazione della gente nell'ascolto di Dio attraverso la lettura della legge di Mosè è di grande commozione. Il popolo piange di gioia nell'ascolto di Dio che gli parla, ma anche di dolore divenendo consapevole dei propri peccati e della necessità del pentimento, del perdono. Quando leggiamo, ascoltiamo la lettura, la spiegazione della Bibbia è anche oggi Dio che ci parla per un contatto personale, profondo, comunitario, illuminante e confortante.
Ma Esdra dice alla gente: "Questo giorno è consacrato al Signore vostro Dio; non fate lutto e non piangete! Andate, fate festa, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate fraternamente porzioni a quelli che non hanno nulla di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro, di tutti".
Questo brano di Neemia ci presenta la Domenica: dopo la dura prova dell'esilio, meritata da tanti suoi peccati e da tante sue infedeltà, il popolo si sente di nuovo fraternità benedetta da Dio.
Il Vangelo ci porta nella sinagoga di Nazareth, per una lettura ordinaria della Bibbia, che però diventa straordinaria. Luca spiega che molti hanno già fatto un racconto degli avvenimenti che riguardano Gesù, il Verbo del Padre risuonato in tanti modi e maniere nell'Antico Testamento, e oggi Parola di Dio in un volto umano. Luca dice di scriverne per i fedeli un resoconto ordinario cioè offrire ai cristiani un testo fondato su indagini precise, su informazioni sicure, in modo che la fede sia basata solidamente sulla rivelazione autentica di Dio e il Vangelo oggi racconta l'inizio del ministero di Gesù. Dopo il battesimo e le tentazioni, egli ritorna in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e comincia a insegnare nelle sinagoghe di sabato. Si alza a leggere, Gli viene dato il rotolo di Isaia e, apertolo, trova il passo in cui è scritto: "Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha inviato…". Si tratta di un passo importante di Isaia, che parla di un personaggio misterioso, sul quale lo Spirito santo si è posato, lo ha consacrato con l'unzione e lo ha inviato.
Gesù arrotola il volume, lo consegna all'inserviente si siede. Tutti rivolgono lo sguardo a lui e attendono il commento, l'omelia. Essa è molto semplice: "Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi". E fra qualche minuto, alla consacrazione si renderà sacramentalmente  attuale per noi tutta l'incarnazione, la passione, la morte, la risurrezione con il dono dello Spirito alla Comunione, cioè la capacità di amare fino al perdono tra fratelli se con gioia diremo con fede "Amen", ci credo, mi fido, mi affido. Che la Madre del Verbo ci aiuti in questa fede. 

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