Conferenza a Bari: Danilo Quinto e i radicali


PRESENTAZIONE DEL LIBRO “DA SERVO DI PANNELLA
 A FIGLIO LIBERO DI DIO” di DANILO QUINTO

Giovedì 6 settembre ’12, alle ore 17.30, presso la Sala Consiliare della Provincia di Bari, Lungomare Nazario Sauro 29, si terrà la presentazione del libro DA SERVO DI PANNELLA A FIGLIO LIBERO DI DIO, di DANILO QUINTO, prefazione di S.E. MONS. LUIGI NEGRI – Edizioni FEDE & CULTURA.

Alla presentazione, moderata da ROBERTO LORUSSO, interverranno, con l’Autore: 

FRANCESCO SCHITTULLI, Presidente della Provincia di Bari
MAGDI CRISTIANO ALLAM, giornalista, eurodeputato di Io Amo l’Italia
MICHELE COSTANTINO, Professore Emerito della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari 
ROBERTO DE MATTEI, Presidente della Fondazione Lepanto, Docente di Storia Moderna e Storia del Cristianesimo presso l’Università Europea di Roma
LUIGI D’AMBROSIO LETTIERI, Senatore del Popolo della Libertà
MICHELE EMILIANO, Sindaco di Bari
GIANVITO MASTROLEO, Presidente della Fondazione Giuseppe Di Vagno
LUCA POLI, medico, Vice-Presidente Movimento per la Vita di Baselga di Pinè (TN)
GIOVANNI ZENONE, editore, direttore di FEDE & CULTURA
La sala del Consiglio Provinciale affollatissima

L'intervento del nostro Direttore Prof. Giovanni Zenone

Oltre 200 convenuti

Il libro scandalo sui radicali

2 commenti:

radicalvillage ha detto...

Poichè all'interessante dibattito non sono stati invitati radicali, per amore della verità bisognerebbe ricordare che il libro di Danilo Quinto è stato pubblicato dopo la sua condanna in via definitiva a dieci mesi di reclusione per appropriazione indebita aggravata e continuata in seguito alla denuncia del Partito Radicale, di cui il Quinto è stato Tesoriere sino alla sua mancata riconferma.
Donato Volpicella

La Voce di don Camillo ha detto...

Siamo lieti che i radicali ci leggano. Così, possono imparare la verità, se vogliono. Non pensiamo che il loro proposito sia questo, considerato quanto siano manipolatori della verità e menzogneri, ma speriamo che Dio operi nei loro cuori la conversione e questo avverrà – lo sappiano - solo se si pentiranno dei loro peccati.

Due risposte dobbiamo al nostro commentatore.

La prima riguarda il fatto del mancato invito dei radicali alla presentazione del libro. E’ così. Loro non sono invitati per una semplice ragione: perché i cattolici – almeno un certo tipo di cattolici, quali noi intendiamo essere - non vogliono avere nessuna frequentazione e nessuna interlocuzione con il male.

La seconda risposta: Danilo Quinto è stato denunciato dai radicali dopo essersi sposato in Chiesa ed essersi convertito al Cristianesimo e dopo sei mesi dall’apertura di una causa di lavoro per i vent’anni retribuiti con prestazione occasionale. Allo stesso Procuratore della Repubblica che stava indagando su di lui – che non ha avuto mai il piacere di conoscere – ha presentato una controdenuncia documentata nella quale tra l’altro dimostrava che i radicali hanno usato parte dei soldi pubblici che lo Stato elargisce a Radio Radicale, per finanziare le campagne elettorali. Quella controdenuncia è restata lettera morta. Danilo Quinto è stato condannato a dieci mesi, con pena sospesa e non menzione, per essersi appropriato di denaro sul quale ha pagato anche le tasse. Le somme di cui è stato accusato di essersi appropriato erano scritte in bilanci pubblici oggetto di verifica contabile e approvati dai congressi all'unanimità. Questo è stato dimostrato e documentato nel corso dei processi. Per vent'anni, nessuno dei radicali ha avuto nulla da ridire sul suo operato. Dopo la sua conversione e la pretesa, così ardita, di affermare i suoi diritti di lavoratore, per i radicali diventa un ladro, un millantatore, un estorsore, un impostore dedito ad attività truffaldina. Giudizi che pubblicamente gli sono stati rivolti da Pannella, il quale vorrebbe perfino ascoltare la sua confessione a Monsignor Negri, che ha scritto la prefazione al libro, perché – ha detto a Radio Radicale il 29 luglio scorso – il "povero Danilo racconta cazzate e non credo alla sua conversione".

Danilo Quinto vive della sua povertà. Non possiede nulla, tranne la sua ragione, il suo cuore e la solidarietà di migliaia e migliaia di persone che stanno acquistando il suo libro e stanno partecipando alle presentazioni. Noi siamo fieri di essere al suo fianco, per una battaglia di libertà e di verità.