Specialisti delle cose penultime

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"In questi ultimi 30 anni i preti, e ancor più i vescovi, sono diventati molto loquaci; parlano, stendono documenti ogni giorno. C'è da passare il tempo a leggere carta; e la parrocchia? Messori parla giustamente di 'documentite', perché i documenti si sprecano: ogni Diocesi fa ogni anno il suo progetto pastorale, con carte e convegni a non finire; ma poi ogni parrocchia fa il suo, senza quasi mai voltarsi indietro per un bilancio serio e veritiero: che ne è stato in realtà? Cos'è cambiato nella vita dei fedeli? Non vi dico poi dei documenti per
chiedere perdono, a tutti: ebrei, musulmani, eretici... Quasi che essere cattolico sia una colpa e occorra chiedere permesso e perdono al mondo di esserlo, con il proposito che in futuro saremo più buoni. Una stoltezza che passerà presto. Sono questi pretucci che svuotano chiese e confessionali e non di rado fanno 'carriera'. Quando poi predicano dicono di tutto, tranne l'essenziale, che è la vita eterna. Quante volte sentite in chiesa parlare del destino ultimo e definitivo di ogni uomo? È che la teologia - che è la scienza su Dio e le realtà di Dio - si è trasformata talvolta in sociologia - che è non scienza, ma chiacchiera sul mondo. Questi preti non vi parlano più di inferno, purgatorio e paradiso. Essi sono convinti che prendere sul serio il Vangelo significhi diventare sindacalisti e psicologi, militanti di ogni causa buonista alla moda, operatori e organizzatori di Volontariato. Così la Chiesa si riduce a Caritas, a marce e manifestazioni variamente impegnate, con un'inesausta e ossessiva ripetizione di parole magiche, quali 'solidarietà', 'dialogo' e 'tolleranza'. E via di seguito. Ripeto che questi preti, diaconi e catechisti, sono purtroppo specialisti delle cose penultime, mai dell'ultimo e più essenziale problema di ogni uomo: c'è 'qualcosa' o 'qualcuno' al di là della morte? Sono le questioni ultime a costituire il nocciolo del ministero del prete e di un cristiano, più e dopo il chiacchiericcio dei dibattiti socialmente impegnati".

1 commento:

Antonio ha detto...

Non sapevo che il kimono, la katana e la fascia di Naruto facessero parte delle tradizioni cattoliche...