Il Vescovo di Verona licenzia Giovanni Zenone: troppo cattolico!

Colpito il nostro Direttore per colpire Fede & Cultura
Affermiamo la nostra piena e affettuosa solidarietà al prof. Giovanni Zenone, che con grande competenza e abnegazione dirige la Casa Editrice Fede & Cultura, che in questi anni si è affermata come una delle più vivaci e qualificate voci della cultura cattolica. Preghiamo per lui e per la sua famiglia, e preghiamo perchè la Santa Chiesa ritrovi l'Unità nella Fede.

Paolo Deotto, Direttore di Riscossa Cristiana


di Francesca Castellaneta
Può un Vescovo togliere l’insegnamento della religione cattolica ad un docente con più titoli degli altri, fedele alla Chiesa, assiduo alla preghiera, ai sacramenti, sposato con sei figli? Può far relegare quell’insegnante al ruolo di bidello in una biblioteca raddoppiando le sue ore di lavoro? Può umiliarlo così nella sua vocazione?  Può una Diocesi motivare la rimozione con presunte “carenze pedagogiche e didattiche”, nonostante il fatto che personalità della cultura e della Chiesa Cattolica (tra cui Padre Giovanni Cavalcoli, già Officiale della Segreteria di Stato della Santa Sede) siano intervenuti a suo sostegno e che almeno tre dei suoi alunni abbiano manifestato la volontà di entrare in Seminario?

Sì che può. Nonostante il premio “Attilio Mordini” ricevuto dal Professore dall’Associazione Europea Scuola e Professionalità docente nel 2008, nonostante il premio Vaticano “Giuseppe Sciacca” che tre mesi dopo la rimozione gli veniva attribuito dal Cardinale Castrillon Hoyos con la seguente motivazione: “Docente di straordinaria perizia e qualità pedagogiche, ha dato impulso alla diffusione di una sana cultura teologica e storica, scevra da compromessi ideologici e unicamente orientata a superiori finalità spirituali
nel rispetto della verità oggettiva, secondo il perenne insegnamento del Magistero della Chiesa”, nonostante l’apprezzamento e la benedizione di Papa Bendetto XVI che conserva nel suo studio privato più d’un libro pubblicato dalla casa editrice che Zenone dirige.

È accaduto a Giovanni Zenone, il quale, oltre che insegnante, è direttore di “Fede & Cultura”: 280 titoli pubblicati negli ultimi sette anni, per diffondere nell’intero Paese gli insegnamenti cristiani. Tra questi, uno degli ultimi s’intitola “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio”, di Danilo Quinto, con prefazione di Mons. Luigi Negri, e sta riscuotendo un grande successo. Nel mese di ottobre, il Vescovo di Verona, Mons. Giuseppe Zenti, ha confermato alla madre di Zenone la decisione presa due anni fa di estromettere suo figlio dall’insegnamento. Non sono bastati due anni di “espiazione” oppure sono sopraggiunti nuovi motivi? Magari proprio la pubblicazione del libro di Quinto? Può essere, considerato il numero di “amici” che i radicali annoverano dappertutto, anche tra i cattolici e gli ecclesiastici.

Finora, Zenone ha ubbidito alla decisione, in silenzio. Non si è ribellato. Ha fatto ricorso al Vescovo ma è stato respinto. Ha sofferto soprattutto sul piano esistenziale. “Mi hanno sottratto, con una motivazione paradossale, una parte essenziale della mia vita – racconta – quella legata alla formazione umana e spirituale dei giovani”. Mentre i militanti di ideologie secolarizzate e anticlericali minacciano e cercano di condizionare gli insegnanti di religione, con questo licenziamento è come se il vescovo di Verona desse ragione a Pannella e torto a un insegnante cattolico di prim'ordine che fa un’opera apologetica di portata nazionale. Ha ragione Paolo VI: il fumo di Satana è entrato nella Chiesa. E non da una fessura: dal portone principale della cattedrale.

Zenone ha sofferto anche perché ora deve sottrarre molte ore alla famiglia numerosa e al suo lavoro di editore, rischiando di mettere in una grave crisi economica questa realtà.

È inspiegabile lo zelo e la durezza con cui alcuni funzionari della Diocesi di Verona si sono accaniti contro  Giovanni Zenone, senza prendere in alcuna considerazione le numerose eccezioni giuridiche e procedurali presentate dal suo legale Abbondio Dal Bon. “Non mi resta – sostiene Zenone – che procedere con un ricorso canonico alla Santa Sede e uno civile per contrastare e respingere quella che appare come una gravissima ingiustizia. Per ora, appare come una storia di persecuzione, incomprensibile e deleteria per l’immagine e l’identità di una Diocesi intera.

da Riscossa Cristiana, 6 dicembre 2012

Aggiornamento 22 novembre 2013
Secondo indiscrezioni accreditate una "commissione" della Curia veronese - i cui membri non è dato conoscere - si è riunita il 22 novembre 2013 e ha discusso del reintegro del Prof. Giovanni Zenone Ph.D. nell'insegnamento ma ha dato parere negativo. La condizione che si chiedeva in via non ufficiale e non de visu era che non comparissero più notizie su giornali o blog sul licenziamento e sui metodi con cui è stato perpetrato dai funzionari curiali. Non c'è stato alcun contatto diretto con il Prof. Zenone. Il Vescovo non faceva parte della "commissione" e non si capisce quale sia la sua attività di governo nella Diocesi nella gestione di questo affaire.

Aggiornamento 9 gennaio 2015
A distanza di quattro anni e mezzo dalla violenta, immotivata e gravemente ingiusta rimozione dall'insegnamento del Prof. Giovanni Zenone Ph.D. la curia di Verona tace, ben contenta di aver gettato in un fosso una pietra d'inciampo. Il Prof. Zenone è sempre ridotto in una condizione di gravissima degradazione sia professionale che economica, ma il vescovo Zenti e i suoi sodali fanno le spallucce: problema risolto, per loro, e tanto peggio per Zenone, moglie e sei figli! 

10 comments:

giuseppe m sesta said...

incredibile a leggersi

Anonymous said...

Scusate, ma ha un posto di lavoro, perchè lamentarsi che deve "sottrarre tempo alla famiglia"? e alla casa editrice?
Che spiegazioni ha addotto il Vescovo? Non è che il problema sia il poco tempo da dedicare?
Non si può far tutto, e la missione dell'insegnamento richiede grande sacrificio ed abnegazione.

Giovanni Zenone said...

Caro Anonimo, prima di scrivere abbia la bontà di leggere. Il posto di lavoro ha visto il mio orario triplicarsi a parità di stipendio venendo peraltro sottratto all'insegnamento.

Anonymous said...

Caro Prof. Zenone la sua storia non si può leggere, sembra un incubo. Lei evidentemente è andato a toccare lobby che si autoproteggono a tutti i livelli. Non posso spiegarle qui la mia diagnosi, ma le consiglio caldissimamente di recarsi da un sacerdote che abbia il dono del discernimento e chiedergli di pregare su lei. Non recupererà, per il momento, il già perso, ma non andrà avanti a perdere ancora.
Confidi in Dio e stia sereno, alla fine vince Lui.

Anonymous said...

SEI COME L'AIDS, SE LO CONOSCI LO EVITI

Anonymous said...

Certo che si può. E ai Vescovi si deve OBBEDIENZA. Siete cattolici? Comportatevi da cattolici!

Giovanni Zenone said...

Il Papa ha citato quasi testualmente il mio libro A sinistra di Dio. Vediamo se farà altrettanto con le sciocchezze scritte da chi ha voluto sputtanarsi in mondovisione in un confronto con la strega atea Hack e prima si era premurato di estromettermi dall'insegnamento!

Anonymous said...

Bah, fino all'altro giorno ne avete dette di ogni a Papa Francesco, ora perché vi pare di ravvisare una citazione, subito a scodinzolargli intorno. Non siete peggiori, ma nemmeno migliori, di quei cattolici di sinistra che tanto deprecate. Si tira la sottana solo quando fa comodo.

Giovanni Zenone said...

Su La Voce di don Camillo lei non ha mai trovato né mai troverà nulla contro il Papa, non scriva falsità e sciocchezze!

vilma said...

Il Prof. Zenone lo invitai a Popoli (Pe) nel 2006, per presentare il libro "Il Codice svelato" di Marco Fasol, Fede&Cultura. Prima dell' inizio della conferenza, diverse persone in sala si rallegravano di come Dan Brown avesse finalmente smascherato le bugie della Chiesa riguardo ai Vangeli. Nello stesso tempo, alcuni di loro dichiaravano che avrebbero fatto a pezzi tutte le tesi contrarie al Codice che fossero state esposte nel corso dell'incontro.
Zenone è entrato e in poco più po' mezz'ora ha liquidato Brown e annessi e connessi. E nessuno ha avuto il coraggio do replicare.
Grazie per quello che fa, Professore. Siamo con lei e preghiamo per lei e la sua famiglia