Vita di Maria Valtorta

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La vita della mistica di Viareggio Maria Valtorta che, paralizzata dalla vita in giù, ricevette dettati e visioni sul Vangelo come se fosse fisicamente presente a quanto le veniva mostrato.
Far uscire Maria Valtorta da un devozionismo deleterio e nemico dell’intelligenza è lo scopo di questo libro. Si tratta allora di indagare, per quanto possibile, in modo rigoroso e scientifico gli accadimenti della sua vita. Uscire dai “si dice” ed entrare nei fatti che hanno caratterizzata la vita di questa donna nata a Caserta da genitori lombardi ed educata in vari collegi milanesi. Trasferitasi in vari luoghi seguendo le varie destinazioni del padre, maresciallo dell’esercito, alla fine
giunge a Viareggio nel 1924 e resta li fino alla morte avvenuta il 12 ottobre 1961. Paralizzata dalla vita in giù per una sprangata ricevuta nel 1920, dal 1934 resta bloccata in un letto. Dal 23 aprile 1943 riceve una prima locuzione e poi continui dettati e visioni. Dalla fine del 1943 ha delle visioni molto particolareggiate della vita di Gesù che, raccolte in dieci volumi, diventeranno L’Evangelo come mi è stato rivelato. Caso unico nella storia, le sue visioni sono tutte a base scientifica provata da vari accademici.

2 commenti:

Emilio Biagini ha detto...

Le prove scientifiche, nel caso di Maria Valtorta, sono ormai talmente schiaccianti che nuove prove non aggiungerebbero nulla alla credibilità dell'Opera. Inoltre, l'esattezza delle descrizioni non prova affatto che l'origine sia divina; potrebbe infatti trattarsi di opera diabolica. Il diavolo, astutissimo nell'ingannare e nel portare fuori strada i laici e specialmente i consacrati troppo infatuati della scienza, potrebbe aver dato visioni esatte, aggiungendovi naturalmente qualche piccola eresia nascosta, come veleno in un bicchiere di vino.
Naturalmente non è così. Ma come sappiamo che non è così? Lo sappiamo alla luce dei rigorosi criteri di Jean Gerson per la distinzione delle visioni vere da quelle false. Anche altri teologi (ad es. Tanqueray) hanno fornito criteri analoghi. Alla luce di "De probatione spirtituum" e "De distinctione verarum visionum a falsis", i due fondamentali trattati del grande teologo parigino, che certi preti farebbero bene a leggere e meditare, è certo che la rivelazione valtortiana è di origine soprannaturale, e che parlare di "deviazionismo deleterio e nemico dell'intelligenza" di fronte a una personalità così eccezionale come Maria Valtorta, certamente degna della devozione che si deve tributare ai santi, dimostra quanto lo scientismo abbia tratto fuori strada coloro che si fissano troppo sul lato scientifico dimenticando quello spirituale.
Se poi si volesse obiettare che solo la Chiesa può proclamare la santità o meno di un servo o di una serva di Cristo, e che i fedeli devono reverentemente tacere in attesa del giudizio di Roma, vorrei far presente che uno dei criteri di partenza nelle cause di beatificazione è la fama di santità presso il popolo. Ora io non aspiro che ad essere uno del popolo, e per me Maria Valtorta è santa, come è santo Pio XII che la Chiesa, vergognosamente, non si decide a beatificare per le pressioni delle lobbies ebraiche.
Sancta Maria Valtorta ora pro nobis.

Massimo Della Pena ha detto...

Come mai un libro così sbilanciato e discutibile non ha suscitato commenti