Contro la mattanza di cristiani


di Mauro Faverzani
Nigeria, Kenya, Egitto, Pakistan, Iraq,... È lungo ormai l’elenco dei Paesi, ove professare la propria fede può costare la vita. Non a caso la “cristianofobia” è la forma tragicamente più diffusa di persecuzione al mondo. Si va alla Santa Messa e non si è sicuri di tornare a casa vivi. Eppure, ci si va lo stesso. Possibile che il mondo resti indifferente? Possibile che l’Occidente cristiano non abbia nulla da dire? I nostri cuori son già tanto sordi al grido di aiuto, che giunge dai fratelli? Risuona il monito di Gesù Cristo: “Il Figlio dell’uomo, quando
verrà, troverà la fede sulla terra?” (Lc 18,8). “Vincere la paura”: è questo l’appello lanciato dall’europarlamentare, Magdi Cristiano Allam. Quella paura, precisa, che “porta ad illuderci che affermare la verità corrisponda ad una provocazione, che potrebbe urtare la suscettibilità degli islamici e che potrebbe promuovere ulteriori violenze da parte loro. Se non siamo neppure in grado di affermare con forza la verità qui in casa nostra, in questa terra cristiana, in questa terra di libertà, in questa terra di democrazia, significa che siamo non solo fragili dentro, ma anche che siamo morti dentro”. Per cercare di sbloccare i cuori e le coscienze, è stata promossa per questo mercoledì 18 luglio in piazza Santi Apostoli, a Roma, una manifestazione dal titolo “Salviamo i cristiani”. In segno di solidarietà con i fratelli nella fede. Ma anche un tentativo di denuncia, affinché queste gravi discriminazioni non abbiano più a ripetersi.

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