Superbia

di Giovanni Zenone
Alcune persone ci accusano di superbia e di mancanza di carità cristiana perché abbiamo l'ardire di proclamare la verità e - di conseguenza - di condannare l'errore.  Questi tali dimostrano oltre che la propria ignoranza anche la propria superbia e mancanza di carità cristiana per i seguenti motivi.

1) La superbia è il vizio di mettere se stessi e le proprie opinioni al di sopra di ciò o di chi ci sta sopra, innanzitutto Dio e quindi la verità. Talchè costoro mettono sè al di sopra di Dio, la propria opinione (doxa) al di sopra della verità (alétheia). Tale vizio è determinato non dall'ignoranza
incolpevole, ma da ignoranza colpevole, perché è evidente che la verità sia sopra l'opinione e Dio sopra la creatura. L'ignoranza incolpevole rimane ignoranza ma non è un vizio morale.
2) La carità cristiana, o la carità tout court, non è una virtù che sia possibile mettere in contrasto con la proclamazione della verità, quasi che insegnare ai somari fosse una violazione della loro libertà di essere asini, ma è anzi una e identica cosa con essa. L'ignoranza di chi mette in contrasto l'una coll'altra discende dall'erronea separazione del piano pratico da quello teoretico. In questo modo si riduce la carità alla sola filantropia (dar da mangiare, dare vestiti ecc.) estromettendone la dimensione intellettuale e spirituale, quella che Rosmini chiamava la carità intellettuale e che San Josemaria Escrivà chiamava apostolato dell'intelligenza. In termini cattolici si impugna la verità dell'unità della carità opponendo cioè indebitamente le opere di misericordia corporale (Dar da mangiare agli affamati. Dar da bere agli assetati. Vestire gli ignudi. Alloggiare i pellegrini. Visitare gli infermi. Visitare i carcerati. Seppellire i morti) alle opere di misericordia spirituale (Consigliare i dubbiosi. Insegnare agli ignoranti. Ammonire i peccatori. Consolare gli afflitti. Perdonare le offese. Sopportare pazientemente le persone moleste. Pregare Dio per i vivi e per i morti).

In sintesi la superbia intellettuale appartiene invece proprio a chi ci accusa di essa abbracciando l'ideologia relativistica  che mette la parte contro il tutto, l'errore sopra il vero. Da tale superbia scaturisce di conseguenza e necessariamente la mancanza di carità che è innanzitutto la carità della verità. Perché non può esistere carità senza verità: essa si ridurrebbe a falso bene - che è il peccato o l'induzione ad esso - cha chiama bene il male e male il bene (menzogna espressamente satanica già condannata dal profeta Isaia  5,20 «Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre».

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