Il Governo che vuole cambiare il modo di vivere degli italiani


di Danilo Quinto
L’edizione asiatica ed europea della rivista “Time” del febbraio di quest’anno, ha dedicato la copertina al Presidente del Consiglio dei Ministri italiano. “Può quest’uomo salvare l’Europa?”, ha titolato il magazine americano. Mario Monti, una risposta l’ha data: “Voglio cambiare il modo di vivere degli italiani”, ha detto.
Il nostro modo di vivere, infatti, sta cambiando rapidamente. Lo testimonia l’escalation dei suicidi tra i poveri senza lavoro e tra i piccoli imprenditori. 
Nel mese di marzo, nella sola Puglia, si sono contati cinque suicidi. L’ultimo, quello di un ragazzo di 29 anni, che aveva
perso il suo primo lavoro in una cava di pietra. Per la disperazione di non poter più aiutare la madre e il fratello più piccolo, si è impiccato.
Per l’Istituto di ricerche economiche e sociali, solo la prima ondata di crisi economica, quella tra il 2008 e il 2009, ha provocato un suicidio al giorno tra i disoccupati. Nel 2009, sono stati 357 i suicidi compiuti da disoccupati, con una crescita del 37,3% all’anno precedente. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone espulse dal mercato del lavoro (272 in valore assoluto). Nel nordest sono stati oltre 50 i piccoli imprenditori che si sono tolti la vita.
In base ai dati diffusi da Caritas Italia e Fondazione Zancan, i “nuovi poveri” sono aumentati del 13,8%, tra il 2007 e il 2010. Nel Sud l’aumento è stato del 74%. L’ISTAT sostiene che nel 2010 un milione e 156.000 famiglie erano in condizioni di “povertà assoluta” (il 4,6% di quelle residenti), per un totale di 3 milioni e 129.000 persone, che non possono permettersi di “accedere a beni e servizi essenziali con cui ottenere uno standard di vita minimamente accettabile”. Sono stati circa 8,3 milioni i cittadini costretti a vivere in condizioni di “povertà relativa”, pari al 13,8% della popolazione.
Quali provvedimenti sono stati presi nei confronti di questa situazione dal Governo che “vuol cambiare il modo di vivere degli italiani”? Nessuno. Si aumenta l’imposizione fiscale, si aumenta l’IVA, aumentano tutti i prezzi dei servizi essenziali e dei beni di prima necessità, si accentua sempre di più il solco tra i ricchi che diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, mentre nessuna misura viene presa a favore della famiglia e a difesa dell’integrità e della dignità della persona umana. Basta dire che tutto questo lo vuole l’Europa e tutti s’inchinano alla forza ed alla prepotenza di un potere eterodiretto che ha annullato la sovranità popolare ed ha annichilito la politica.
L’Europa vuole anche altro. Con le sue numerose risoluzioni a difesa di quella cultura del “genere” che vuole consentire il diritto che l’uomo renda mutevole la sua natura nel corso della vita, l’Europa vuole sovvertire i principi del diritto naturale. E il Governo italiano, nonostante la presenza di numerosi sedicenti cattolici al suo interno, si dimostra pronto ad eseguire questo “diktat”. “La diversità è un valore, deve essere tra le cose che i bambini imparano da piccoli. I semi si gettano tra i bambini e soprattutto nelle scuole. La collaborazione è già avviata con il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo”, ha dichiarato nelle scorse settimane il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, al convegno organizzato dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), operante presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, presenti tutte le associazioni LGBT (Lesbo-Gay-Bisex-Transgender). In quell’occasione l’Italia ha firmato un programma del Consiglio d’Europa che, recependo la Raccomandazione adottata dal Comitato dei Ministri CM/REC 5 del 2010, mira ad offrire assistenza tecnica e finanziaria agli Stati membri del Consiglio d'Europa nell’implementazione di politiche di contrasto alla discriminazione nei confronti delle persone LGBT, avvalendosi, in ciascuno stato, di un network informale di focal point governativi. Il programma prevede interventi nel campo della scuola per “prevenire e contrastare il bullismo omofobico e transfobico”, la prevenzione e il contrasto della discriminazione nel mondo del lavoro, informazione e sensibilizzazione nei confronti delle forze dell’ordine; e l’intervento anche su quanto verrà detto in proposito sui mass media. La Fornero ha sottolineando l’importanza dell’intervento nella scuola per combattere queste discriminazioni “attraverso l'educazione e la formazione alle diversità che esistono tra le persone e che noi dobbiamo vivere come un fatto bello della vita". No comment. L’ultima, solo in ordine tempo, “uscita” del Governo che ha l’obiettivo di “cambiare il modo di vivere degli italiani”, riguarda la Cina. Nel corso del suo ultimo viaggio nel grande paese asiatico, nella sala dell’Assemblea del Popolo a Pechino, Monti ha affermato: "L'Italia vede nella Cina un'importantissimo partner strategico e intende rafforzare il più possibile la già ottima collaborazione. Quella di oggi è un'occasione preziosa per approfondire la conoscenza delle rispettive posizioni e per sviluppare nuovi modi di collaborazione bilaterali e multilaterali con la grande Repubblica cinese". Ha poi aggiunto, nel successivo incontro alla Scuola del Partito Comunista: “Una Cina che scommettesse sul futuro dell'Italia, sarebbe vista meno come una minaccia competitiva e più come una Cina responsabile che vuole scommettere sulla rigenerazione della nostra economia. Con benefici anche sull'immagine di Pechino, visto che l'opinione pubblica italiana vi vedrebbe più vicini". Non una parola sui diritti umani calpestati dal regime di Pechino, sui mille campi di concentramento, dove, come bestie, sono confinanti i dissidenti e anche i cristiani, che lavorano 16 ore al giorno per produrre beni che invadono i nostri mercati. Tant’è: per il Governo italiano è molto più importante il mercato, come sappiamo e si esercita, anche in questo modo, a cambiare la nostra vita.
(Da Radici Cristiane, Mensile diretto da Roberto De Mattei, giugno 2012)

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