Vivere da malati per morire da sani

di Lorenzo Penotti
Vivere da malati per morire da sani. È la regola che ci viene imposta dal politicamente (teologicamente, ecologicamente, economicamente, ecc.) corretto. Farsi iniettare virus castrati che ci fanno star male e in una certa percentuale ci ammazzano o lasciano handicappati a vita nella speranza di non ammalarci. Non tirare l'acqua del cesso (con conseguenze evidenti per l'olfatto e non solo) per salvaguardare l'oro azzurro. Mangiare vegetariano, macrobiotico, vegano, biologico ecc. (cioè porcherie insapori) nell'illusione di campare un po' di più. Sono solo alcuni degli esempi dell'imbecillità elevata sistema e a dovere
morale e civile nei nostri tempi. La nuova frontiera di questa idiozia è venuta alla ribalta con l'attricetta Angelina Jolie che si è fatta tagliare i seni per timore che le venisse il tumore. Seguita a brevissimo dal manager inglese che si è fatto togliere la prostata sana (con una certezza dell'80% di impotenza) per timore di ammalarsi. Come al solito all'avanguardia di questa cultura della morte e del male sono i radicali che propugnano l'eutanasia per evitare le sofferenze. Soffrire cioè per l'eternità all'inferno per timore di passare qualche mese con doloretti alleviabili dalla medicina. Quando si perde la fede è proprio vero che si perde la ragione! Ora si perde anche la salute.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Mettere insieme il discutibilissimo intervento della Jolie con la scelta vegetariana/vegana mi sembra un'esagerazione. Per non parlare del fatto di tacciarle di propinare porcherie insapori. Sono vegano e non credo di mangiare cibi insapori.
Io vivo da sano e non da malato, perché voglio vivere bene, senza dipendere da farmaci e simili. Non mi fa paura la morte, ma il vivere male, tra farmaci e via crucis tra ospedali e "luminari" della medicina.
Il detto "vivere da malati per morire sani" è fra i più fuorvianti e assurdi che si possano udire.
Forse ci vorrebbe qualche distinguo e magari un po' più di rispetto.
Lorenzo Aquilino