Metastasi italiana

di Danilo Quinto
Tutti a imitare Grillo. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano, tutti lo adulano. Persino Berlusconi sembra stia per buttare a mare l’esperienza ormai logora di quel che rimane del PDL, per costruire il nuovo proprio sulla base del modello
proposto da Grillo. La politica non si è dissolta perché sulla scena irrompe l’artista genovese. La politica è morta e tira a campare perché ha deciso di firmare una cambiale in bianco ad un Governo  definito tecnico, che risponde ad una strategia etero diretta. Anche la società civile - quella che vuole rappresentare Grillo - condivide la responsabilità della politica. I capitali provenienti dalla corruzione - stimati in 60-70 miliardi di euro - devono essere pur riciclati, riconvertiti in denaro pulito, rimessi sul mercato. Stessa cosa deve avvenire per i capitali che derivano dall’attività della criminalità, che ha un fatturato che supera i 140 miliardi di euro, pari a circa il 7% del Pil; mentre l’agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella lotta alla droga e alla criminalità, stima un giro d’affari di 116 miliardi all’anno, evasione esclusa: l’equivalente del 7,7% del Pil nazionale. Il paese è assediato da questi dati. Sono assediati la classe dirigente - e politica - e la società civile. Da Nord a Sud. Il cancro è divenuto metastasi e non si intravvede nessuna idea che possa restituire al Paese intero la possibilità di riconoscersi in una dimensione etica del vivere civile, attraverso un progetto di governo della società.

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