A proposito delle lettere della Madonna

di Maria Antonietta Novara Biagini
La dolcissima missiva della Madonna Santissima al popolo di Messina, ricordata già nel secondo secolo dallo storico Flavio Lucio Destro (“Apud Messanenses celebris est memoria Beatae Virginis Mariae, missa ipsis ab aedem dulci epistula”), era scritta in ebraico e diceva: “Maria Vergine figlia di Gioacchino, umilissima serva di Dio, Madre di Gesù crocifisso, della tribù di Giuda, della stirpe di Davide, salute
a tutti i Messinesi e benedizione di Dio Padre Onnipotente. Ci consta per pubblico strumento che voi tutti con fede grande avete a noi spedito Legati e Ambasciatori, confessando che il Nostro Figlio, generato da Dio sia Dio e uomo, e che dopo la Sua resurrezione salì al cielo: avendo voi conosciuta la via della verità per mezzo della predicazione di Paolo apostolo eletto, per la qual cosa benediciamo voi e la vostra città, della quale noi vogliamo essere perpetua protettrice. Da Gerusalemme 3 giugno anno 42 di Nostro Figlio. Indizione 1, luna XXVII.”

Anche questa è religione “un po’ soft, sull’aria e sulla strada degli gnostici, e con dietro lo scandalo”? È identità cristiana scandalosa? La Madonna è la Regina, e può scrivere come, quando, quanto e quanto a lungo, e a chi vuole.

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