Buon vino ed allegria

“Che regni fra i cattolici buon vino ed allegria. In linea di massima è l’esperienza mia: Benedicamus Domino e sempre così sia!”.

Questa frase dello scrittore anglo-francese Hilaire Belloc (1870-1953) condensa una verità profonda in un modo molto arguto e piacevole. Il buon vino (consumato ovviamente con sobrietà) e l’allegria sono ingredienti essenziali per la vita cristiana. Ricorda l’altra celeberrima frase: “Un santo triste è un tristo santo” ed ammonisce noi tutti a non soccombere alle tristezze del mondo ed a lasciarci tentare dal Maligno. Il Diavolo è un essere personale serio e razionalista poco incline al sorriso e ad una amichevole bevuta. Egli è troppo impegnato con le sue trame diaboliche per essere a sua volta … tentato dal bene!
Come si può allora benedire il Signore se, come recita il Salve Regina,viviamo in “questa valle di lacrime”?
Lo sconforto che potrebbe derivare dall’assunzione di questo profondo concetto teologico ed esistenziale ci potrebbe indurre a pensare che sarebbe preferibile vivere il carpe diem piuttosto che impegnarsi nell’apostolato e nella testimonianza cristiana. Sarebbe preferibile, per esempio, cogliere l’attimo fuggente di una sbronza solenne  piuttosto che salire la Via Crucis dolorosa dell’insuccesso mondano.
Hilaire Belloc, con tutta modestia, vuole presentare, a supporto della tesi :“Che regni fra i cattolici buon vino ed allegria”, anche la sua esperienza , che non è un’esperienza esclusivamente sua, come potrebbe erroneamente intenderla l’uomo moderno (o post-moderno, come si dice). Si tratta della constatazione normale che qualsiasi persona, nel vissuto ordinario, dovrebbe sperimentare.
L’esperienza di Hilaire Belloc è tuttavia riscontrabile , a dovere di cronaca ed a sostegno della sua autorità, anche in un’intensa attività di brillante conferenziere su variegati argomenti e su una prolifica pubblicazione di saggi, poesie e biografie soprattutto di profilo storico (più di 150 libri, dei quali pochissimi tradotti in italiano).
Belloc  ci ricorda invece che la vita cristiana deve essere comunque condita con la sana allegria, nonostante tutte le avversità del mondo. Ci ammonisce che non dobbiamo ambire all’applauso del mondo, ma che piuttosto dobbiamo cercare la Volontà di Dio!
Con un buon bicchiere di vino ed in allegria.
Sempre così sia!
(Fabio Trevisan, Vice-Presidente di Fede & Cultura, dal settimanale di Trieste Vita Nuova)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Che in questo sito regni il buon vino, forse in quantità un po' troppo alte, è palese.

Mauro Buratti

La Voce di don Camillo ha detto...

Caro Buratti,
pubblico il suo intervento scioccherello e offensivo in modo gratuito per mostrare a chi ha la botà di leggerci la miseria di alcuni commenti - la maggior parte di quelli di tale o peggio risma li eliminiamo senza pubblicarli.
Giovanni Zenone
Direttore
Fede & Cultura

Anonimo ha detto...

Lo dicevo che il buon vino regna sovrano...

Mauro Buratti

Tommaso Pellegrino ha detto...

Buratti: abbia la compiacenza di indicarci la denominazione del vino che consuma lei. Vista l'alta gradazione alcolica che si direbbe esso abbia, a giudicare dalla lucidità dei suoi interventi, ci perettiamo persino di dubitare che si tratti davvero di vino!
Tommaso Pellegrino-Torino
www.tommasopellegrino.blogspot.com