La cattiveria quotidiana 37

di Maria Antonietta Novara Biagini
Il politico progressista e democratico conclude il comizio gridando: “Non vogliamo razzismo, non tolleriamo l’omofobia, abbasso la transfobia.” Conclusa la sparata, mentre si avvicina alla lussuosa auto blu, gli si avvicina un africano male in arnese, supplicandolo: “Tu aiuta me, io fuggito mio paese dove noi ghei lapidano.” Il politico progressista: “Sciò, pussa via, brutto f… n...”.

La cattiveria quotidiana 36

di Maria Antonietta Novara Biagini
Un barcone di africani approda a Lampedusa dopo essere stato debitamente soccorso dalla vigile motovedetta che protegge (si fa per dire) le coste della felice repubblica nata dalla resistenza. A bordo la solita serie di africane più o meno incinte e accompagnate da numerosi bambini. I militi procedono all’identificazione e per primo si presenta un aitante africano che dichiara: “Io chiedere asilo, io ghei (gay) e in mio paese ghei bruciati e lapidati.” “Bene, accoglieremo la sua richiesta di asilo. Ora avanti le donne e i bambini.” “Un momento, questo mio harem e questi miei figli.” “Ma lei non era ghei?” “Fino a un momento fa sì, ma ora sono di nuovo io”.

Il nostro apostolato

di San Massimiliano Maria Kolbe
Bisogna inondare la terra con un diluvio di stampa cristiana e mariana, in ogni lingua, in ogni luogo, per affogare nei gorghi della verità ogni manifestazione di errore che ha trovato nella stampa la più potente alleata; fasciare il mondo di carta scritta con parole di vita per ridare al mondo la gioia di vivere.

La cattiveria quotidiana 35

dei coniugi Biagini
“Ma Eminenza, c’è un politico che vuol mettere il crocifisso nei luoghi pubblici?” “Il crocifisso? Cos’è il crocifisso?”.

La cattiveria quotidiana 34

dei coniugi Biagini
Nuova intenzione di preghiera postconciliare: “Preghiamo per i perfidi Biagini perché si secchi la loro maligna ispirazione satirica”.

Diavoli

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Parlare di esorcismo genera un senso di paura, perché mette in contatto con la realtà del male, un male oscuro e ambiguo, nelle sue forme storiche più eclatanti, quali le guerre, l’olocausto, la strage di bambini, di cui la mafia, la criminalità organizzata si è macchiata e continua a macchiarsi, o nelle sue forme più occulte e sottili, come la corruzione più o meno strisciante con denaro e con favori, che imperversa nel pubblico e nel privato. Porre questo tema alla presenza di

Preghiera

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di Camillo Langone (Il Foglio 2 luglio 2014)
Cerco di non leggere gli antipatizzanti di Papa Francesco (e non perché Papa Francesco mi stia simpatico: la simpatia non è un mio parametro). Ma stavolta ho ceduto e ho letto “La chiesa ribaltata” di Enrico Maria Radaelli, testo carbonaro e autore più persuasivo di altri, quasi severiniano nel suo argomentare. Purtroppo i cosiddetti tradizionalisti (quale tradizione può esistere fuori dalla successione apostolica?) leggono tutto meno che il Nuovo Testamento e Radaelli in dediche, lettere e mail insiste nell’appellarmi “dott.”, ignaro del mio cursus studiorum (istituto agrario) così come di Matteo 23,10: “E non siate chiamati dottori”. Per la malattia del tradizionalismo, come per

Ci siamo spostati dopo 13 anni

Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...