L'umorismo di Dio

Molto spesso le ideologie vanno in senso diametralmente opposto a quello che ufficialmente dichiarano di seguire. In termini tecnici si chiama eterogenesi dei fini, in termini più divertenti potrebbe chiamarsi umorismo di Dio”.
Questa frase è tratta dal volume: “Il seme sepolto”(Ed. Fede & Cultura), che contiene quattro spassose commedie giudiziarie connotate da un forte spirito critico ed umoristico. L’autore, Emilio Biagini, ordinario della cattedra di Geografia all’Università di Cagliari, non è nuovo a questo genere letterario; infatti ha all’attivo un’altra opera di pièces teatrali satiriche: “Saccenti ed altri serpenti”, oltre ad altri racconti e romanzi. Nel prologo Biagini riepiloga il suo intento costruttivo ed ironico: “Poveri geografi. Per tanto tempo hanno insegnato che la terra è rotonda e non si sono mai accorti che è piatta … nel suo centro sorge il Tribunale: un austero edificio dove si cerca di portare alla luce il seme sepolto della verità”. Ecco spiegato il
 significato del titolo del libro ed il perché i temi vengano dibattuti entro una cornice teatrale-giudiziaria. Basta poi scorrere la sfilza dei personaggi per rendersi esatto conto dei bersagli polemici: imputate sono la Metafisica e la Scienza, querelante lo Scientismo nella commedia giudiziaria più estesa del libro, dal titolo emblematico: “Chi si fida degli scienziati ?”; il quadro allegorico è evidentemente molto esplicito e diretto, come nella pièce: “Camillo, mago del cavillo” dove l’Autore ricostruisce in chiave ironica la storia dell’unità dell’Italia nel 150° anniversario della ricorrenza. Accanto al malcelato Conte Camillo, appunto mago del cavillo, compaiono due Peppini: Peppino l’Ideologo (Mazzini) e Peppino il Pistolero (l’inequivocabile Garibaldi); l’imputata è Petra, la Pietra, la Chiesa, che sarà alla fine assolta dal pubblico accusatore che, dapprima affascinato, sarà alla fine convertito dalla Santa Madre e vedrà il suo giudizio capovolto. Emilio Biagini ci offre così, in modo originale, un dibattito su alcuni temi scottanti (il valore della scienza, l’unità d’Italia, il caso Martin Lutero, lo scenario nascosto della seconda guerra mondiale) dove le allusioni ed i rimandi storici sono frequenti e comprensibili in uno stile chiaro e mai appesantito dalla notevole erudizione dell’Autore. Credo che si possa sintetizzare con le parole del Giudice Buonsenso l’intento propositivo di Biagini: “Non abbiate paura. Non possono vincere sempre. Il vuoto non può sopraffare l’Essere, la menzogna non può vincere la Verità … Alla fine di ogni cosa saranno strappati tutti i veli della menzogna e dell’arroganza. Alla fine di ogni cosa il Re vincerà poiché Egli è la Verità”. Ecco il seme sepolto dimenticato da un’umanità peccatrice, ecco, come suggerisce il sottotitolo, la follia della Verità venuta per poterci redimere e rendere felici in eterno.
(Fabio Trevisan, Vice-Presidente di Fede & Cultura)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Questo post mi ha ridasto la fiducia nella odierna società .
Aspetto con ansia il Giudice Buonsenso .
Ma la vera domanda è : sapremo riconoscerlo ?

Micio

Anonimo ha detto...

La VERA domanda è: ma vi paiono argomenti su cui scherzare?!?!