Togliete il crocifisso, togliete la ragione

La Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha “deliberato” che si tolga il Crocifisso dalle aule scolastiche, facendo suscitare legittime opposizioni e prese di posizione contrarie e furenti. Togliendo il Crocifisso si elimina la ragione. Ecco come lo dimostrò Gilbert Keith Chesterton nel libro : “La sfera e la croce”, mettendo a confronto il Professor Lucifero ed il monaco Michele.

“Tutti gli strumenti del professor Lucifero parevano gli antichi strumenti dell’uomo resi irriconoscibili da un’improvvisa pazzia, quasi senza più traccia della loro origine … del suo aereo tutto insomma egli aveva inventato, tranne, forse, se stesso. In realtà egli era nato troppo tardi per potersi inaugurare; ma era tuttavia convinto d’essersi almeno notevolmente perfezionato… Come ti stavo dicendo – parlò il monaco – un uomo aveva adottato l’opinione che il segno del cristianesimo fosse un simbolo di barbarie e di irragionevolezza. È una storia assai interessante. Ed è una perfetta allegoria di ciò che accade ai razionalisti come te, Lucifero. Egli cominciò, naturalmente, col bandire il crocifisso da casa sua, dal collo della sua donna, perfino dai quadri. Diceva, come tu dici, che era una forma arbitraria e fantastica, una mostruosità; e che la si amava soltanto perché era paradossale. Poi diventò ancora più furioso, ancora più eccentrico; e avrebbe voluto abbattere le croci che si innalzavano lungo le strade del suo paese, che era un paese cattolico romano. Finalmente, s’arrampicò sopra il campanile di una chiesa, ne strappò la croce e l’agitò nell’aria, in un tragico soliloquio sotto le stelle. Una sera d’estate, mentre ritornava lungo un viale, a casa sua, il demone della sua follia lo ghermì di botto gettandolo in quel delirio che trasfigura il mondo agli occhi dell’insensato. S’era fermato un momento, fumando la sua pipa di fronte a una lunghissima palizzata: e fu allora che i suoi occhi si spalancarono improvvisamente. Non brillava una luce, non si muoveva una foglia; ma egli credette di vedere, come in un fulmineo cambiamento di scena, la lunga palizzata tramutata in un esercito di croci legate l’una all’altra, su per la collina, giù per la valle. Allora, facendo volteggiare nell’aria il suo pesante bastone, egli mosse contro la palizzata come contro una schiera di nemici. E, per quanto era lunga la strada, spezzò, strappò, sradicò tutte quelle croci che trovava sul suo cammino. Egli odiava la croce: ed ogni palo era per lui una croce. Quando arrivò a casa, era pazzo da legare”.

Gli illustri professori della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo sono anche loro nati troppo tardi per potersi inaugurare e, sono convinto, pensano anche loro di essersi tuttavia notevolmente perfezionati. Meditiamo su quest’allegoria di Chesterton di cento anni fa.
Fabio Trevisan

Democrazia-divisione

Qualsiasi tentativo di svalutare la vera comunità della Chiesa universale in favore di un modello ipoteticamente più democratico di Chiese regionali è un grave errore. Una delle tecniche costanti usate dalla tirannia è dividere e neutralizzare i propri oppositori, isolare qui movimenti o voci che ostacolano il dissolvimento dell'identità.
(Michael D. O'Brien, Il nemico, 2008, p. 461)

Cesserà ogni giustizia

Il Trono dell’ultimo Impero Cattolico Romano crollerà, e lo scettro cadrà dalla mano tremante di colui che siede sul trono. Da quel momento cesserà ogni giustizia, o sarà calpestata .
(S. Ildegarda in Antonello Poddighe, L'Anticristo - Profezie, p. 64)

Filantropia

La filantropia aveva preso il posto della carità; la soddisfazione aveva sostituito la speranza e la fede era stata spodestata dalla cultura.
(Robert Hugh Benson, Il padrone del mondo, 1907)

Egualitarismo contradditorio

L’uguaglianza dei diseguali urta contro la varietà dell’essere creato, rompe cioè contro il principio di contraddizione, ma è fondata su una situazione di superbia che rifiuta il proprio bene quando sia determinato da una disparità, tenuta per umiliante, laddove è invece originalità e ricchezza.
(Romano Amerio, Iota unum, Fede & Cultura 2009, p. 189)

Non crederei

Io stesso non crederei al Vangelo, se non mi spingesse a credere l’autorità della Chiesa cattolica.
(S. Agostino, Contro la lettera di Mani, 5.6)

Diffidate, anzi meglio, incoraggiate le imitazioni!

Chi si è letto e gustato il “Candido” di Giovannino Guareschi ed ha un’onesta e cristiana coscienza, non può che esultare dinanzi a tanta scuola di giornalismo critico ed umoristico. Le rubrichette: “Visto da destra, visto da sinistra”, “Giro d’Italia”, le strisce “Contrordine compagni” e tanto tantissimo altro testimoniano l’altezza e genialità di questo grande scrittore cattolico emiliano. Inimitabile! Nessuno ha la pretesa (ridicola) di salire a tali elevatissime vette. Nessuno, tantomeno noi. Ciononostante ci piace occuparci di Guareschi e delle sue indimenticabili “creature” (Don Camillo in primis). Indegnamente, certo, ma con un autentico spirito di persone che faticosamente tentano di seguire il suo ineguagliabile umorismo. Non ci vergogniamo di imitarlo, quindi, e speriamo, grazie a Dio, di non scimmiottarlo. Cercheremo quindi di stare nei binari guareschiani senza scadere in gratuite volgarità, turpiloquio e disquisizioni prolisse. Solamente brevi argomentazioni serie e serene, aperte ad un dibattito serrato ma all’insegna (si spera) di un sano umorismo cristiano. Ogni cosa che si rispetti, sia scienza o sia arte, ci insegna un altro grande, Gilbert Keith Chesterton, deve porsi dei limiti. Tanto che l’essenza del quadro artistico è appunto la sua cornice! Quindi noi imitiamo e ci limitiamo (ad imitare). Non abbiamo altra pretesa che, attraverso La Voce di don Camillo, si possa far parlare Cristo, la Chiesa, la tradizione dei Santi. Ci rendiamo conto che non è una pretesa da poco, ma cercheremo di fare del nostro meglio, magari anche con il vostro aiuto. Possa questo umile e modesto strumento (il sito La Voce di don Camillo) cercare di far capire l’orizzonte nel quale ci muoviamo ed il proposito di provocare nelle persone un’attenzione maggiore alle sfide dell’evangelizzazione nell’ora presente.
Fabio Trevisan

L'apparenza non inganna

Prendo lo spunto da un altro mio illustre collega e predecessore, il famoso prete-detective Padre Brown, per dirvi che spesso, come anche l’espressione popolare afferma, l’apparenza inganna. Chi l’avrebbe mai detto che un pretino piccolo e insignificante come Padre Brown nascondesse un’acutezza , di primo acchito, insospettabile ? Chi avrebbe mai pensato che un sacerdote cattolico così inerme potesse affrontare e vincere con il bene un ladrone incallito e gigantesco come Flambeau ? Appunto, spesso l’apparenza inganna. Chi meglio di Padre Brown avrebbe potuto custodire la pregiatissima croce azzurra tutta tempestata di diamanti e perle preziose? Chi avrebbe potuto cogliere in quegli occhi ed in quell’espressione vaga come gli gnocchi del Norfolk, la fierezza dell’ortodossia cattolica? Bisogna essere prudenti e soprattutto vigili per non lasciarci ingannare dall’apparenza. Sotto l’apparenza di bene anche il Diavolo inganna con le sue perfide insinuazioni, i suoi malvagi sospetti, le sue cattive calunnie, ma inganna soprattutto gli ingenui e gli stolti, cioè quelli che si lasciano “catechizzare” dal mondo e non dalla Santa Romana Chiesa, della quale faccio parte, con tanto onore seppur indegnamente. Gli ingenui e gli stolti come… Peppone e i suoi compari! O meglio i tanti asini che si agitano nel panorama politico e culturale dei nostri giorni. Se non l’avete ancora capito, ascoltate bene quello che ho da dirvi e vi assicuro che questa volta l’apparenza non inganna : “La voce di Don Camillo è tornata!”. La voce di Don Camillo non solo è tornata ma è tuonata contro tutti gli atei e anticristi del mondo. Se pensate che sia solo un’apparenza vi sbagliate di grosso. Don Camillo è tornato, con la sua voce e le sue braccia, con i suoi piedi e la sua faccia. Don Camillo è tornato, ma con lui è tornato anche il Crocifisso, portato sulle sue spalle. Il Crocefisso è tornato, ben piantato, alto tre metri, pesante e sofferente. Con Don Camillo, siamo sicuri, ora anche Cristo potrà finalmente parlare! Ed allora… Bentornato Don Camillo!
Fabio Trevisan – Vice Presidente di Fede & Cultura