lunedì 18 agosto 2008

Viva la Lettonia!!!

Cari Amici,
viva la Lettonia dove, per ora, hanno vinto il buono senso e la moralità!
Ecco di seguito quanto trasmesso da Corrispondenza Romana.
Paolo Deotto

OMOSESSUALITA’: il Parlamento della Lettonia resiste alle pressioni UE

Nonostante quanto stabilito da una normativa dell'Unione europea, il Parlamento della Lettonia ha deciso di escludere dalla sua Legge Anti-Discriminazione il divieto di discriminazione in base all'orientamento sessuale. I legislatori lettoni hanno rifiutato di mettere in atto tale normativa nonostante fosse fra le condizioni per l'acccesso della Lettonia all'Unione nel 2004.
In Lettonia il Disegno di legge Anti-Discriminazione fu presentato nel marzo 2004 allo scopo di adempiere ai requisiti imposti dall'UE per l'uguaglianza razziale e occupazionale, che comprendono un divieto esplicito della discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale. Ma diversi membri del partito al governo, i Cristiano-democratici, hanno chiesto la cancellazione della clausola sull'orientamento sessuale, definendo l'omosessualità come “peccaminosa” e “degenere”.
La Lettonia è l'unico stato dell'UE a non avere una normativa specifica contro la discriminazione sul lavoro e nelle politiche di assegnazione di alloggi che faccia riferimento all'orientamento sessuale.
Quest'ultima mossa da parte del Parlamento lettone ha nuovamente suscitato le ire degli attivisti omosessuali. Nel dicembre 2005, il parlamento aveva approvato con una maggioranza schiacciante un emendamento costituzionale per proteggere la definizione tradizionale del matrimonio. Ai sensi del codice civile della Lettonia era già illegale il “matrimonio” fra persone dello stesso sesso, ma adesso l'emendamento costituzionale afferma esplicitamente che il matrimonio può esistere solo fra un uomo e una donna.
I rappresentanti dell'Associazione internazionale gay e lesbiche (ILGA) esigono che l'UE riveda l'ammissione della Lettonia all'Unione e ha detto di sperare che la Commissione europea avrebbe fatto dei passi legali per assicurare che la legge venga applicata in pieno. La direttrice di ILGA-Europa, Patricia Prendiville ha dichiarato che «come stato membro dell'Ue la Lettonia si sta comportando in modo contraddittorio e mancante di rispetto per i principi di uguaglianza e di non-discriminazione concordati e confermati dai vari trattati UE». Riccardo Gottardi, Co-presidente dell'ILGA – Consiglio esecutivo per l'Europa ha detto: «crediamo sia giunto il momento di agire in modo concreto e serio perché tutti nell'Unione europea abbiano ben chiaro il fatto che l'omofobia e le altre forme di discriminazioni non sono accettate e saranno affrontate nella maniera più seria».
All'ILGA è stato più volte rifiutato dall'ONU l'accredito come ONG perché ammette fra i suoi membri i gruppi pedofili. Le linee guida dell'ONU per l'accredito delle ONG proibiscono anche alle ONG di procedere ad attacchi «motivati politicamente» contro gli stati membri dell'ONU. Gli attacchi dell'ILGA alla Lettonia probabilmente saranno visti come una violazione di questo divieto.
Il giorno prima della decisione del parlamento della Lettonia, l'UE aveva approvato una risoluzione per la lotta all'omofobia che prevederebbe delle sentenze contro fatti di omofobia, anti-semitismo e islamofobia. Nonostante la pressioni dagli attivisti omosessuali e dall'UE, i parlamentari della Latvia hanno considerato improbabile che venga reintrodotto o sostenuto il divieto di discriminazione in base all'orientamento sessuale. Il disegno di legge Anti-Discriminazione della Lettonia sarà votato in seconda lettura in autunno.
(CR1055/02 del 16 agosto 2008)

giovedì 14 agosto 2008

Cattocomunisti impenitenti!

Il direttore della testata a fianco dichiara, in perfetto stile sovietico: "Non ci sentiamo sconfessati dalla Santa Sede". Oltre all'eresia impenitente anche la faccia tosta di negare l'evidenza di una totale smentita della linea di un giornale che ha preso ormai da molti anni una direzione sbagliata (sinistra) tutto tranne che cattolica.
NON COMPERATE FAMIGLIA CRISTIANA!!!! Don Camillo lancia l'appello a tutti i cattolici, a tutti i parroci, a tutte le parrocchie: Basta con Famiglia Cristiana! Non è nè famiglia (erano a favore di Prodi che voleva l'unione dei pederasti), nè cristiana (è comunista ed è stata commissariata dal 1997 da Papa Giovanni Paolo II per eresie in campo sessuale. Non diamo soldi ai nemici della Chiesa! Non comperate mai più Famiglia Cristiana, facciamola fallire!
don Camillo

Famiglia scristiana smentita dalla Chiesa Cattolica

Il Vaticano prende le distanze da "Famiglia Cristiana" che paventa un governo "fascista". Interpellato dall'ANSA, il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha precisato che il settimanale dei Paolini "non ha titolo per esprimere né la linea della Santa Sede né quella della Conferenza episcopale italiana". Finalmente una precisazione che ci si attendeva da molti anni rispetto alla totale uscita di strada verso sinistra di Famiglia Scristiana, autentico esemplare di cattocomunismo militante e perdente. Perdente perchè la gente si è stufata di queste coglionerie e ormai sono pochissimi che comperano quella carta da toilette. Ringraziando il Cielo! Io auspico ora la totale rimozione di tutti i lavoratori di quel giornalaccio e la loro sostituzione con gente cattolica. Tutto, ben inteso, a spese dei Paolini, per la gloria di Dio e per rimediare al tanto male fatto alle anime sino ad ora.
don Camillo

mercoledì 13 agosto 2008

IL fascismo?

Famiglia cristiana insiste con le cretinate. Paventa il fascismo! L'ideologia ha loro chiuso gli occhi davanti alla realtà. Il nemico è il sinistrismo che nega e distrugge le radici cattoliche, non un minimo - molto meno del necessario - di rigore. D'altra parte sappiamo che non sono cattolici, ma nemici della Chiesa infiltrati e ora neppure più travestiti da suore o da preti, perchè si sono rivelati per quello che sono: comunisti. Gente che negando il principio di autorità sente puzza di autoritarismo ogni volta che un governante fa il suo stretto dovere.
don Camillo

venerdì 8 agosto 2008

Eretici impenitenti

Il quarantesimo anniversario dell’enciclica Humanae vitae, celebrato da Benedetto XVI con il discorso del 10 maggio, è stato invece occasione in altri ambienti per ribadire e aggravare quelle posizioni critiche che già a suo tempo colpirono il profetico documento pontificio. Ci riferiamo, ad esempio, alla nota rivista “Concilium”, fondata nel 1965 da un pool di teologi come Rahner, Congar o Hans Kùng, la quale nel primo numero dell’edizione italiana del 2008, non ha lesinato attacchi e disprezzo per le tradizionali posizioni della Chiesa in materia di procreazione, famiglia e omosessualità.

Un altro durissimo esempio di quel dissenso, che stranamente da parte di certi osservatori si vorrebbe del tutto passato, è stato quello messo in atto dai cosiddetti Catholics for choice (meglio sarebbe dire for death) che sul “Corriere della Sera” del 25 luglio 2008 hanno accusato il Vaticano di contribuire, nella difesa intransigente del Vangelo sine glossa, alla diffusione dell’Hiv, della povertà e della morte!

Una importante messa a punto della sovversione teologica promossa dal progressismo cattolico si è invece avuta in un lungo articolo del card. Francis J. Stafford, Penitenziere Maggiore (cfr. “Osservatore Romano” del 25.07.08, p. 5).

Il cardinale ricorda assai bene quell’anno fatidico e spartiacque dell’ultima rivoluzione che definisce incisivamente come «un calice amaro».

«Nel 1968 – scrive il prelato – accadde qualcosa di terribile nella Chiesa». Contro l’idea, oggi comune in tanta cultura ecclesiale, che il dissenso e gli errori nati nella teologia di quegli anni, siano ormai superati e quindi non bisognosi di nuove censure, il card. Stafford afferma al contrario che: «quelle ferite continuano ad affliggere l’intera Chiesa».

Giovane sacerdote aveva sviluppato le sue riflessioni etiche e le sue convinzioni morali in famiglia e in parrocchia: la canonizzazione di Maria Goretti (1950) venne a confermare, dall’alto, una struttura teologica già acquisita. Ma già negli anni di ministero sacerdotale a Washington e Baltimora dal 1958 al 1966 si accorse dei «cambiamenti negli atteggiamenti degli americani verso la virtù della purezza. In entrambe le città si stava verificando un aumento vertiginoso delle gravidanze fuori dal matrimonio».

Paolo VI sin dal 1966 aveva affidato ad una Commissione ad hoc l’analisi dei temi oggetto dell’Humanae Vitae. Si sa che la maggioranza dei suoi membri si espresse in favore di un cambiamento dottrinale e della rottura: la Chiesa avrebbe dovuto ammettere la contraccezione e rompere con l’insegnamento del passato, per esempio della Casti connubi (1931). Il Papa, invece, fondandosi sulla sua Autorità petrina di Vicario di Cristo promulgò il coraggioso documento, scatenandosi contro le ire dei novatori.

Ricorda Stafford: «A Baltimora, all’inizio dell’agosto 1968 (…) ricevetti per telefono l’invito (…) a partecipare all’incontro di alcuni sacerdoti di Baltimora, per discutere dell’Enciclica (…). Accettai l’invito».
L’allora giovane parroco si attendeva un incontro sacerdotale come tanti altri per affrontare dei temi importanti, ma invece si trovò nel mezzo di una manovra subdola delle frange teologiche di Sinistra che complottavano per opporsi al Papa e al Vangelo. «Dopo averci accolto e presentato al gruppo dirigente il pastore venne al dunque. Pretendeva che ognuno di noi sottoscrivesse la “Dichiarazione di Coscienza” (contro l’Enciclica di Paolo VI)». Tale eversiva Dichiarazione alla fine dell’incontro-manovra «fu letta ad alta voce (…). Non ci fu tempo di discutere, riflettere o pregare. Ogni sacerdote doveva rispondere “sì” o “no”».

Il card. Stafford ha l’onore di poter dire 40 anni dopo che fra i molti sacerdoti presenti fu l’unico a non firmare il documento. Allora il futuro porporato vide coi suoi occhi il vero volto dei modernisti di sempre: ingiurie, violenza e manipolazione.

A tanti anni dai fatti, il cardinale Stafford fa questa amarissima constatazione: «Il mondo sotterraneo che ha sempre accompagnato le comunità cattoliche, chiamato gnosticismo dai nostri antenati, era di nuovo riaffiorato e aveva tentato di usurpare la verità della tradizione cattolica».

Tanti esempi anche recentissimi mostrano che la situazione non è poi migliorata di molto se lo stesso Cardinale può scrivere con saggio realismo: «Il disprezzo della verità, in forma sia aggressiva sia passiva, è divenuto comune nella vita ecclesiale». E ancora: «I presbiteri diocesani non si sono ripresi dalle notti di luglio e agosto 1968. Molti nella vita consacrata hanno fallito la prova evangelica». Infine con santo zelo e fondato timor di Dio: «Tremiamo tutti di fronte alla collera di Dio, piangiamo i nostri peccati [pensiamo alle leggi sul divorzio, sull’aborto, sull’eutanasia, sui matrimoni omosessuali, alle eresie diffuse da giornali cattolici, etc.] e imploriamo dal Padre il ricordo misericordioso dell’obbedienza di Dio».

Il fatto che il capo della combriccola che aveva organizzato la Dichiarazione dieci anni dopo i fatti non solo non fosse stato rimosso, ma fosse ancora parroco e per giunta della stessa parrocchia, senza aver cambiato di posizione, lasciò perplesso nel 1978 il cardinal Stafford. A noi oggi dà tutta la misura della crisi di fede che da allora, in America e nella Chiesa intera, non è mai più guarita.

(CR1053/01 del 2 agosto 2008)

giovedì 7 agosto 2008

Comunisti clonati

La notizia è davverpo sensazionale: la clonazione è stata scoperta e usata già a metà dell'ottocento! Marx l'aveva scoperta ed è riuscito a clonare se stesso e una mescolanza di altri folli in numero enorme. Sono i comunisti, i sinistri, gli spiriti liberi, gli aperti, gli ecumenici i verdi... Gli stessi cloni (parola che somiglia ai tanto famigerati coglioni che votano a sinistra di cui parlò Berlusconi!) che oggi, nella loro cloneria rifiutano la clonazione dei cani.
don Camillo

mercoledì 6 agosto 2008

Cani clonati

La Lega Antivivisezione strepita perchè una povera donna - che evidentemente non ha di meglio per trovare soddisfazione - ha fatto clonare il proprio cane morto. E' "aberrante" l'idea di "poter ordinare la nascita di cani come un qualsiasi altro oggetto", commenta Michela Kuan, della Lega antivivisezione (Lav), sulla prima clonazione di un cane a fini commerciali. Ma guarda un po', parole identiche - sebbene riferite alle bestie invece che agli esseri umani - a quelle che da anni dicono i cattolici e i pro-life tanto osteggiati proprio dai verdi e compagnia briscola. Per questa gente è aberrante riprodurre un animale a proprio piacimento ma è un dovere morale fare i figli a proprio piacimento (belli, sani, occhi azzurri, magari, e capelli biondi, con la predisposizione alla musica, alla matematica, agli affari e senza malattie ereditarie, sennò li ammazzano prima che nascano). Don Camillo invoca il fuoco dal Cielo su questa umanità ormai totalmente preda del demonio.
don Camillo

martedì 5 agosto 2008

Meglio di no

Non andare alle olimpiadi degli assassini comunisti cinesi.
don Camillo

lunedì 4 agosto 2008

Messa quotidiana

Nell'omelia nela cattedrale di Sidney del 19 luglio il Papa dice a preti e vescovi: “Fate della celebrazione quotidiana dell’Eucaristia il centro della vostra vita!”. Di tutt'altro tenore è invece la vita nella comunità eretica di Bose, retta da Enzo Bianchi, dove la Santa Messa si celebra (o si profana?) solo di domenica. Proprio quella comunità eretica che il 2 agosto che a pagina 24 Avvenire celebra nel quarantesimo della fondazione! Dopo Fanghiglia cristiana dobbiamo fare una crociata cattolica contro Avvenire?

Società multietnica

A Verona, una mediatrice culturale nigeriana ha lanciato la proposta di inserire la circoncisione tra le prestazioni erogate dalla sanità pubblica previo pagamento del solo ticket. La protettrice del sesso forte (evidentemente in crisi d’identità maschile), ha motivato “l’atto umanitario” ricordando che la circoncisione fa parte del bagaglio culturale, etnico ed antropologico di molti paesi arabi, africani ed ebraici. In ossequio alla par condicio uomo donna, perché qualche mediatore culturale masculo non propone di inserire tra le prestazioni del servizio sanitario anche la pratica dell’infibulazione femminile? E’ giusto che a rischiare di morire di infezione sia solo il sesso debole? In Italia si fa un gran parlare di pari opportunità e di valorizzazione delle differenze interculturali. Perché dunque non cogliere il saggio consiglio di una donna straniera per realizzare qui e ora le magnifiche sorti e progressive della società multietnica?
Gianni Toffali

Buona idea caro Gianni, e che ne dice di introdurre il taglio della mano ai ladri? Avremmo il primo parlamento al mondo interamente di monchi. E l'impiccagione dei pederasti? Avremmo parecchia gente di meno (sinistrorsa) - in parlamento - con un risparmio cospicuo da versare magari alle famiglie numerose (italiane). E la lapidazione degli adulteri? Avremmo il primo parlamento vuoto, forse. Ah, la società multietnica...! Forse è meglio restare - o meglio, tornare - cattolici!
don Camillo