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Da "Le grandi eresie. Storia e conseguenze delle deviazioni dalla retta dottrina" di Hilaire Belloc
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Da "Le grandi eresie. Storia e conseguenze delle deviazioni dalla retta dottrina" di Hilaire Belloc
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“Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”: questa frase di Gesù ci ricorda che la stessa vita del cristiano è da intendersi come sacrificio, offerta e martirio, seguendo la Croce di Cristo e bevendo al calice della sua passione.
Da "Perché i cristiani non temono il martirio" di Nicola Bux.
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La crisi e la disgregazione della nostra civiltà nascono con la diffusione dei semi di quegli elementi che avrebbero minacciato più tardi la nostra stessa esistenza: l’indipendenza di ogni singola regione del mondo cristiano da tutto il resto, la negazione di ogni comune autorità morale al di sopra di esse, l’affermazione dello Stato sovrano che non deve nulla a nessuno. Infatti, a partire dal XVI secolo, con l’esplosione della Riforma, e poi nei secoli successivi, si è posta fine all’unità della cristianità si è indebolito il principio stesso dal quale dipendeva la civiltà occidentale. In altre parole, si è verificato esattamente l’opposto di quanto è accaduto all’inizio della nostra civiltà, quando la religione cattolica ha salvato il mondo antico e creato una nuova cultura. Le conseguenze della Riforma si sono prolungate nel tempo e si sono manifestate in molti modi, a cominciare dalla crescita del proletariato e del capitalismo al dominio dell’usura e della concorrenza sfrenata in economia, dal regno delle macchine e dei mezzi di comunicazione all’affermarsi di ideologie e di regimi totalitari.
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In molti hanno provato a cambiare l’umanità applicando dei principi ritenuti perfetti, e “l’incorruttibile” Robespierre è uno degli esempi più celebri. In questa biografia scritta nel 1935 come un romanzo con uno stile quasi cinematografico, Friedrich Sieburg riflette le inquietudini della sua epoca, quella dei totalitarismi, a partire dalla barbarie del Terrore scaturita dall’applicazione delle dottrine illuministe. Ispirato da Rousseau, infatti, Robespierre portò in politica la logica totalitaria di un sistema universale di ispirazione religiosa, fatto di ombra e di luce: la sua “volontà generale” non era certo la volontà della maggioranza ma la volontà di coloro che sono virtuosi e in possesso della verità, i giacobini, setta eretta come nuova Chiesa nella Francia rivoluzionaria (Saint-Just, l’arcangelo della Rivoluzione, è qui dipinto come un protocomunista). E questo nonostante “l’incorruttibile” fosse un uomo piuttosto timido e cupo sin dall’infanzia, capace di umanità solo nelle tristi pareti dell’intimità domestica.
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Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...