La ragionevolezza della fede in Dio

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La tradizione cattolica sin dall’inizio ha rigettato il cosiddetto fideismo, che è la volontà di credere contro la ragione. Credo quia absurdum (credo perché è assurdo) non è formula che interpreti la fede cattolica. Dio, infatti, non è assurdo, semmai è mistero. 

La cattiveria quotidiana 1289

dei coniugi Biagini
“Dimmi, Fulgenzio, in questo sconvolgimento di cervelli, a che serve il dialogo?” “A confondere ancor di più le idee, Terenzio”.

La cattiveria quotidiana 1288

dei coniugi Biagini 
“Dimmi, Fulgenzio, com’è possibile essere così mentecatti da chiudere gli occhi di fronte al baratro?” “Vedi, Terenzio, quando, con la filosofia postmoderna, si arriva a credere che la realtà non esiste, perché sarebbero invece le chiacchiere a crearla, si è pronti a ingoiare qualunque idiozia. Poi provvedono i vizi allo sprofondamento in una vita bestiale, e allora addio capacità di pensare”.

La neo-Chiesa di Rahner e la resa al mondo

Stralci della relazione che il professor Stefano Fontana avrebbe dovuto tenere in una conferenza il 2 febbraio a Ferrara, poi annullata.

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(...) La Chiesa ha bisogno della teologia, perché da essa dipende la sua coerenza nella visione e nella trasmissione della verità rivelateci da Gesù Cristo. Queste infatti hanno bisogno prima di tutto di essere comprese e possono essere fedelmente trasmesse solo se vengono comprese rettamente e questa retta comprensione viene poi difesa (apologia). Per tutto questo la Chiesa ha bisogno della teologia. (...)


La cattiveria quotidiana 1287

dei coniugi Biagini 
“Dimmi, Fulgenzio, perché i preti non parlano più della morte e dell’inferno?” “Perché si fanno meglio i propri comodi se si chiudono gli occhi per non vedere il baratro, Terenzio.

La cattiveria quotidiana 1286

dei coniugi Biagini 
“Dimmi, Fulgenzio, come mai questa fregola di luteranesimo nelle massime gerarchie della Chiesa?” “Perché con Lutero si possono fare i propri comodi, tanto si è giustificati per fede.” “E poi?” “E poi si va all’inferno, Terenzio”.

Solo Gesù Cristo va esaltato

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Uno dei momenti più difficili e penosi della giornata del Padre era proprio quello del contatto con la folla, quando lasciava il confessionale per rientrare dalla chiesa in convento. Tanti avevano potuto parlargli, scaricarsi il cuore da ansie e tormenti, ricevere una parola di conforto e di speranza. Tanti però, i più, i meno fortunati aspettavano di trarre dal suo passaggio una briciola di bene.
Allora poteva succedere di tutto: chi cercava di lanciargli un messaggio, chi sperava di ricevere almeno una benedizione, chi desiderava sfiorare con la mano il suo corpo di taumaturgo: così la cura, l’abilità, l’energia dei giovani sacerdoti posti accanto al Padre non bastavano a contenere l’impeto del popolo a lui devoto. 

Ci siamo spostati dopo 13 anni

Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...