Oggi, di innamorati del suo regno celeste, Gesù ne trova molti; pochi invece ne trova di pronti a portare la sua croce. Trova molti desiderosi di consolazione, pochi desiderosi della tribolazione, molti disposti a sedere a mensa, pochi disposti a digiunare. Tutti desiderano godere con Lui, pochi vogliono soffrire per Lui. Molti seguono Gesù fino alla distribuzione del pane, pochi invece fino al
La cattiveria quotidiana 120
dei coniugi Biagini
PLUC. Gerarchia. Unico organismo abilitato a ricevere comunicazioni soprannaturali (ammesso che esistano), e a giudicare e castigare l’imbecilgente (vedi), previo parere di “Repubblica”.
La cattiveria quotidiana 119
dei coniugi Biagini
PLUC. Comandamenti. Amerai la gerarchia (vedi) con tutto il tuo cuore, tutta la tua anima e tutto te stesso. Le obbedirai ciecamente e provvederai a tutti i suoi bisogni come provvedi a te stesso. (Intendesi per PLUC il “Piccolo Lessico ad Uso dei Chierici”).
La cattiveria quotidiana 118
dei coniugi Biagini
“Reverendissimo Abate, sembra che sulla tomba del frate che abbiamo spedito nelle paludi di Talimbàdia stiano succedendo miracoli strepitosi.” “Maledetti questi creduloni.” “Non possiamo distruggere la tomba?” “Non si può, purtroppo.” “Allora facciamola circondare da un muro col filo spinato. Diremo che la Chiesa deve valutare…” “E poi?” “Valuterà per un secolo, finché non si sarà acquietato il casino.”
Accoglienza fraterna
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dei coniugi Biagini
Il pastore confidava nell’uomo, cioè in se stesso, e aveva deciso: basta con le discriminazioni, basta con gli steccati, siamo tutti fratelli, perbacco. Prese quindi la parola al concilio del gregge e parlò di pace e di fratellanza:
“Fratelli, un’ora nuova si annuncia per il nostro gregge. Qui fuori ci sono tanti poveri lupi macilenti che vaga-no affamati. Non dobbiamo forse noi, in spirito di fratellanza, pensare anche a loro? Non dobbiamo noi amarli e assisterli come nostro prossimo? Non dobbiamo calarci in uno spirito diverso da quello che ci ha finora animato: uno spirito più buono e aperto? Infatti, chi siamo noi per giudicare? Dobbiamo aprirci alla
Discorso di san Carlo Borromeo nell'ultimo sinodo
Vivere la propria vocazione
di san Carlo Borromeo
Tutti siamo certamente deboli, lo ammetto, ma il Signore Dio mette a nostra disposizione mezzi tali che, se lo vogliamo, possiamo far molto. Senza di essi però non sarà possibile tener fede all'impegno della propria vocazione.
Facciamo il caso di un sacerdote che riconosca bensì di dover essere temperante, di dover dar esempio di costumi severi e santi, ma che poi rifiuti ogni mortificazione, non digiuni, non preghi, ami conversazioni e familiarità poco edificanti; come potrà costui essere all'altezza del suo ufficio?
Ci sarà magari chi si lamenta che, quando entra in
Non litighiamo sulla Santa Messa
di Giovanni Cavalcoli
Il recente intervento Del Santo Padre che ha commissariato i Francescani dell’Immacolata per la questione della Messa Tridentina ripropone in modo serio ed urgente il problema di una regolamentazione della celebrazione di questo rito in coordinamento col rito nuovo.
Non possiamo che apprezzare il comunicato web di un rappresentante del benemerito Istituto religioso, nel quale si dichiara la piena adesione alle disposizioni del Papa. Sembra
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Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...
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