Chi fu davvero Mandela

Egregio Direttore,
è sconcertante con quanta ipocrisia e falsità si è celebrato alcuni giorni fa il “Mandela Day” in onore di Nelson Mandela, ex presidente del Sud Africa, con uno spreco di lodi e venerazioni al limite della blasfemia.
Premio Nobel per la pece
Se si osservano realisticamente e oggettivamente i fatti, diventa chiaro che una falsa immagine di Mandela è stata presentata al mondo.  È difficile stabilire quanto abbia influito l’ingenuità di certi giornalisti pappagalli e quanto abbia influito la propaganda capitalista e comunista, nel costruire quest’immagine del tutto errata. Egli non è affatto l’amante della pace, della giustizia e della libertà che si crede, ma solo un tiranno, un comune delinquente. Non venne imprigionato a Robben Island senza ragione, e non perché era un semplice

Battesimo e Sacerdozio


di Giovanni Cavalcoli
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Com’è noto, il Concilio Vaticano II ha avuto un taglio ecumenico che testimonia dello sforzo della Chiesa di accogliere per quanto possibile le istanze dei fratelli separati, per esempio dei protestanti. Ciò appare tra l’altro in campo ecclesiologico con la ormai famosa dottrina del sacerdozio comune dei fedeli, fondato sul Battesimo, la quale ispira l’ecclesiologia del “Popolo di Dio” che pone in evidenza il ruolo dei laici e la chiamata universale alla santità. Appare anche nella nuova visione della liturgia eucaristica, in cui emerge più di un tempo la parte del comune fedele, comprese le donne, all’offerta del divin sacrificio, atto certamente del celebrante, ma nel contempo dell’intero popolo sacerdotale della Nuova Alleanza.
Come però per altri grandi temi e orientamenti del Concilio, anche a

Rosanna Brichetti Messori al Cafe Teologico

di Giovanni Zenone
Rosanna presentata da don Andrea
Ieri sera ho avuto la gioia di partecipare al Cafe Teologico (www.cafeteologico.it) inventato dal vulcanico don Andrea Brugnoli. Ospite straordinaria era Rosanna Brichetti Messori, autrice del testo Ecco mia madre sulla sua personale vicenda di incontro con Gesù attraverso Maria. È stata una serata formidabile, nella cornice un po' giovanile del bar con caffè, tisane, tè e fette di torta in mezzo a musica da bar - appunto.
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Rosanna ha spiegato perché qualcuno ha la fede e qualcuno invece la rifiuta. Non ha fatto un trattato filosofico della questione, ma ha usato le corde del cuore e della sensibilità di ciascuno di noi: uomini sempre alla ricerca della gioia, del senso della vita, più col cuore che con la testa, sebbene non possano essere l'uno in contrasto con l'altra, pena la schizofrenia. 45 minuti senza nemmeno respirare e noi tutti lì, affollatissimi intorno a lei, che non ci si rendeva conto che il tempo passava. Alle domande, numerosissime, datele per iscritto, ha risposto in altri 30 minuti, e la serata è volata via senza peso. Particolarmente toccante il momento molto personale in cui ha messo in scena anche le proprie angosce, i propri

La disobbedienza dei superiori

Giuseppe Zenti vescovo di Verona
di Giovanni Cavalcoli
Gli anziani come me ricordano bene l’agitato, chiassoso e scomposto periodo della cosiddetta “contestazione” soprattutto giovanile degli ambienti universitari civili ma anche ecclesiastici della fine anni ’60, che vagamente e confusamente si richiamavano al Concilio Vaticano II scambiato per una specie di Rivoluzione Francese o palingenesi universale dell’umanità, ma con agganci anche ad altri pensatori sedicenti innovatori, come per esempio il teologo Harvey Cox o i “teologi della morte di Dio” per i credenti o il famoso sociologo Herbert Marcuse per i non-credenti e i cattolici sedicenti “aperti”, mentre i comunisti più o meno scopertamente soffiavano sul

La secolarizzazione della liturgia

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di Giovanni Cavalcoli
Il gesto esterno o il modo di pronunciare le formule di rito nella celebrazione liturgica non toccano necessariamente la sostanza del sacramento, che può restare valido ed efficace per i fedeli, e tuttavia, se sono inappropriati o inadeguati o inadatti ad esprimere correttamente e dignitosamente gli atti essenziali da compiere, soprattutto in relazione alle norme della Chiesa, possono essere addirittura il segno indiretto, magari inconsapevole, di una visione profanata della stessa liturgia, che così non è più un atto di fede, ma una faccenda umana come quella del cuoco, dell’attore o del prestigiatore.
Non c’è bisogno di spendere molte parole per ricordare quel fenomeno increscioso per non dire scandaloso, molto diffuso e poliforme, che potrebbe esser designato col nome di “liturgia secolaristica” o per converso “secolarismo liturgico”, molte volte denunciato dalle persone pie, devote e attente alla

La catastrofe estetica della Chiesa Cattolica

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Perché la bellezza non “abita” più nelle chiese, nonostante si possa ritenere che la Chiesa e l’arte non possono fare a meno l’una dell’altra? Un libro sulla catastrofe estetica cattolica conseguente alla catastrofe dottrinale a sua volta derivante dalla perdita della fede.

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I mali della Chiesa

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di Giovanni Cavalcoli
In uno dei suoi ultimi articoli su Il Corriere della Sera il Card. Martini affermava che mai la Chiesa è andata bene come oggi, e tra le prove di quest’asserzione portava quella che abbiamo grandi teologi, come per esempio Karl Rahner.

Ora, chi conosce veramente Karl Rahner e lo valuta in base agli insegnamenti della Chiesa e della sana ragione, troverà in questo giudizio del famoso Cardinale non certo una prova a suo favore, ma una prova a suo carico, considerato che da cinquant’anni il famoso Gesuita tedesco è stato in molti modi confutato da una schiera di studiosi perfettamente cattolici, a cominciare dai tedeschi, benchè, come sappiamo, la fama di Rahner sia tuttora diffusa in molti ambienti ecclesiastici, né l’autorità romana sia ancora intervenuta in modo significativo ed adeguato per condannare i suoi errori, salvo a suo tempo una censura di Pio XII che oggi è completamente dimenticata[1].
Il Padre Cornelio Fabro, uno dei massimi teologi e filosofi cattolici del secolo scorso, denunciava Rahner come uno dei maggiori responsabili dello “sconquasso” in campo teologico che hanno fatto seguito al Concilio Vaticano II, benché questi naturalmente sia del tutto esente dalla responsabilità di aver avallato gli errori di Rahner e sia quindi

Ci siamo spostati dopo 13 anni

Cari amici, era il 2 novembre 2009 quando prendevamo in mano questo blog e gli davamo una nuova vita, come "voce culturale ufficiale...