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Il condom riduce o incrementa la diffusione dell’AIDS?

di Renzo Puccetti*
ROMA, domenica, 7 marzo 2010 (ZENIT.org).- E’ sempre più evidente la scarsa efficacia della promozione del preservativo come misura sostanziale di prevenzione dall’HIV a livello di popolazione generale.
Il problema che si pone è se oltre ad essere scarsamente efficace la diffusione di profilattici può diventare

L'Aids non si ferma con il condom

di Antonio Gaspari
ROMA, venerdì, 5 marzo 2010 (ZENIT.org).- “Il Papa ha ragione! L’Aids non si ferma con il condom”: è questo il titolo del saggio scritto da Cesare Davide Cavoni e Renzo Puccetti e pubblicato dall’editrice "Fede & Cultura".
Il libro ricostruisce in maniera precisa l'ennesimo caso di disinformazione che nel marzo del 2009, nel corso del suo primo viaggio in Africa, ha coinvolto il Pontefice Benedetto XVI. Al centro delle polemiche allora c'erano il condom e l'Aids.
Nella prima parte del volume viene ricostruita la cronaca di come e perché le parole del Papa sono state prima inascoltate e poi travisate; mentre nella seconda parte vengono riportati gli studi scientifici che attraverso i dati pubblicati nella letteratura medica internazionale mostrano che il profilattico non solo non è la soluzione dei mali del continente africano, ma addirittura che la distribuzione a pioggia di preservativi porta a condotte che aggravano ancora di più il problema.

Risorgimento anticattolico

In apertura delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, il presidente Napolitano ha detto “basta alle volgarità sulla Storia del Risorgimento”. Detta da un non cattolico, l’accusa ha una sua ragion d’essere. Peccato che da una prospettiva cattolica il processo storico di unificazione dal 1848 al '61 si svolse in una vera e propria guerra di religione anticattolica condotta nel Parlamento di Torino dai liberali e dai massoni. Benché sui testi di storia scolastici (scritti dai vincitori) non se ne trovi traccia, va ricordato che i liberali abolirono tutti gli ordini religiosi della Chiesa di Stato, spogliarono di ogni avere le 57.492 persone che li componevano, soppressero le 24.166 opere pie, lasciarono più di 100 diocesi senza vescovo, imposero al clero l'obbligo di cantare il Te Deum per l'ordine morale raggiunto, vietarono la pubblicazione delle encicliche pontificie, pretesero fossero loro somministrati i sacramenti nonostante la scomunica, e, come se nulla fosse, si proclamarono cattolici. E allora, diciamola una volta per tutte: Il Risorgimento fu il più grande e spietato attacco al cattolicesimo e alla società cristiana mai avvenuto nel corso della storia italiana. I fatti che non si vogliono ricordare di una vicenda tutta da riscrivere. Altro che volgarità!
Gianni Toffali

Caro Gianni Toffali,
Lei ha ragione da vendere. Per fortuna dopo oltre sessantanni di monopolio della cultura da parte della sinistra si può cominciare a scoprire la verità grazie a pubblicazioni che, pur essendo semiclandestine, si diffondono di mano in mano, come il testo della coraggiosa Angela Pellicciari "Risorgimento ed Europa" che consiglio a tutti per far chiarezza su quello scempio che fu il risorgimento. Come al solito i nemici di Cristo e della Chiesa - e perciò dell'umanità - usano una parola per dire l'esatto contrario, l'inverso. Risorgimento per dire la demolizione dell'Italia cattolica, cioè l'unica che c'era. L'unico Risorgimento possibile è tornare a Cristo, alla Sua regalità riconosciuta da tutti senza mezze misure e in tutti i campi.

Prof. Giovanni Zenone Ph.D.

Direttore
Fede & Cultura

Un attimo di riflessione?

Dopo la tragedia delle 2 Torri gemelle (11 settembre 2001) ed il maremoto (26 dicembre 2004).
“Come ha potuto Dio permettere che avvenisse una sciagura del genere?”

La risposta che ha dato Jane Clacson, una ragazza orfana a causa della tragedia delle Twin Towers, ad una Tv americana è estremamente profonda ed intelligente (valida anche per la tragedia del maremoto) “Io credo che Dio sia profondamente rattristato da questo, proprio come lo siamo noi, ma per anni noi gli abbiamo detto di andarsene dalle nostre scuole, di andarsene dal nostro governo, di andarsene dalle nostre vite. Ed essendo Lui quel gentiluomo che è, io credo che Egli con calma si sia fatto da parte, anche se continua ad amarci, nonostante tutto! Come possiamo sperare di notare che Dio ci dona ogni giorno la Sua benedizione e la Sua protezione se gli diciamo: “lasciaci soli”? Considerando i recenti avvenimenti (attacchi terroristici, sparatorie nelle scuole, ecc.), penso che tutto sia cominciato quando 15 anni fa Madeline Murray O’Hare ha ottenuto che non fosse più consentita alcuna preghiera nelle nostre scuole americane; e le abbiamo detto OK. Poi qualcuno ha detto: “è meglio non leggere la Bibbia nelle scuole” (la stessa Bibbia che dice, Tu non ucciderai, Tu non ruberai, ama il tuo prossimo come te stesso); e noi gli abbiamo detto OK. Poi, il dottor Benjamin Spock ha detto che noi non dovremmo sculacciare i nostri figli se si comportano male, perché la loro personalità viene deviata e potremmo arrecare danno alla loro autostima, e noi abbiamo detto: “Un esperto sa di cosa sta parlando”; e così abbiamo detto OK. Poi, alcuni politici hanno detto: “Non è importante ciò che facciamo in privato, purché facciamo il nostro lavoro”; e, d’accordo con loro, noi abbiamo detto OK. Poi qualcuno ha detto: “Il presepe non deve offendere le minoranze”; così nel famoso museo Madame Tussaud a Londra al posto di Maria e Giuseppe hanno messo la Spice girl Victoria e Beckham; e noi abbiamo detto OK. Poi qualcuno ha detto: “Stampiamo riviste con fotografie di donne nude e chiamiamo tutto ciò salutare apprezzamento per la bellezza del corpo femminile”; e noi abbiamo detto OK. Ora ci chiediamo come mai i nostri figli non hanno coscienza e non sanno distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Probabilmente, se ci pensiamo bene, noi raccogliamo ciò che abbiamo seminato”. Buffo ... come è semplice per la gente gettare Dio nell’immondizia e meravigliarci perché il mondo sta andando alla rovina! Buffo ... come crediamo a ciò che dicono i giornali, ma contestiamo ciò che dice la Bibbia. Buffo ... come tutti vogliono andare in Paradiso, ma al tempo stesso non vogliono credere, pensare e fare niente di ciò che dice la Bibbia. Buffo ... come si mandino migliaia di barzellette, che si propagano come un incendio, ma quando si comincia a mandare messaggi che riguardano il Signore, le persone ci pensano due volte a scambiarseli. Buffo ... come tutto ciò che é indecente, scabroso, volgare e osceno circoli liberamente ovunque, mentre le discussioni pubblicate su Dio siano state soppresse a scuola o sul posto di lavoro. Buffo ... come a Natale nelle scuole la recita per i genitori non possa più essere sulla natività ed al suo posto venga proposta una favola di Walt Disney. Buffo ... come si stia a casa dal lavoro per una festività religiosa e non si conosca neppure quale sia la ricorrenza. Buffo ... come qualcuno possa infervorarsi tanto per Cristo la domenica, mentre di fatto è un cristiano invisibile durante il resto della settimana. Buffo ... che quando inoltri questo messaggio tu non ne dia una copia a molti di quelli che sono nella tua lista degli indirizzi, perché non sei sicuro del loro credo o di cosa penseranno di te per il fatto di averglielo mandato. Buffo ... come posso essere più preoccupato di ciò che pensa la gente di me, piuttosto che di ciò che Dio pensa di me. Stai pensando? Questa pagina passala ad altri, se pensi che lo meritino, sennò, semplicemente buttala, nessuno saprà mai che lo hai fatto e non ti succederà niente di male.

Impresa impossibile?

Il nostro mondo è tutto organizzato per dimostrare che la vita contemplativa, che l'itinerario nel castello interiore della propria anima e il progredire nella vita spirituale, è un'impresa impossibile. Ma proprio questa è la lotta che dobbiamo intraprendere. È esattamente questo che ci viene chiesto, in un mondo costruito per eliminare la possibilità stessa della trascendenza: desiderare la santità, desiderare per sè e per gli uomini tutti la pienezza del vero, del bene e del bello.
(Enzo Peserico, Gli anni del desiderio e del piombo, p. 166)

L'apostasia moderna

Per uscire dagli incubi emanati dalla calamitosa apostasia moderna e far ritorno alla sana ragione occorre, prima di tutto, finirla con l’antica fisima dell’intellettualismo, che postula la superiorità del pensiero sull’essere e stabilisce il dominio del sogno o del progetto fantastico sulla realtà. Il futuro appartiene a chi saprà dissipare le nebbiose elucubrazioni prodotte dai maestri del sospetto – i calunniatori dell’essere e gli staffilatori della ragione – e oserà sciogliere il grumo di morbosa irrequietezza e collerica ingratitudine che alimenta la rivolta del desiderio contro la realtà.
Per rimuovere l’uggioso residuo dell’alienazione e contemplare la meraviglia del creato nella luce raggiante della verità, si deve dunque adottare la sentenza tomista, che afferma la superiorità dell’essere sul pensiero. San Tommaso ha stabilito con chiarezza che “Non est verum quod intelligere sit nobilius quam esse; sed determinatur ab esse, immo sic esse est eo nobilius” (De veritate, q. 22, a. 6, ad primum).
(Piero Vassallo, Memoria e progresso, p. 48)

Anarchia

Non è anarchia se si permette alla gente di dare inizio a tumulti, eccessi, esperimenti; è anarchia quando la gente non può mettervi fine. [...] Non è anarchia fare un pic-nic; è anarchia dimenticare completamente l’orario dei pasti. Sarebbe anarchia se tutti prendessimo dalla dispensa quel che ci pare. Così mangerebbero i porci, se avessero dispense; i porci, è risaputo, non mangiano a ore fisse: sono molto progressisti, sono porci. Ciò che costituisce un disordine veramente pericoloso è l’incapacità di rientrare entro limiti razionali dopo una legittima stravaganza. L’anarchia esprime così l’impotenza dell’impenitenza: l’impotenza di chi non si ravvede, di chi non sa più riconoscere il proprio peccato e continua imperterrito la marcia impotente verso… verso il nulla! [...] Il mondo moderno diventa pazzo non tanto perché ammette l’anormalità, ma perché non sa più ritrovare la normalità”.
(Fabio Trevisan, Uomini d'allevamento, pp. 43-44)

Togliete il crocifisso, togliete la ragione

La Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha “deliberato” che si tolga il Crocifisso dalle aule scolastiche, facendo suscitare legittime opposizioni e prese di posizione contrarie e furenti. Togliendo il Crocifisso si elimina la ragione. Ecco come lo dimostrò Gilbert Keith Chesterton nel libro : “La sfera e la croce”, mettendo a confronto il Professor Lucifero ed il monaco Michele.

“Tutti gli strumenti del professor Lucifero parevano gli antichi strumenti dell’uomo resi irriconoscibili da un’improvvisa pazzia, quasi senza più traccia della loro origine … del suo aereo tutto insomma egli aveva inventato, tranne, forse, se stesso. In realtà egli era nato troppo tardi per potersi inaugurare; ma era tuttavia convinto d’essersi almeno notevolmente perfezionato… Come ti stavo dicendo – parlò il monaco – un uomo aveva adottato l’opinione che il segno del cristianesimo fosse un simbolo di barbarie e di irragionevolezza. È una storia assai interessante. Ed è una perfetta allegoria di ciò che accade ai razionalisti come te, Lucifero. Egli cominciò, naturalmente, col bandire il crocifisso da casa sua, dal collo della sua donna, perfino dai quadri. Diceva, come tu dici, che era una forma arbitraria e fantastica, una mostruosità; e che la si amava soltanto perché era paradossale. Poi diventò ancora più furioso, ancora più eccentrico; e avrebbe voluto abbattere le croci che si innalzavano lungo le strade del suo paese, che era un paese cattolico romano. Finalmente, s’arrampicò sopra il campanile di una chiesa, ne strappò la croce e l’agitò nell’aria, in un tragico soliloquio sotto le stelle. Una sera d’estate, mentre ritornava lungo un viale, a casa sua, il demone della sua follia lo ghermì di botto gettandolo in quel delirio che trasfigura il mondo agli occhi dell’insensato. S’era fermato un momento, fumando la sua pipa di fronte a una lunghissima palizzata: e fu allora che i suoi occhi si spalancarono improvvisamente. Non brillava una luce, non si muoveva una foglia; ma egli credette di vedere, come in un fulmineo cambiamento di scena, la lunga palizzata tramutata in un esercito di croci legate l’una all’altra, su per la collina, giù per la valle. Allora, facendo volteggiare nell’aria il suo pesante bastone, egli mosse contro la palizzata come contro una schiera di nemici. E, per quanto era lunga la strada, spezzò, strappò, sradicò tutte quelle croci che trovava sul suo cammino. Egli odiava la croce: ed ogni palo era per lui una croce. Quando arrivò a casa, era pazzo da legare”.

Gli illustri professori della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo sono anche loro nati troppo tardi per potersi inaugurare e, sono convinto, pensano anche loro di essersi tuttavia notevolmente perfezionati. Meditiamo su quest’allegoria di Chesterton di cento anni fa.
Fabio Trevisan

Democrazia-divisione

Qualsiasi tentativo di svalutare la vera comunità della Chiesa universale in favore di un modello ipoteticamente più democratico di Chiese regionali è un grave errore. Una delle tecniche costanti usate dalla tirannia è dividere e neutralizzare i propri oppositori, isolare qui movimenti o voci che ostacolano il dissolvimento dell'identità.
(Michael D. O'Brien, Il nemico, 2008, p. 461)

Filantropia

La filantropia aveva preso il posto della carità; la soddisfazione aveva sostituito la speranza e la fede era stata spodestata dalla cultura.
(Robert Hugh Benson, Il padrone del mondo, 1907)

Egualitarismo contradditorio

L’uguaglianza dei diseguali urta contro la varietà dell’essere creato, rompe cioè contro il principio di contraddizione, ma è fondata su una situazione di superbia che rifiuta il proprio bene quando sia determinato da una disparità, tenuta per umiliante, laddove è invece originalità e ricchezza.
(Romano Amerio, Iota unum, Fede & Cultura 2009, p. 189)