Il bene e il male

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"Dio non è indifferente a ciò che ha creato, ma si occupa del più piccolo, del più dimenticato, del più umile degli esseri che ha creato, perché ognuna delle Sue creature reca la sua impronta ed è da Lui amata e guidata al suo fine. Può farlo perché è onnipotente e onnisciente, perché sa e può ogni cosa: è Dio. Non solo può farlo, ma lo fa, perché ama infinitamente le Sue creature. È qui che cade il problema del mal, che alcuni vedono incompatibile con l'esistenza di un Dio infinitamente buono. Se tutto dipende da Dio, come si spiega
il male nell'universo? Qualcosa è sfuggito dalla Provvidenza Divina, oppure si deve ritenere che Dio è l'autore del male? Dobbiamo rispondere che il male esiste, ma non in sé stesso: esiste solo come privazione di bene. Esiste il bene assolto, che è Dio, ma non esiste il male assoluto, così come esiste l'Essere assoluto, ma non esiste il male assoluto. In Dio non c'è privazione di nulla, c'è solo al pienezza dell'essere e delle sue perfezioni. Il male esiste solo nella creatura, come privazione di bene che consegue alla sua finitezza. Il male, come il falso o il brutto, non è una realtà o entità positiva, qualcosa che esiste per sé stessa, ma è la negazione di una determinata entità in un determinato soggetto. Esiste ad esempio la verità, ma non esiste in se stessa la falsità; il falso, per esistere ha bisogno di una verità che nega o che deforma".

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