Padre Pio sulla Riforma dell'Ordine Religioso

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"Il Padre Generale, francescano, venne da Roma prima del Capitolo Generale per le Costituzioni, nel 1966, per domandare preghiere e benedizioni a Padre Pio. Incontrandolo nel corridoio del convento gli disse: 'Padre, sono venuto a raccomandarle il Capitolo speciale per le nuove Costituzioni'. Quando Padre Pio sentì parlare di Capitolo speciale e di nuove Costituzioni, ebbe un gesto brusco ed esclamò: 'Solo chiacchiere e rovine!'. Il Padre Generale ci rimase male e balbettò: 'Che volete, padre, ci sono esigenze nuove...'.
'Manca la testa e il cuore - rispose il santo - mancano queste cose: cervello e amore'. Poi, andando avanti fino alla cella, si girò, puntò il dito e continuò: 'Non ci snaturiamo! Al giudizio di Dio, San Francesco non ci riconoscerà più come suoi figli!'. Un giorno alcuni confratelli, presente il Definitore Generale dell'Ordine, parlavano dei problemi dell'Ordine, quando Padre Pio assunse un atteggiamento impressionante. Guardando lontano esclamò: 'Ma che cosa state facendo a Roma? Ma che state combinando? Questi vogliono toccare persino la Regola di San Francesco!'. Il Definitore azzardò: 'Si fanno alcuni cambiamenti perché i giovani non vogliono più saperne di tonsura, di piedi scalzi e anche di abito'. 'Cacciateli via! Che, sono loro che fanno un piacere a San Francesco a prendere l'abito e la forma di vita, o è San Francesco che fa un dono a loro?'.
(Alessandro Gnocchi, Serafino Tognetti, Padre Pio santo ed eremita, p. 108)
Questo libro su Padre Pio vi sorprenderà. Dopo averlo sottratto alle oleografie di maniera e alle interpretazioni forzate e tendenziose, gli autori mostrano come il santo stigmatizzato si trovi perfettamente a suo agio tra i monaci e gli eremiti che hanno fatto fiorire il deserto dei primi secoli. La sua genealogia spirituale ha origine fra gli antichi Padri che hanno inseguito la solitudine e una vita di penitenza per incontrare Dio, pregando, combattendo il demonio e preoccupandosi solo della salvezza delle anime.

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