La strategia di Lutero

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"L'odio è una macchina da guerra. Un'efficiente, oleata, ben rodata macchina da guerra. All'epoca di Lutero circolavano già caricature antiromane: la guerra per le investiture prima, il papato avignonese poi, i vari tentativi di riforma finiti male, con la scomunica o nel sangue, avevano lasciato traccia. Il genio della propaganda che certamente è  Lutero si inserisce in questo contesto. Lutero dà ai vari semi dell'odio antiromano la possibilità di unificarsi, di coagularsi e di esplodere. Lo fa con una campagna pubblicitaria molto ben orchestrata. Lo fa
sapendo, cosa d'altronde nota, che per fare la rivoluzione bisogna mobilitare le popolazioni con canti ed immagini. Fin dai primi anni del suo impegno rivoluzionario Lutero si serve di immagini blasfeme per suscitare odio e con l'odio il disprezzo e con il disprezzo l'irrisione della chiesa romana. [...] Il monaco rivoluzionario che distrugge le immagini della tradizione e della fede cattolica, è però la stessa persona che utilizza a piene mani le immagini da lui ideate. Lutero sa che soprattutto dopo l'invenzione della stampa, la propaganda si fa con le immagini e di queste si serve. [...] Con Lutero, il per sempre scompare dalla vita degli uomini. Compare il: fino a quando vorrò, fino a quando mi sarà possibile".

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