Correzione filiale a Papa Francesco

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Questa lettera è indirizzata a Papa Francesco e firmata da autorevoli rappresentanti del laicato cattolico, nella quale si esternano, in modo rispettoso e filiale, perplessità riguardo alla “propagazione di alcune eresie sviluppatesi per mezzo dell’esortazione apostolica Amoris laetitia e mediante
altre parole, atti e omissioni di Vostra Santità”. Queste “eresie” fanno poi parte di un quadro assai più ampio di deriva nella Chiesa, che sta preoccupando settori sempre più estesi dei fedeli. Un documento che cerca di aprire un dialogo col Papa dopo che egli stesso non ha voluto rispondere ai Dubia rivoltigli formalmente da sei cardinali. Un testo subito attaccato in maniera rabbiosa e scomposta dimostrando con ciò il valore e la condivisione che questi temi hanno tra il Popolo di Dio. Disponibile in epub e in Amazon Kindle (mobi).

1 commento:

Marcello ha detto...

Diciamo pane al pane e vino al vino: il fatto è grave.
Correzione filiale è un pio eufemismo.
Qui si lancia un'accusa aperta di eresia al Vicario di Cristo, come anche lei afferma a chiare lettere ("queste sette affermazioni sono eretiche. Chiunque le sostenga non è più cattolico. Ebbene, il contenuto di questa correzione formale sostiene, e io ne sono convinto, che queste sette proposizioni sono state fatte proprie, in pieno, [...] da papa Francesco").

Poi: il documento è stato effettivamente firmato da ultraconservatori, cristiani di destra e lefebvriani. C'è poco da replicare. C'è la firma di Bernard Fellay (sospeso a divinis sine die) e di altri personaggi consimili, come Piero Vassallo, fascista che più fascista non si può (e che sostiene la non validità di TUTTI i pontefici eletti dopo il concilio vaticano II).
Molti professor(on)i: ma gli intellettuali non erano tutti a sinistra?
Mancano invece nomi importanti: nessun cardinale, e neppure il vescovo Burke, che pure aveva espresso forti riserve sulla Amor Letitia.

Ancora: lei parla di violenza ed estromissione come risposta della Chiesa alla vostra iniziativa. E' un'accusa grave, e mi pare, per il momento infondata. Nessuno dei firmatari è stato scomunicato, segno che la vera lezione di misericordia è stata impartita a tutti voi da papa Francesco.

E infine: con l'ultima sua affermazione in cui relega le parole del papa a "opinioni di un uomo" mi pare si sia consumata definitivamente la sua rottura con la Chiesa. Se Lei si ritiene il portavoce della verità divina, prego, si metta in fila nella lista degli scismatici che in ogni luogo e in ogni tempo hanno accompagnato la storia del cattolicesimo. Ma lo faccia a viso aperto, con coraggio. Si prenda la responsabilità di andare fino in fondo e di rischiare veramente. Il tempo delle battutine e delle cattiverie quotidiane (ben 1083, e bbasta!) è finito.