Migrante respinto

di Giovanni Zenone
Dio è ormai l'unico migrante espulso dalla nostra Europa, quando non addirittura respinto prima di rientrare. Ma su questo migrante non c'è chiesa che richiami gli stati all'accoglienza.

10 commenti:

Emilio Biagini ha detto...

Il 13 ottobre 2016 Bergoglio ha detto, in udienza pubblica nell'aula Paolo VI: “il proselitismo è il veleno più forte contro il cammino ecumenico”, contraddicendo san Marco (16, 15-16): “Gesù disse loro: Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato”.
Un papa che contraddice apertamente e pubblicamente il Vangelo è ancora cattolico o è un eretico? E se non è più cattolico, come può restare papa?

Fabio ha detto...

Ho una domanda migliore: un cattolico che diffama il papa è ancora cattolico o è un eretico? E se non è più cattolico, come può continuare a proclamarsi difensore della retta dottrina?

La Voce di don Camillo ha detto...

Un conto è diffamare, un conto è riscontrare che un papa dice cose opposte al Vangelo. Il nostro re è Gesù, non il papa, nemmeno il migliore papa possibile, ed è a Cristo e solo a Cristo che va la nostra totale, incondizionata fedeltà e obbedienza, anche se dovesse scontrarsi - come è frequentemente avvenuto nel corso della storia della Chiesa - con le autorità ecclesiastiche.

Michele Tuzio ha detto...

Il Papa ha ragione. Il proselitismo è un veleno. È l'esatto opposto della missione, che non ha nulla della propaganda aggressiva e manipolatorla

http://www.cavalieridellaluce.net/nord/2013/11/04/missione-vs-proselitismo/?doing_wp_cron=1475461794.7937901020050048828125

Maurizio ha detto...

I termini evangelizzazione e proselitismo, che si potrebbero considerare sinonimi se usati nel contesto del cristianesimo, sono in genere usati con diverse implicazioni. Mentre il termine "evangelizzazione" si riferisce a una libera "testimonianza" delle verità rivelate da Cristo, "proselitismo" viene generalmente utilizzato per indicare un atteggiamento più aggressivo, con lo scopo di "imporre" il cristianesimo in modo unilaterale (per esempio nel contesto del colonialismo). Se conoscessimo prima ciò che diciamo non diremmo ciò che non vorremmo dire ;)

Emilio Biagini ha detto...

L'idea che il papa non possa essere criticato, altrimenti si diverrebbe eretici, è quanto meno balzana. Il papa è infallibile solo quando proclama un dogma, ciò che avviene molto di rado. Molti papi, incluso questo, non ne hanno mai proclamato uno. Al contrario, il problema del papa eretico è tanto serio che ha impegnato fior di teologi come San Roberto Bellarmino ed altri. Questo papa parla di tutto fuorché di fede, ed è molto amato dagli atei impenitenti, che a convertirsi non ci pensano neppure, anzi continuano a propagandare l'ateismo. Il "papa nero", capo della ghenga gesuitica, dice che il diavolo non esiste, e Bergoglio non dice una parola per correggere l'eresia. Al contrario, parla in modo ambiguo, al punto da provocare ben giustificati "dubia" di quattro eminenti cardinali (dubbi peraltro condivisi da molti altri). Quanto alla sottile distinzione tra evangelizzazione e proselitismo, è degna delle più ardite acrobazie gesuitiche. I convertiti non si chiamano proseliti anche nella Sacra Scrittura?

Maurizio ha detto...

il dogma vale solo quando esercita il ministero petrino proclamando un nuovo dogma o definendo una dottrina in modo definitivo come rivelata. Effettivamente pare risulterebbe essere stato applicato in modo esplicito una sola volta. Però non perdiamo di vista a questo punto ciò che dice la Bibbia e nonché Gesù, il nostro re, il Cristo dice al 1°Papa: Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli. (Luca 22,31-32) Tu sei Pietro e su di te edificherò la mia Chiesa.(Matteo 16,18).
Per quanto riguarda il significato di "prosilito" ti consiglio Trecani: http://www.treccani.it/enciclopedia/proselito_%28Enciclopedia-Italiana%29/ ... ti assicuro che non è gesuita ;) La lingua italiana come tutte le altre lingue sono discipline dinamiche e in continua evoluzione ;)

Fabio ha detto...

Mi sembra che il senso del messaggio di Maurizio fosse questo: il Vangelo si propone con l'esempio, non si impone con l'aggressione ideologica. Se l'atto dell'evangelizzazione non è spinto dall'amore del prossimo, e quindi da comprensione, gentilezza e un pizzico di umiltà, allora nega sé stesso e risulta inutile, persino dannoso. E' ciò che avviene, mi par di capire, nella maggior parte degli articoli di questo blog. Cosa fa un lettore non credente, o anche un cattolico non tradizionalista, che si imbatte nei post pubblicati su questo sito? Resta interdetto di fronte alla violenza delle offese e dalla chiusura di ogni spiraglio di dialogo, col risultato di allontanarsi e di lasciarvi sempre più isolati.

Emilio Biagini ha detto...

La stessa parola "dialogo" è offensiva, perché implica la disponibilità a cedere sulla dottrina e cioè sulla Verità, che è proprio quello che si sta facendo da decenni a questa parte, coi risultati catastrofici che sono sotto gli occhi di tutti quelli capaci di un minimo di onestà. La Verità viene prima dell'amore. Sulla Verità non sono possibili compromessi. La Verità non è ideologia. Il fatto stesso di parlare di "ideologia" vuol dire assoluta lontananza dalla Verità, perché l'ideologia è falsità per definizione. L'annuncio della Verità non è mai aggressione ideologica. Certi "cristiani" (si fa per dire) che vogliono solo amore, comprensione, letizia, gentilezza, sbaciucchiamenti, comodità, compromessi, sono come il serpente del paradiso terrestre, come il diavolo che si finge più buono di Dio. La Verità, invece, è dura. Ne sanno qualcosa i nostri correligionari del Medio Oriente che affrontano la morte pur di non rinnegare la Verità. La Verità non è un concetto, non è un punto di vista "ideologico" (puah!). La Verità è una Persona, e quale Persona! I Comandamenti sono duri e devono esserlo, senza compromessi. Rileggetevi il Vangelo e le Lettere di San Paolo e vedrete che di compromessi non vi è traccia. Un Cristo pronto al compromesso sarebbe diventato capo del sinedrio invece di finire sulla Croce e non avrebbe redento nessuno. Un San Paolo pronto al compromesso non avrebbe scritto: "Nessuno si illuda: né omicidi, né ladri, né adulteri, né sodomiti, né effeminati entreranno nel Regno di Dio", non sarebbe morto martire e non sarebbe santo. Vi piace la vita comoda? Vi piace andare d'accordo con tutti? Ma amico di tutti amico di nessuno.

Fabio ha detto...


Fede, speranza e carità : queste sono le virtù cristiane. Intolleranza, odio e fanatismo no. Lei, Biagini, pronuncia le parole "amore", "comprensione" e "gentilezza" come se fossero insulto, e impugna la parola "Verità" come un jihadista impugna una pistola.
Io continuo a pensare che le sue posizioni intransigenti siano dettate solo da pigrizia mentale, e da un'immensa paura di ciò che non capisce (o che non vuole capire).
Ma se invece crede veramente in ciò che scrive, allora sia almeno coerente, parta per una bella crociata e cerchi il martirio a cui tanto anela. Non basta fare il leone da tastiera per ereditare il regno dei cieli.