L'islam è proprio questo

di Lorenzo Penotti
L'Ansa mette in rilievo col suo consueto strabismo volontario -  la frase di un imam che camminando lungo la passeggiata lungomare di Nizza insanguinata da un suo devoto  correligionario ha detto "Questo non è l'islam". Singolare la volontaria e pervicace cecità occidentale di fronte alla realtà. Questo, da quando è nato, è invece proprio l'islam. Lo sterminio di infedeli - ma anche di islamici nemici - è sin dalla sua fondazione la vera e più rilevante caratteristica dell'islam. È una verità di storia e
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cronaca incontrovertibile, eppure i complici mediatici, politici ed ecclesiastici nostrani dell'islam lo negano contro ogni evidenza con una insistenza sospetta. Gli antichi romani, che di amministrazione di un impero - composto di mille etnie e popoli barbari - se ne intendevano ben più dei dilettanti odierni, seppero con chiarezza cosa fare con Cartagine quando questa dimostrò di non volersi sottomettere alla civiltà: Cartago delenda est. Ah, se davvero la storia fosse maestra di vita...!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Penotti si dimostra come al solito un personaggio inqualificabile, ignorante e di un fanatismo cieco e pieno d'odio : è proprio necessario dargli tutto sto spazio in un blog che teoricamente dovrebbe occuparsi di cose cristiane?

La Voce di don Camillo ha detto...

L'anonimo dimostra di essere quello che attribuisce a Penotti. Infatti insulta e non argomenta.

Anonimo ha detto...

Volete argomentazioni? Eccone un paio.
1)Più di un terzo delle vittime dell'attentato era di religione musulmana. Anche per loro e i loro famigliari vale la massima di Penotti, Carthago delenda est? C'è scritto così nel Vangelo, si colpisce alla cieca senza distinguere vittime e carnefici, facendo di tutte le erbe un fascio? Visto che l'Islam è il Male, tutti i musulmani sono a priori gente malvagia? Questo mi sembra un modo di pensare da fanatici.
2) Con che criterio Penotti riconosce nell'attentatore il portavoce del "vero Islam", visto che l'attentatore in questione era uno psicopatico con precedenti penali, che non pregava, non faceva il Ramadam, beveva alcool, e si era radicalizzato su internet e non in una moschea? E' come se un libertino impenitente e bestemmiatore si convertisse in una settimana, per poi entrare in un tempio buddista gridando "gloria alla Chiesa!" e facendo strage a colpi di pistole: lo giudichereste un rappresentante del cattolicesimo? Io non credo.

Insomma, Penotti parte da un giudizio a priori, da un pregiudizio ideologico, e ci costruisce su un'invettiva che non tiene conto della realtà concreta degli avvenimenti: da cui la mia conclusione del commento precedente.

Saluti