Mussolini santo?

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La continua disinformazione e damnatio memoriæ sulla persona e l’opera di Benito Mussolini oltre a vari recenti libri mi hanno sollecitato e convinto a procedere alla diffusione del presente volume di Ennio Innocenti. Anzitutto il libro preciso e documentario di Aldo Mola, Mussolini a pieni voti? (Ed. del Capricorno 2012), che dimostra inequivocabilmente due verità storiche: l’ascesa al governo di Benito Mussolini fu perfettamente legale ed ebbe fin dall’inizio un finalismo anti-massonico del protagonista. Queste verità fanno emergere la serietà del mutamento di coscienza del rivoluzionario che si apprestò a regolarizzare ecclesiasticamente il suo matrimonio. In secondo luogo il
libro di Emilio Gin, L’ora segnata dal destino. Gli Alleati e Mussolini da Monaco all’intervento (Ed. Nuova Cultura 2012), recensito favorevolmente da “Avvenire” (25/X/2012) che narra il tentativo mussoliniano di costruire, fra il 1938 e il 1940, una coalizione contro Hitler. Tale ricostruzione è confermata dalla rivelazione di “Limes” (XII/2012) che attesta il rifornimento di materiale strategico di Londra a Roma fino al maggio del 1940 che dimostra le grandi perplessità di coscienza di Benito Mussolini. In terzo luogo il libro di Alberto Leoni Il paradiso devastato. Storia militare della campagna d’Italia (Ed. Ares 2012), recensito favorevolmente da “Avvenire” (7/I/2013), che racconta l’efficace tentativo delle milizie della Repubblica Sociale Italiana di fermare i francesi da una parte e i Titini dall’altra sui confini minacciati. Questo evidenzia che per Mussolini l’estrema resistenza aveva una motivazione di coscienza più che rispettabile, doverosa. Poiché nessuno, fino al presente, ha trattato del tormentato iter di coscienza di Benito Mussolini che trovò infine l’approdo sacramentale, era giusto, nel nuovo contesto culturale, riproporre questo prezioso contributo stampato dalla Sacra Fraternitas Aurigarum.

1 commento:

Paolo ha detto...

Ah, le sante bastonature delle squadre fasciste: dopo il sacro rito espletato contro le zucche socialiste, si ritiravano a recitare un rosario e a meditare sull'enciclica "Ubi arcano Dei consilio" e quindi sulla vera pace che ogni buon fascista cerca disperatamente in Cristo Re, Principe della Pace. Immortale resterà l'immagine dell'intrepido fascista che, dritto e sicuro, cavalca il suo siluro per sventare ogni possibilità di conflitto.

E che dire di quelle scaramucce col cattivo Pier Giorgio Frassati? Messi a posto i giovani facinorosi dell'AC, il fiero balilla era solito leggere appassionatamente l'enciclica "Divini Illius Magistri", in cui viene sancito il diritto educativo della famiglia anteriore a quello dello stato - e qui sta un po' tutto Mussolini.

Il quale san Benito era noto portare sempre nel taschino una copia della "Casti Connubii": alla sua luce magisteriale illustrava a Claretta Petacci la radici immarcescibile dell'amore indissolubile ch'egli santamente nutriva per donna Rachele.

Santo subito!

Scherzi a parte: qui nessuno è un tifoso del comunismo e siamo ben pronti ad accettare che Mussolini si sia pentito ed abbia espiato i propri peccati. Ma per cortesia cambiate titolo.