Malignità occasionale: apologo del gregge ubriaco

di Emilio Biagini
Il gregge ubriaco stava correndo qua e là, e sempre più si avvicinava ad un orrendo precipizio. Aveva bevuto a certe acque velenose provenienti dal Nord infetto, ed era fuori controllo. Vi erano gruppi che fremevano alla ricerca di “nuove vie” per favorire le esigenze anche meno naturali delle pecore, altri che volevano attenersi ad ogni costo alla via “tradizionale”, o a quella che credevano fosse la via “tradizionale”, altri erano sballottati qua e là e non
capivano più niente, altri ancora si infischiavano di tutto e di tutti e cercavano solo di rimpinzarsi di buona erba e non si avvedevano che stavano anche loro scivolando verso il precipizio, altri infine dormivano senza accorgersi che la frenesia degli altri li stava lentamente trascinando nell’abisso.
Dall’alto dell’Olimpo, il Padre celeste vide tutto quel disastro e, da una Valle Torta, inviò un’umile pecorella che conosceva bene la via e che, fedele e obbediente al comando ricevuto, cercò di salvare le pecore consorelle. Molti le diedero ascolto e si scostarono dal pendio pericoloso, ma proprio i gruppi che volevano attenersi ad ogni costo alla via “tradizionale” e più di tutti dicevano di aborrire l’abisso, furono quelli che le saltarono addosso martoriandola, insultandola e facendo il possibile e l’impossibile perché il suo messaggio si confondesse con quelli delle false messaggere e restasse inascoltato. Le false messaggere, anzi, venivano per lo più lasciate in pace a propagare i loro errori che avrebbero accelerato il disastro finale.
Allora si mosse dall’Olimpo la vergine Atena, che apparve in persona, frapponendosi tra l’abisso e il gregge, ed esortando le pecore a rinsavire e a pregare il Padre celeste che era l’unico a poterle riportare sulla retta via. “Non riesco più a trattenere il braccio vendicatore di Giove onnipotente”, diceva “allontanatevi dalla via della perdizione”. Di nuovo, molti ascoltarono il messaggio: comprendevano infatti che gli ammonimenti celesti (dai quali non veniva alcun mutamento della Verità conosciuta) erano indispensabili per evitare di perdere la strada. Ma ecco che proprio i gruppi che più smaniavano per conservare la via “tradizionale”, dissero che quella non era la vergine Atena ma un emissario del demoniaco Plutone, venuto a portare l’intero gregge alla rovina, e che loro, i “tradizionalisti”, erano gli unici “puri”, gli unici che conoscevano davvero la strada, e persuasero non poche pecore a seguirli. La battaglia è ancora in corso, ma non è difficile prevedere, continuando di questo passo, che la stragrande maggioranza del gregge finirà davvero nelle fauci di Plutone e del suo cagnolino Cerbero.

1 commento:

Mario Armosini ha detto...

Cari miei la gelosia è un grande male, chiude gli occhi delle persone sopratutto verso quelle che la ispirano. Al posto dei coniugi Biagini, rileggerei ciò che successe a S. Paolo apostolo.Quando le persone pensano che il loro giudizio non sia altro che d'ispirazione divina, tanto l'orgoglio le inalbera che dimenticano il loro bene principale, cioè Dio.
Ricordate che l'eresia nacque per approvare i testi canonici. Amen