Sputare

di Lorenzo Penotti
Parlare di politica è sbagliato quasi sempre, perché la politica non dovrebbe esserci. Ci vuole il Re, o il Duce, e basta con il concorso degli idioti o di quelli che fanno - inevitabilmente - promesse da marinaio per ottenere voti. Ma oggi ho sentito Alfano sputare sul suo padre e creatore politico, Silvio Berlusconi. Mi ha fatto schifo. Innanzitutto per la parlata romana, che ormai è in odio a chiunque conosca il letamaio che è Roma capitale della nostra repubblica delle banane. La parlata romana che è sinonimo di pelandroni e mangia pane a ufo che vivono di "servizi" intorno al
mangia-mangia che è la nostra democrazia romana, romanesca, romanaccia, o - come diceva Bossi, di Roma ladrona. Senza offendere chi è romano senza essere un lacchè nullafacente dei politicanti di turno, con grande stima invece per tutti quei poveri romani che sono le prime vittime di Roma ladrona, fanno la fame e vedono i magnoni occupare i posti e le ville più belle, con stipendi da nababbi, che sia ladrona è innegabile. Togli Roma e sono finiti i problemi economici dell'Italia. Solo Roma, anche tenendoci tutto il resto. Basti pensare che solo il presidente e il suo entourage, macchine, lacchè, palazzi (rubati al Papa) e compagnia briscola ci costa la bellezza di 250milioni di euro all'anno! Il doppio della Regina Elisabetta!
Ho sentito un Alfano sputare su suo padre, su quello che l'aveva scelto come suo erede politico. Non che l'eredità di Berlusconi sia poi molto, ma quanto meno ha trattenuto il comunismo per 20 anni, quel comunismo che ormai è a piede libero. Un figlio che offende suo padre, un uomo che sputa dove ha mangiato, un romano che offende chi lo mantiene, mi risulta disgustoso. Tutto questo per avere in elemosina qualche poltrona dal nuovo fantoccio che sarà il terzo capo del governo non eletto dal popolo "sovrano" nel giro di poco tempo. Mi ricorda tanto Casini e Fini. Erano qualcuno finché avevano un'identità. Ora sono solo dei nessuno. Con soldi a palate ma dei nessuno. Traditori che col tradimento hanno perso quello che invece speravano di ottenere. La storia dimostrerà che Berlusconi è ormai parte delle storia, i traditori no, sono figure marginali che svaniranno.
Un'altra riflessione mi ha suscitato il nome di Prodi fatto nientemeno che per il ministero dell'economia del nuovo governo illegittimo del terzo golpe di Napolitano. Non solo che l'imbecillità in Italia sembra trovare sempre orizzonti più ampi, perché dare a un fallito (politicamente) come Prodi, che tutto l'oro che ha toccato ha trasformato in merda, alla maniera di un Re Mida alla rovescia, dare a un mortadella che ha aperto le cateratte dell'invasione islamica e ha svenduto l'Italia con l'adesione criminale all'euro, dare a uno così, o solo pensare di dargli non dico il ministero dell'economia, ma fosse anche la scopino per pulire i cessi di una latrina pubblica romana, è una follia senza paragoni.
Quella che mi stupisce però è anche l'enormità della superbia di questi personaggi piccoli e dannosi che non hanno coscienza di sé e sono pronti, come una cagna in fregola, a tornare alla ribalta senza alcuna vergogna di quello che sono, di quello che hanno fatto, del fallimento umano, politico, economico che sono e che hanno prodotto. Dopo che l'Italia intera, inclusi i suoi più illusi sostenitori, l'avevano vomitato per lo schifo, per la serie illimitata di bestialità compiute, per aver messo alla fame la prospera Italia, il Mortadella è ancora disposto, senza rossore, a far la voce bassa e darci lezioni come se dicesse cose profonde e avesse la soluzione a ogni problema? C'è ancora qualcuno così criminale da fare il suo nome senza toccar ferro? Sono sempre più convinto che si debba solo emigrare. Che l'Italia - lo dico con la tristezza nel cuore - vada a fondo. Che diventi una repubblica islamica. Forse sarà la volta buona che i gay saranno trattati come meritano e che la Chiesa forse tornerà a credere a Gesù Salvatore e ad annunciare il Vangelo invece che essere un'altra istituzione autoreferenziale come Roma ladrona.

P.S. Alfano dice che Belusconi si circonda di inutili idioti. Forse ha dimenticato che il delfino di Berlusconi, il prescelto maggiore era proprio lui.

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