Crisi di fede della stessa Chiesa

di P. Giovanni Cavalcoli
Ormai è noto come si configura l'attuale crisi mai avvenuta in tutta la storia della Chiesa: come scomparsa della comune, fedele, completa ed indiscussa adesione da parte di chi si dice cattolico a tutti i dogmi della fede così come essi ci vengono insegnati dal Magistero della Chiesa e sono riassunti e spiegati nel Catechismo della Chiesa. Il credere, la fede non sono più concepiti come adesione di tutti a un patrimonio oggettivo, universale e comune di verità, ma ognuno, come singolo ma soprattutto come gruppo, si sente autorizzato
sotto i pretesti più vari – il “dialogo”, lo “ecumenismo”, il “pluralismo”, l’“esigenza pastorale”, la “libertà”, la “modernità”, lo “spirito del Concilio”, il prestigio internazionale di quel dato teologo, il contatto con lo Spirito Santo, ecc. -.
Non c’è più la Chiesa, ma le chiese, e la propria chiesa è la Chiesa. Non c’è più la fede, ma fedi. Quindi chi se ne importa delle altre? La propria è la migliore. E l’importante è, per questi pseudocredenti,  appartenere a quella che si ritiene la Chiesa moderna e avanzata. Si tratta, come già osservò Paolo VI, di un’opera di autodemolizione della Chiesa da parte di sé stessa.
Il Papa? Sì certo c’è anche il Papa. Preghiamo per lui nella Messa. Ogni tanto ha qualche buona uscita. Ma egli non può impormi le sue idee, spesso superate. Certo, è libero di esprimere le sue opinioni. Se mi va, le accolgo. Ma oggi la guida della Chiesa si trova solo in quei dati pubblicisti, media, riviste, teologi, profeti, vescovi e cardinali, di fama internazionale. E’ quello che Paolo VI chiamava “magistero parallelo”. Il Papa dovrebbe adeguarsi ed approvarlo. Finchè bacia i ragazzini va bene, ma per favore non ci parli del peccato originale o del demonio o di etica sessuale o di giustizia sociale.

Un aspetto dell’attuale crisi di fede è dato dal fatto che non si sa più che cosa è la fede. Si parla spesso, certo, di “fede”, ma con quanta adesione a ciò che la Chiesa intende con questa parola?
(brano tratto dall'articolo "Un'enciclica scritta a quattro mani" su Riscossa Cristiana del 4 luglio 2013)

Per capire meglio l'origine della perdita della fede della Chiesa si legga il testo di P. Cavalcoli "Karl Rahner", perché Rahner fu il maggior fautore dell'eresia neomodernista che entrò a seminare il suo seme di morte nei gangli vitali della Chiesa stessa durante il Concilio Vaticano II.

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