Hack, Mancuso, Augias, Odifreddi, Bianchi, Martini...

di Giovanni Zenone
Sto finendo l'onirico e bellissimo romanzo prima opera di George Bernanos, biografia del santo curato d'Ars. Ho trovato un punto che ben si addice ai soloni di cui al titolo. Quando un grande scrittore miscredente ed empio, vizioso e sordido, in preda a una curiosità che si trasforma ind disperazione va alla ricerca del prete santo cui mezza Francia va a confessare i proprio peccati. Prima di incontrarlo gli passa la vita davanti: i successi mondani che gli stolti gli invidiano diventano alla tremula luce
del presente davanti al Santissimo fardelli insopportabili. Le conquiste carnali si trasformano in un peso sullo stomaco e sull'anima - di cui ha scoperto l'esistenza - che gli dà il disgusto. Ed è a quel punto che pensa alla turba di concorrenti che non vedono l'ora di portagli via le sue "glorie" con i propri scritti e le proprie nuove e più spinte profanazioni. Gregge di caproni che "distillano fra mille smorfie i loro libriccini complicati, ringhiano in faccia ai più grandi e altra speranza non hanno a questo mondo se non di portare i loro aspri e stentati escrementi in riva a tutte le fonti spirituali a cui gli infelici vanno ad abbeverarsi".
(George Bernanos, Sotto il sole di satana, p. 315-316)

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