Camminare, edificare la Chiesa, confessare Cristo Crocefisso‏


di Mons. Gino Oliosi

Camminare senza la Croce, edificare senza la Croce, confessare un Cristo senza la Croce, non siamo discepoli del Signore, siamo mondani. “Chi non prega il Signore, prega il diavolo” (Léon Bloy). Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio

“In queste tre Letture vedo che c’è qualcosa di comune: è il movimento. Nella Prima Lettura il movimento nel cammino; nella Seconda Lettura, il movimento nell’edificazione della Chiesa; nella terza, nel Vangelo, il movimento nella confessione. Camminare, edificare, confessare.

Camminare. “Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore” (Is 2,5). Questa è la prima cosa che Dio ha detto ad Abramo: cammina nella mia presenza e sii irreprensibile. Camminare: la nostra vita è un cammino e quando ci fermiamo, la cosa non va. Camminare sempre, in presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di vivere con quella irreprensibilità che Dio chiedeva ad Abramo, nella sua promessa.

Edificare. Edificare la Chiesa. Si parla di pietre: le pietre hanno consistenza; ma pietre vive, pietre unte

dallo Spirito Santo. Edificare la Chiesa, la Sposa di Cristo, su quella pietra angolare che è lo stesso Signore. Ecco un altro movimento della nostra vita: edificare.

Terzo, confessare. Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG pietosa, ma non la Chiesa, Sposa del Signore. Quando non si cammina,ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza. Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene la frase di Lèon Bloy: “Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio.

Camminare, edificare-costruire, confessare. Ma la cosa non è facile, perché nel camminare, nel costruire, nel confessare, a volte ci sono scosse, ci sono movimenti che non sono proprio movimenti  del cammino: sono movimenti che ci tirano indietro.

Questo Vangelo prosegue con una situazione speciale. Lo stesso Pietro che ha confessato Gesù Cristo, gli dice: Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivo. Io ti seguo, ma non parliamo di Croce. Questo non c’entra. Ti seguo con altre possibilità, senza la Croce. Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza la Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani, siamo Vescovi, Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del Signore.

Io vorrei che tutti, dopo questi giorni di grazia, abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti.

Io auguro a tutti noi che lo Spirito Santo, per la preghiera della Madonna, nostra Madre, ci conceda questa grazia: camminare, edificare, confessare Gesù Cristo Crocefisso. Così sia” (Papa Francesco I, Omelia, 14 marzo 2013).

Commento di Mons. Gino Oliosi

La citazione del Diavolo, del Demonio fa venire in mente l’altra famosa di Paolo VI nel 1972, quando di fronte al predominio del concilio mediatico sul Concilio reale, di fede: “…da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio. Crediamo in qualcosa di preternaturale venuto nel mondo proprio per turbare, per soffocare i frutti del Concilio ecumenico e per impedire che la Chiesa prorompesse nell’inno di gioia per aver ricevuto in pienezza la coscienza di sé”.

Mario Bergoglio è sempre stato lontano da una certa teologia della  Liberazione nata a Medellin, in Columbia nel 1968. Ma è anche durissimo con il capitalismo esasperato: “La crisi economica-sociale e il conseguente aumento della povertà ha le sue radici politiche ispirate da certe forme del neoliberalismo che considerano i guadagni e le leggi di mercato come parametri assoluti, a danno delle persone e dei popoli”, un sistema che “non ha remore a trasformare in disoccupati milioni di lavoratori”. Ma con questo fedele ai principi non negoziabili. L’unione matrimoniale tra persone dello stesso sesso è la “distruzione del piano di Dio, non è un semplice progetto legislativo, è una mossa del padre della menzogna per confondere e ingannare i figli di Dio”. La divinizzazione della maggioranza anche per i valori non negoziabili agostiniamente appartiene alla categoria del demoniaco e nel cristianesimo c’è il superamento del potere demoniaco della politica che opprime la verità con il relativismo.

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